Due itinerari sui Colli Euganei per ammirare fortificazioni, ville antiche, giardini storici, siti religiosi e per conoscere e apprezzare i vini, i prodotti e la cucina locale

Sorti a seguito di una serie di violente eruzioni vulcaniche sottomarine, i Colli Euganei si stagliano sull’uniformità della pianura veneta, alle porte di Padova, generando un paesaggio in cui si alternano campi coltivati, uliveti, vigneti e boschi di castagno e di querce. Si tratta di un territorio unico in termini di ricchezze naturali, paesaggistiche, ambientali e culturali.
I paesaggi collinari sono incantevoli: si possono ammirare fortificazioni medievali, ville antiche e giardini storici, siti religiosi, tutti luoghi che hanno ispirato molti poeti come Petrarca, Foscolo, Byron e Shelley.
Casa-del-Petrarca.jpgLa casa del poeta Francesco Petrarca ad Arquà (Ph Consorzio Colli Euganei)In particolare l'habitat naturalistico rivela un panorama particolarmente variegato, dove convivono specie vegetali degli ambienti mediterranei e varietà tipiche delle aree montane. È proprio qui che si può ammirare l’unico esempio nazionale di ruta patavina nonché le splendide orchidee, così eleganti e rare. E ancora, non bisogna dimenticare i numerosi vini DOC dei vigneti Euganei, l’olio extravergine DOP, il miele, le more, i lamponi e le mandorle.

L'Ente Parco Regionale dei Colli Euganei ha stilato ben 31 itinerari georeferenziati da percorrere a piedi e in mountain-bike, e una decina di percorsi tematici. Ne citiamo due quale invito ideale a raggiungere questo splendido territorio per trascorrervi un weekend rilassante abbracciati dalla natura.
vigne-ragazza.jpg(Ph Consorzio Colli Euganei)Il primo è il sentiero del Monte Fasolo (3,5 km, percorrenza 1 h).
Il punto di partenza, posto presso il capitello di S. Antonio nel comune di Cinto Euganeo, in corrispondenza dell'incrocio tra le vie Monte Fasolo e via Giarin, è facilmente raggiungibile da Abano Terme (16 km circa). Percorrendo la strada provinciale San Daniele si giunge fino a Torreglia e si prosegue poi fino a Galzignano. Nel primo tratto a farla da padrone sono carpini, frassini e roverella con il tipico sottobosco di asparago selvatico, pungitopo, sorbo terminale e moro mato, una pianta originaria dell'Asia orientale, utilizzata per produrre carta e tessuti. Il sentiero prosegue in leggera salita e, raggiunto un primo bivio, si incontrano dapprima alcuni esemplari di albero di giuda, bellissimi in primavera con la loro fioritura rossa, e successivamente i primi esemplari di castagno da frutto (i cosiddetti maronari), che fanno intuire il cambio di versante, ora esposto a nord-est.
albero-giuda.jpgI coloratissimi fiori dell'albero di giuda in primaveraTerminata la salita ci si inoltra quindi in un tratto di bosco decisamente più fitto e meno luminoso. Ai margini del sentiero, tra le piante erbacee del sottobosco, è facile scorgere dei veri e propri reperti dell'era glaciale: l'epimedio alpino e la felce aquilina. La strada prosegue prima in piano, con il castagno sempre più presente, poi riprende a salire con un bosco misto e più luminoso. Si procede superando a destra una staccionata e osservando sulla sinistra gli affioramenti di roccia sedimentaria (Scaglia Rossa).
Giunti a un punto di sosta, sedetevi su una delle panchine, fermatevi ad ascoltare la natura che vi circonda, e ad ammirare il maestoso esemplare di faggio secolare, segnalato da l'apposito cartello.
sentiero-monte-fasolo.jpgIl sentiero del Monte FasoloQuando avete goduto a pieno dell'atmosfera, riprendete il cammino. Da qui si segue sempre dritto il sentiero principale, in un bosco misto dove è possibile osservare alcuni interessanti esemplari di cerro, una specie di quercia poco diffusa sui Colli Euganei. Una curva a gomito a sinistra riporta sulla strada che percorre le pendici del Monte Fasolo. Il sentiero riprende a salire dolcemente con alcuni vigneti sulla destra, e dopo un breve tratto si giunge al noto e panoramico viale dei mandorli, meraviglioso in primavera quando la fioritura è al culmine. Questo tratto del percorso, per la sua posizione, consente di ammirare sia le colline a meridione (Monte Rusta, il Gemolo, Monte Ricco, i Monti Cero e Castello, il Monte Cecilia e il Ventolone) sia, verso nord, il Venda e il Vendevolo, con i resti del monastero. Una suggestiva zona panoramica che vi lascerà senza fiato.
In prossimità della Fattoria Monte Fasolo, un bellissimo esemplare di bagolaro fa ombra su una panchina per una sosta. L'azienda è quella vitivinicola più estesa dei Colli Euganei, e organizza degustazioni guidate abbinate ai prodotti tipici del territorio. Tra i vini top, il Colli Euganei Fior d’Arancio Passito “Solone” e il Colli Euganei Rosso “Rusta”.

