Il pan di sorc è un prodotto tipico del Gemonese, la cui tradizione è stata recuperata nel 2008 grazie al progetto dell’Ecomuseo delle Acque del Gemonese, che ha riattivato la filiera coinvolgendo diversi attori in una rete virtuosa. Fino agli anni Sessanta si preparava questo pane realizzato con la miscela di tre farine: mais (sorc in lingua friulana) 'cinquantino' (ovvero a ciclo vegetativo breve), frumento e segale. Per le festività natalizie diventava dolce e speziato con l’aggiunta di fichi secchi e semi di finocchio selvatico, uvetta, cannella e noci e veniva regalato come dolce ben augurante. Il progetto in atto ha coinvolto i produttori che hanno ricominciato a coltivare il mais cinquantino, quindi i mugnai, che macinano ancora a pietra, i panificatori, che usano lievito madre e cuociono in forni a legna, e infine i negozianti e i ristoratori, che propongono ai loro clienti il pan di sorc. Insieme hanno creato un’associazione che ha promosso un marchio registrato per tutelare il prodotto. Le pagnotte provenienti dalla filiera avviata dall’ecomuseo riportano sulla crosta un’etichetta commestibile (ostia) recante la dicitura Pan di Sorc®. All’aspetto si presenta tonda con la crosta scura e fragrante, con un taglio a croce sulla sommità e la mollica gialla dall’aroma che ricorda la polenta. Ideale da servire in abbinamento a salumi e formaggi stagionati.


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