Torino è oggi riconosciuta come una capitale del cioccolato a livello internazionale. La città ospita una miriade di maestri cioccolatieri, ognuno con il suo stile e le sue specialità uniche. Questa tradizione però ha radici lontane e per capirlo basta un celebre aneddoto. Pare infatti che già nel 1560 il duca Emanuele Filiberto abbia celebrato il trasferimento della capitale sabauda da Chambery con una fumante tazza di cioccolata calda. Da quel momento, la città ha saputo trasformare questo prezioso ingrediente in capolavori di gusto e raffinatezza. Tra le creazioni più iconiche nate dall'ingegno torinese troviamo il Bicerin, una bevanda calda a base di caffè, cacao e crema di latte, servita nell'omonimo storico locale. Un altro simbolo del cioccolato torinese è il gianduiotto, un cioccolatino dal cuore morbido di gianduia, realizzato con le pregiate nocciole delle Langhe. Non possiamo dimenticare il cremino, un cioccolatino a tre strati che racchiude l'essenza del cioccolato torinese: gianduia, cioccolato e nocciola. Storica è la Pasticceria Pfatisch, inaugurata dal maestro di origine bavarese Gustavo Pfatisch nel 1915. Oggi alla guida vi sono Francesco Ciocatto e il suo team, ma il locale originario è rimasto intatto dalla fondazione, nella sede via Sacchi 42, ed è un esempio di locale storico d’Italia e patrimonio culturale. Dal 2024 infatti ha aperto le porte il Museo del cioccolato Choco-Story Torino, situato nei sotterranei dove sono ancora conservati antichi macchinari per la lavorazione del cioccolato. La produzione annovera gianduiotti, tavolette, creme da spalmare e pralineria; fiore all’occhiello Il Festivo, la torta nata agli inizi degli anni Sessanta, composta da due dischi di meringata al cacao farciti di crema chantilly al cioccolato e ricoperti da granella di cioccolato, guarnito dal caratteristico ciuffo di cioccolato sfoglia.
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