Il massacrin in dialetto piemontese identifica il norcino itinerante, chiamato nelle cascine per macellare i maiali e preparare i salumi. Un mestiere cruciale in epoche antiche quando uccidere il maiale significava riempire la dispensa per tutto l’anno. Gino Casetta, detto Luiset, a 25 anni era già un massacrin esperto, che a 40 si mette in proprio e dà il via a un’attività oggi condotta dai figli, sempre dietro il suo occhio vigile. Centrale è l’allevamento dei suini che vengono trasformati nel moderno laboratorio aziendale (è stato inaugurato nel 2013) in prosciutti, cotto e arrosto, lardo e galantina, salame cotto, frisse e salamini piccantini o senza spezie o aromatizzati al tartufo e alle nocciole. Oltre al fiore all’occhiello dell’attività che è il salame della Rosa, ottenuto dalle parti migliori del maiale, macerato con l’aglio pestato a mortaio e il Nebbiolo.