Dalla trasformazione delle erbe officinali spontanee alpine, Stefano Vindrola e Gabriele Berruti ottengono quattro eccellenti liquori

Il nome Occitania è molto antico e risale per lo meno al XIV secolo. Nel Medioevo la poesia dei trovatori diede lustro alla lingua d’oc, che ebbe prestigio anche fuori dal suo territorio: in Galizia, Catalonia, Germania, Ungheria e Italia. E proprio nel nostro Paese, ci sono ancora tredici valli in territorio piemontese e ligure (Cuneese, Torinese e Imperiese) nelle quali la tradizione e la cultura occitana si è conservata fino ai giorni nostri.

Stefano Vindrola (33 anni, laurea in Chimica e mastro birraio) e Gabriele Berruti, quarantunenne, amici di lunga data, appartengono con orgoglio a una di queste comunità di stanza in Val Maira; per chi non lo sapesse, ci troviamo in una incantevole vallata del Cuneese che, anche grazie al suo isolamento geografico, ha mantenuto intatto il suo patrimonio naturalistico e di biodiversità.
E proprio a una di queste risorse, ovvero le erbe officinali spontanee alpine, si sono ispirati per avviare a fine 2019 un'attività artigianale dedita alla produzione di liquori realizzati secondo le antiche ricette occitane. Oltre all'elevata tipicità del prodotto, il valore aggiunto della tracciabilità degli ingredienti totalmente a km 0; genziana, serpillo e achillea sono infatti raccolte con meticolosità lungo i sentieri alpini alle pendici del Monte Chersogno (3.064 m), ed essiccati naturalmente.
Diversa la storia dell'erba Arthemisia mutellina utilizzata per ottenere il liquore di Genepy: una volta la si andava a raccogliere sui versanti più impervi delle montagne, mentre da quando è diventata specie protetta, viene coltivata in tutta l’Alta Valle Maira nei campi alpini al di sopra dei 1.600 m. E proprio dal vicino borgo di Elva, giunge quella da loro utilizzata.
2_bottiglie-liquori-alquimio-dOc.jpgL’intero processo produttivo, svolto nel loro laboratorio di Prazzo (paese montano di poche anime ma con ben 31 frazioni e borgate!), è rigorosamente artigianale per un risultato finale genuino, equilibrato e gradevole al gusto. La trasformazione della materia prima avviene con macerazione e infusione a freddo delle erbe nell’alcool per un periodo dai 20 ai 40 giorni. Quindi, si assiste a un filtraggio naturale per eliminare le impurità, e al successivo imbottigliamento finale in formati da 100/200/500 ml. Rigorosamente bandito l'uso di alcun tipo di estratto, concentrato o colorante.

Quattro le proposte di Stefano e Gabriele: accanto al tradizionale Genepy, ecco il liquore di Serpoul, particolarmente intenso ed aromatico, ottenuto dal Timus Serpillum, una varietà selvatica di timo che cresce abbondante nella Valle Maira fino ai 2.500 m di altezza. Quindi, il liquore di Genzianella, gradevolmente amaro e dalle notevoli proprietà digestive, ottenuto con gli splendidi fiori blu della Gentiana acaulis raccolti oltre i 2.000 m. Proprietà che ritroviamo anche nel liquore di Achillea, l'erba regina degli alpeggi, un tempo utilizzata per curare le ferite, visti i numerosi principi attivi contenuti sia nelle foglie che nei fiori.
3_alquimio-dOc-liquori.jpgA distanza di nemmeno un anno dall'inizio della produzione, i due amici occitani non stanno certo con le mani in mano e stanno testando i nuovi liquori di Larice, Ginepro (non utilizzando le bacche ma i rami giovani della pianta) e Pino Mugo. Il nostro consiglio è quello di trascorrere un weekend in Val Maira per scoprire queste e altre eccellenze; ma hanno anche attivo lo shop online per comodi acquisti da casa.
 

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