Poco più in là, a sinistra sulla cima del monte (301 m slm), circondata da alcuni cipressi, la bella chiesetta di San Gaetano. Da qui si prosegue tra mandorli, vigneti e ulivi fino a ritornare al punto di partenza. Al termine della passeggiata, se avete ancora tempo, non dimenticate di visitare, nelle vicinanze, Villa Beatrice con il suo Museo Naturalistico (a circa 1,5 km) e la Chiesetta di Santa Lucia del XV sec (a 2,2 km).
villa-beatrice.jpgVilla Beatrice con il suo Museo NaturalisticoA Cinto Euganeo sono una decina le cantine vitivinicole dove merita la sosta per conoscere il grande patrimonio vitivinicolo locale. Citiamo quella di Antonio Dal Santo (loc. Fontanafredda, via Cavour, 2 - tel. 3299434887), una persona solare e molto appassionata, che ha 10 ettari vitati (50 mila le bottiglie). Lui produce il Fior d’Arancio in versione spumante e anche il raro Colli Euganei "Serprino", un vino frizzante tappo raso dal colore giallo paglierino e dai sentori briosi, freschi e fruttati.
Quindi, Cà Lustra (loc. Faedo - via San Pietro, 50 - tel. 042994128 - info@calustra.it), realtà biologica e anche fattoria didattica, gestita dai fratelli Marco e Linda Zanovello. Tra i loro vini più rappresentativi, il Colli Euganei Chardonnay “Roverello” e il Colli Euganei Merlot “Sassonero”.
Ma a Cinto Euganeo c'è anche un frantoio per gli olivicoltori della zona: è il Frantoio di Valnogaredo di Paolo Barbiero (via Mantovane, 8/a - tel. 0429647224), che segue i dettami del biologico e i principi della sostenibilità: nei tre ettari dell’oliveto aziendale dimorano le cultivar Rasara, Frantoio e Leccino, dalle quali, Paolo ottiene degli extravergine d'oliva d'autore. Si producono anche olio al limone e creme per la cura del corpo.
Infine, per una piacevole sosta a pranzo o a cena, menzione d'onore per una realtà che ha sposato a 360° il territorio. Si tratta dell'Agriturismo Cà Bianca (via Cinto, 5 - tel. 042994288) della famiglia Turetta. Qui, accanto all'attività ristorativa all'insegna della stagionalità, ecco anche la produzione vitivinicola e quella di insaccati di assoluta qualità.
ca-bianca.jpgL'agriturismo Cà Bianca di Cinto EuganeoPer quanto riguarda i vini, a Paolo Massobrio va il merito d’essere stato qui già vent’anni fa intuendo che questa fosse l’area con il vino dal miglior rapporto qualità/prezzo d’Italia. Oggi si può dire che è anche il vino che ha il più alto indice di sostenibilità. Almeno in questa direzione sembrano andare le cantine dei Colli Euganei premiate negli ultimi tre anni fra i Top Hundred di Golosaria: Quota 101 di Torreglia (nel 2019), Alla Costiera di Vò (nel 2018), Le Volpi di Baone e Monteversa di Vò (nel 2017).

