Api e turisti possono innamorarsi dello stesso territorio e, probabilmente, per gli stessi motivi. Succede in Toscana, diventata una delle mete turistiche privilegiate al mondo anche grazie alla varietà dei suoi territori (oltre che per le sue architetture medievali). Pensiamo ai litorali sabbiosi della Versilia o ai monti della Lunigiana, alle coste rocciose del sud della regione o alle campagne senesi e fiorentine, passando per le splendide isole e la selvaggia Maremma. Un paesaggio diversificato che permette alle api di intercettare fioriture diverse.
Nel comune di Badia Tedalda, nel cuore dell’Aretino, c’’è Api e Miele Valmarecchia di Gabriele e Valeria Milli che, grazie alle arnie collocate in zone diverse, riesce a produrre mieli monoflora di acacia, erica, melata di quercia, castagno, girasole, sulla, tiglio, trifoglio anche se i fiori all’occhiello restano il miele millefiori di Valmarecchia, che cambia da stagione a stagione, e il miele millefiori di Rofelle, ricavato da arnie stanziali poste fino a 1.000 metri d’altitudine nella piccola Valle di Rofelle. Tra i prodotti legati all’alveare annoverano anche grappa e miele millefiori, idromele, aceto di miele, pappa reale e propoli
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