Il mito di Bricco Boschis

Barolo Riserva 'Vigna San Giuseppe' e 'Vignolo' - Barbera d’Alba Superiore 'Vigna del Cuculo' - Dolcetto d’Alba 'Vigna Scot' - Langhe Nebbiolo - Langhe Chardonnay - Pinner (b - pinot bianco)
TOP HUNDRED Barolo 'Bricco Boschis'

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Testo publiredazionale

Alle porte del paese di Castiglione Falletto, centro dell’area del Barolo, la Tenuta Cavallotto è situata sulla collina Bricco Boschis e si estende per circa 25 ettari.
La famiglia Cavallotto, viticoltrice da generazioni, fu tra le prime nella zona a produrre e commercializzare vini prodotti da uve esclusivamente provenienti dalle vigne proprie.
Nel 1928 Giacomo Cavallotto acquisì l’intera proprietà, creando la Tenuta Cavallotto. Da qui in avanti è una storia di famiglia. Nel 1946 Olivio e Gildo, sotto l’occhio attento del papà Giuseppe e dello zio Marcello, per la prima volta vinificarono interamente la produzione di uva.

Dal 1970 il Bricco Boschis è meglio specificato con l’aggiunta delle singole vigne che lo compongono: vigna San Giuseppe, vigna Colle Sud-Ovest, vigna Punta Marcello, vigna Cuculo. Nel 1989 la famiglia Cavallotto decide di acquistare un altro pezzo di storia del vino piemontese: il 60% del cru Vignolo. Le sue uve vinificate in purezza creano il Barolo Riserva Vignolo.

La zona geologica che comprende il Bricco Boschis è costituita da vari substrati calcarei argillosi di origine marina alternati a sabbia. Le uve che si ottengono da questa composizione geologica producono vini dalla gradazione alcolica importante, di struttura robusta, particolarmente longevi. La collina si trova infatti sul confine tra Langhiano e Tortoniano. Questo cru rappresenta quindi un trait d’union fra le caratteristiche intermedie delle due sottozone, con uno straordinario mix di marne bianche, gialle, grigie e sabbia in stratificazione.

Prerogativa costante dell’azienda fin dal 1974 è la continua attenzione alle naturali tecniche e metodologie agronomiche ed enologiche. La famiglia Cavallotto è stata tra le prime a eliminare la poltiglia bordolese a base di solfato di rame, sostituendolo con una soluzione più efficace e riducendo così drasticamente la presenza di rame stesso nel suolo.
Altro caposaldo dei Cavallotto è il metodo tradizionale nel vinificare e invecchiare i loro Barolo che sono il frutto di lunghe macerazioni ed affinamenti in botti grandi di Rovere di Slavonia da 20hl a 10hl.

Oggi sono Alfio, Giuseppe e Laura, i figli di Olivio Cavallotto, a guidare la Tenuta sempre nel rispetto della tradizione di questa collina e della famiglia.