Nizza - Barbera d’Asti Superiore - Barbera d’Asti - Piemonte Chardonnay - Cortese Alto M.to - Moscato d’Asti - Brachetto d’Acqui

Testo publiredazionale

Il vino è cuore, affetto, passione e, perché no?, una dose di unicità come ha in sé ogni cagnolino di razza meticcia.

Un pensiero bello come il logo di questa azienda, che il fondatore Roberto de Silva volle spiegare con queste parole: “Il Botolo è quel cagnolino, meticcio di razza, ma sicuramente purissimo nel suo tenace affetto per noi, che con la sua cocciuta simpatia ci regala piccole gioie quotidiane. Affettuoso, irresistibilmente amabile: è il nostro Botolo”.

Quest’ultimo, il “meticcio di razza” che de Silva amava accogliere in casa sua, è l'immagine che rappresenta questi 13 ettari di vigneti situati a Nizza Monferrato, terra antica di barbera, e dal 2014 patrimonio mondiale dell'umanità (Unesco), dove i filari erano già una ricchezza ai tempi dei Marchesi Aleramici e dove il nonno del fondatore dell’azienda faceva il contadino.

E proprio per l'amore verso questa terra, la sua storia, la sua cultura, la scelta è stata quella di puntare tutto sui vitigni autoctoni, coltivati su pendii soleggiati con un preciso orientamento che favorisce la migliore maturazione delle uve, regalando vini di eccellenza. Anzitutto la Barbera, declinata in quattro versioni: quella più giovane, Barbera d’Asti Docg, che privilegia l’immediatezza del frutto; la Barbera d’Asti Superiore Docg resa più complessa dall’affinamento in legno; la denominazione Barbera d’Asti Superiore Docg Nizza, il cru ottenuto dai vigneti migliori, affinata a lungo, prima in acciaio e poi in botti di legno, per un totale di almeno 18 mesi; infine la Barbera del Monferrato Doc Frizzante, dal colore rosso rubino, aroma intenso, sapore asciutto, morbido di medio corpo e retrogusto persistente, brioso e vivace.
Tra i bianchi non poteva mancare un Cortese Alto Monferrato Doc Frizzante, che si presenta al meglio delle sue caratteristiche: delicati profumi di fiori bianchi, pesca e albicocca, accompagnati da una gradevole acidità che lo rende ideale anche come vino da aperitivo accanto ad un Piemonte Chardonnay Doc, declinato in due versioni: quella giovane, e quella resa più complessa dall’affinamento in barrique per 6 mesi, che ben si adattano a queste terre. Come da tradizione però non possono mancare nel panorama aziendale altri tre grandi vini piemontesi: il Brachetto D’Acqui Docg, dai delicati profumi di muschio, rosa e fragola; il Dolcetto d’Asti Doc dal colore rosso rubino, intenso al naso, elegante, con un caratteristico sentore di marasca, asciutto al palato, di medio corpo, vellutato con un finale equilibrato; poi naturalmente il Moscato d’Asti Docg, in questa versione perfettamente paradigmatico, con i suoi delicati sentori di pesca gialla, albicocca e miele. Chiude la gamma una vecchia passione dei viticoltori piemontesi, il vino chinato Lo Spadone del Re, ottenuto da uve barbera dai vigneti con la migliore esposizione della tenuta a Nizza Monferrato.