La pandemia ha cambiato le nostre abitudini alimentari e riportato in auge il vecchio, caro, comfort food

Chi è nato negli anni Ottanta non potrà mai dimenticare il sapore di Girella e Tegolino. Non è una questione gustativa, anzi il gusto non ha quasi nulla a che fare: è affezione, ricordo, ispirazione. Pomeriggi davanti a Italia 1 e merenda alle quattro in punto.
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La "Girella"Il comfort food funziona un po’ allo stesso modo: è un piacere al limite del vizio, una coccola, un sapore che ci fa star bene.
Il comfort food ha molti volti: la merendina, appunto, ma anche la torta di compleanno preferita, gli gnocchi della nonna, i gamberoni rossi che “sono un sogno” come diceva Paolo Conte. 

Chi ha qualche nozione di neurogastronomia sa benissimo che il nostro gusto è qualcosa di aleatorio, impossibile da determinare con precisione. Sa che il buono non esiste (o quasi) e che da voi al miglior sommelier del mondo non ci sono differenze abnormi ma solo una questione di memoria e conoscenze. Ecco, il comfort food è in quel limbo, tra papille gustative e neuroni, tra sentimento e chimica.

Oggi, quando ormai tutti eravamo proiettati verso biologico, free qualcosa, vegan, organic etc il comfort food sembrava messo all’angolo. Non dietetico, non “free” e di solito pure “con” (olio di palma ad esempio o burro o quello che volete voi) era dato per spacciato da tutti i bookmakers del cibo. Invece sono bastati i primi mesi del 2020 per dirci che non potevamo metterlo in un cassetto. “Nessuno può mettere il comfort food in un angolo" parafrasando Dirty Dancing

Uno degli elementi più interessanti emersi dall’analisi del Centro di ricerca EngageMinds HUB dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Cremona riguarda i consumi alimentari che hanno visto crescere cibi di stock e cibi considerati di conforto (come salumi e formaggi in primis).  Negli Stati Uniti sta accadendo la stessa cosa, come racconta il popolare magazine Axios (link). Il 2020 si era aperto come l’anno delle alternative vegetali, delle bevande analcoliche e dei cibi salutari che segnavano un trend in crescita continua. A marzo 2020 le tendenze si sono invertite e a ruba sono andati alcolici e hamburger rigorosamente non bio. 

C’è un gruppo facebook, Quarantine Meals, che similmente a quanto accaduto in Italia accoglie le foto di cosa si è cucinato e si sta cucinando. Sul podio pizze, maccheroni e grandi grigliate con buona pace dei fautori della sostenibilità alimentare. La motivazione che spiegano i più è soprattutto psicologica: nella cucina - quella importante, delle grandi occasioni, dei pranzi in famiglia - gli americani trovano la forza di andare avanti. Accanto a questi stanno tornando anche patatine, pancake, biscotti, gli alimenti preferiti dagli adolescenti, considerati veri e propri capisaldi del comfort food. Una tendenza che si sgonfierà, ma non così in fretta. 
patatine.jpgRicordate Accorsi che avvicina la Capotondi in una pubblicità del Maxibon targata 1994? Bene quest’anno potrebbe essere un’estate così (distanziamento sociale permettendo)