Il secondo itinerario è denominato Sentiero del Principe (lunghezza 6 km, tempo di percorrenza 2 h) e costituisce l'ideale anello di congiunzione dei siti letterari compresi nel "Parco letterario della Collina estense": dal Castello dei Trovatori che hanno cantato Beatrice, all'Arco del Falconetto del Cornaro mecenate del Ruzante; dalla Villa ex Kunkler, in cui Shelley compose alcune delle sue opere più importanti, fino a Calaone, con possibile deviazione presso l'ex Convento di Salarola.
sentiero-del-principe.jpgUno scorcio del sentiero del PrincipeLungo il cammino, che abbraccia i territori di Baone e di Este, si trovano alcuni monumenti architettonici interessanti, come la villa Vigna Contarena e il Palazzo del Principe, senza dimenticare i valori naturalistici, dalla pineta storica alla flora autoctona. Percorrendo il sentiero del Principe, situato nell'angolo sud occidentale del Parco, è possibile un'osservazione completa degli aspetti paesaggistici tipici del raccordo tra il complesso collinare euganeo e la circostante Pianura veneta. Nel tratto più a ovest, dal lato del Palazzo del Principe, lo sguardo conduce verso il dolce pendio coltivato alla base del Monte Cero, contiguo a un'ampia area pianeggiante dove l'elemento principale sono i canali e i sistemi idraulici realizzati dall'uomo.
Da Calaone è inoltre consigliata al visitatore una deviazione presso la località di Salarola, situata a poca distanza dal centro del paese lungo la strada che, in discesa, porta verso Baone. Il luogo un tempo ospitò una chiesa con annesso monastero femminile che fu scelto da Beatrice d'Este quando lasciò la vita di corte. Da questo sito si può proseguire nella deviazione verso la suggestiva Fontana delle Muneghe, nella stretta valletta tra il versante orientale del M. Cero e il poggio di Salarola. Oltrepassato il sentiero, percorrendo in discesa la strada asfaltata in direzione Este, si può osservare il passaggio all'ambiente urbanizzato, graduale e ben inserito nel contesto collinare, dove i coltivi si fondono con dimore rurali e ville già facenti parte del tessuto cittadino.

Oltre il centro storico e i quartieri periferici estensi, la Pianura si estende verso Meridione. Visibilità permettendo, si distinguono i principali centri della Bassa padovana, tra cui spicca la forma slanciata del campanile di Solesino; in direzione est, si scorgono le propaggini del M. Cecilia e la Rocca di Monselice, ultimi tratti morfologici del complesso euganeo che emergono dai depositi alluvionali della pianura.
A Baone, sono sei le cantine vitivinicole top da visitare (Filò delle Vigne, Cà Orologio, Il Mottolo, Vignale di Cecilia, Maeli e Le Volpi).
vigne.jpg(Ph Consorzio Colli Euganei)Ma a suggellare da quasi quarant'anni la qualità della produzione vitivinicola autoctona, c'è una realtà consortile molto virtuosa e assai impegnata nel fare sistema e nella valorizzazione del territorio a 360°, ovvero il Consorzio Tutela Vini Colli Euganei, di stanza a (via Martiri della Libertà, 10 - tel. 049 5212107), dove c'è anche l'Enoteca consortile per degustazioni e acquisti. Tra i progetti più significativi si devono ricordare: il lavoro di zonazione che si può considerare il Piano Regolatore Generale del vino che ha consentito un significativo aumento del livello qualitativo dei nostri vini e la realizzazione di un’immagine forte facilmente riconoscibile del vino a DOC Colli Euganei creando un’etichetta, una bottiglia e una confezione comune per il Colli Euganei Fior d’Arancio. Il Colli Euganei Fior d’Arancio dal 2011 è diventato DOCG. Nella sede del Consorzio è stata allestita anche una mostra molto esaustiva delle vitivinicoltura locale.

