In Calabria il caciocavallo ha delle peculiarità che variano di zona in zona. Nella zona di Ciminà, che prende il nome dal greco kyminà (posto dove abbonda il cumino), il caciocavallo si prepara con due testine. Anna Romano e il figlio Domenico lo producono con caglio di capretto e latte crudo proveniente dagli animali di proprietà (110 bovini, 400 fra ovini e caprini) alimentati in modo naturale e biologico. Da luglio a dicembre si utilizza solo latte vaccino che è filato a doppia testina, gli altri mesi si lavora latte misto, vacca e pecora, e il risultato è un caciocavallo più grande, a pasta semidura, dal sapore piacevolmente piccante. Questo formaggio ha ottenuto il riconoscimento di Pat (Prodotto Agroalimentare Tradizionale) dalla Regione Calabria e la De.Co. nel 2008 dal Comune. Da provare anche le ricotte, le provolette di Ciminà e il miele di sulla e millefiori.



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