Satrico Lazio Bianco (chardonnay, sauvignon, trebbiano giallo) - Chardonnay Lazio - Sauvignon Lazio - Viognier Lazio - Antinoo Lazio Bianco (viognier, chardonnay) - Faro della Guardia Biancolella di Ponza Lazio - Albiola Lazio Rosato - Merlot Lazio - Shiraz Lazio - Petit Verdot Lazio - Tempranijo Lazio (tempranillo) - Cabernet Sauvignon Lazio - Madreselva Lazio Rosso (merlot, cabernet s., petit verdot) - Mater Matuta Lazio Rosso (syrah, petit verdot) - Aphrodisium Vendemmia Tardiva (petit manseng, viognier, greco, fiano) - Grappa di Shiraz - Grappa di Petit Manseng - Grappa di Petit Verdot
TOP HUNDRED Petit Manseng Lazio

Clicca qui per leggere l’articolo di Paolo Massobrio uscito su Il Buon Bere (La Stampa, 2002)

Testo publiredazionale

Casale del Giglio è stata fondata nel 1967 dal Dott. Berardino Santarelli, nell’Agro Pontino in località Le Ferriere, in provincia di Latina, circa 50 km a sud di Roma. Questo territorio, rappresentava un ambiente tutto da esplorare dal punto di vista vitivinicolo. Per Antonio Santarelli era la tenuta di famiglia dove da bambino trascorreva i fine settimana, ma quando, a venticinque anni inizia a collaborare in azienda con il padre Dino, avverte come quei terreni bonificati dell’Agro Pontino siano un’area vergine su cui poter tentare tutto il Nuovo possibile. L’assenza di passato enologico diviene così lo stimolo determinante verso il massimo grado di libertà innovativa e nel 1985, con il padre Dino, dà vita a un progetto che pone a dimora sui terreni aziendali quasi 60 diversi vitigni sperimentali. Un’avventura complessa e rischiosa, mai tentata con questa scientificità, di cui diviene interprete l’enologo dell’azienda Paolo Tiefenthaler. L’audacia viene ripagata con i primi importanti risultati sulle uve rosse Syrah e Petit Verdot e bianche come Chardonnay, Sauvignon, Viognier e Petit Manseng, che danno vita a diverse etichette da monovitigno oppure da assemblaggio, sempre dall’interessante rapporto qualità-prezzo.
La gamma dei Bianchi va dal “Satrico”, un bianco intenso e persistente, leggermente aromatico, da uve 40% Chardonnay, 40% Sauvignon e 20% Trebbiano Giallo all’”Antinoo”, che è invece un blend per due terzi di uve Viognier e un terzo Chardonnay. Si rivela elegante, complesso, con note delicate di fiori gialli e di acacia.
Le ultime novità fra i Bianchi sono rappresentate dalla “Biancolella di Ponza” e “l’Antium – Bellone di Anzio”. Vitigno autoctono, il Bellone viene vinificato con breve macerazione sulle bucce; segue la pressatura soffice e la fermentazione spontanea sui lieviti indigeni.
Fra i Rossi segnaliamo le due Riserve: Madreselva e Mater Matuta.
Il “Madreselva” è un assemblaggio in parti uguali di Merlot, Cabernet-Sauvignon e Petit Verdot. Le uve vengono raccolte in piena maturazione, ma in epoche diverse. Quelle di Merlot maturano a metà settembre, mentre le uve di Petit Verdot e Cabernet Sauvignon sono piuttosto tardive. La vinificazione in rosso di ciascuna varietà del blend ha un procedimento diverso. Per il Petit Verdot ad esempio, la vinificazione avviene mediante l’uso di follatori, che consentono la massima estrazione di tannini e sostanze polifenoliche. Terminata la fermentazione, i vini vengono posti, separatamente, in piccoli fusti di rovere per 18–20 mesi. Segue l’assemblaggio nelle proporzioni suddette e l’imbottigliamento. L’affinamento in bottiglia dura 8–12 mesi.
Il prodotto di punta è il “Mater Matuta” (Syrah più una “pennellata” di Petit Verdot). Vino di razza, fiero, concentrato, carnoso e austero, con ampi sentori balsamici e di frutta matura, dal colore rubino rosso intenso e con profumi di frutti neri di bosco su speziatura complessa. Ultima novità: “il Tempranijo”, neonato tra i Rossi. Infine degno di nota è l’“Aphrodisium“, una vendemmia tardiva di Petit Manseng, Viognier, Greco e Fiano, vinificate in acciaio.
Attualmente l’azienda conta oltre 180 ettari di vigneto a filare di proprietà, raggiungendo una produzione annuale intorno al milione e quattrocentomila bottiglie.