Questo secondo itinerario rivela anche una eccellenza agroalimentare davvero unica, ovvero la mitica farina Petra del Molino Quaglia di Vighizzolo d'Este (via Roma, 38 - tel. 0429649105), l'azienda, che ha compiuto una vera rivoluzione nel mondo della farina e degli impasti. Tutto questo grazie a una ricerca costante di materie prime di qualità assoluta, e a una visione imprenditoriale particolarmente illuminata e futuristica, volta a tracciare nuove strade innovative nel settore di appartenenza.
petra-lab.jpgI laboratori PetraLabNe sono esempio le farine di nuova concezione come la Petra Evolutiva (da miscuglio di grani autoctoni siciliani), Petra Maiorca (frutto del ripristino siciliano dell'antico grano tenero di varietà Maiorca ), Petra 9 (l'integrale a tutto grano), Petra Viva (da seminati parzialmente germinati). Farine quindi evolute sotto tanti punti di vista (ricchezza di sapore, completezza nutrizionale, performance negli impasti) e destinate a cambiare l'arte bianca.
farine-petra.jpgLe farine Petra di nuova concezioneMa non è certo tutto. I temi culturali e di formazione sono sempre al centro del loro progetto di successo. A partire dalla nascita della prima Università della Pizza, volta a formare professionisti del settore, all'Almanacco della Pizza, un libro-racconto di volti ed esperienze di chef di successo; passando poi per i PetraLab sui social con protagonisti, panettieri, pasticceri e pizzaioli, fino al progetto del Manifesto del Pane Artigianale con cui chiedono agli attori della filiera del pane, dagli agricoltori ai panificatori artigiani, di contribuire al benessere dell’ambiente e dell’uomo con pani autentici, sani e genuini.
almanacco-della-pizza.jpgL'Almanacco della Pizza
Da visitare il portale www.farinapetra.it, dove c'è uno shop online  https://shop.farinaearte.it particolarmente attento e descrittivo dei tanti prodotti offerti, sia per operatori che per consumatori, ed in grado di realizzare qualsiasi desiderio sui prodotti da forno dolci e salati…

Infine i ristoranti dei Colli Euganei citati su IlGolosario.it che hanno ottenuto la corona radiosa: Tola Rasa di Padova; Storie d'amore di Borgoricco; Aldo Moro di Montagnana; Lazzaro 1915 di Pontelongo; Le tentazioni di Saonara;
e il faccino radioso: 19.94, Antica osteria dal Capo, Fuel, Gino's, Radici Terra e Gusto di Padova; La Montanella di Arquà Petrarca; Al Sasso Ronco di Castelnuovo di Teolo; Pizzeria Gigi Pipa di Este; Macelleria Tolin di Lozzo Atestino; La Posa degli Agri di Polverara; Balobino di Sant'Urbano; La Montecchia di Selvazzano Dentro; Baracca Storica Hostaria di Trebaseleghe.

Qui (link), l’itinerario di Paolo Massobrio, scritto nel maggio 2008 per Fiat Sedici fra i monasteri (clamoroso sarà il monastero di Praglia nel comune di Teolo, ma anche quello del Monte Rua).

Link di riferimento:
http://www.parcocollieuganei.com/
https://www.veneto.eu/IT/Parco_Colli_Euganei/
https://www.collieuganeidoc.com/
www.farinapetra.it
http://montefasolo.eu/
www.calustra.it
https://www.frantoiovalnogaredo.com/
www.turettacabianca.it