Il Fassone è più di una carne, è un vero e proprio simbolo del Piemonte da gustare. Il suo nome deriva dal francese façon, ovvero modo, e indica la selezione avvenuta alla fine dell’Ottocento di bovini contraddistinti da una particolare mutazione genetica naturale. Si tratta di uno sviluppo importante, soprattutto nei maschi castrati, della muscolatura della coscia, la cosiddetta “doppia groppa”. Questo, alla macellazione, garantisce un’altissima resa con una carne magra e particolarmente tenera. Esempio famoso è il celebre Bue Grasso, un gigante di almeno 4 anni battuto all’asta a peso d’oro in molte fiere millenarie tra cui quella di Carrù, una cittadina piemontese che vanta anche una casa-museo dedicata alla storia e alle caratteristiche del Fassone Piemontese, e quella di Moncalvo dove in dicembre gli allevatori si riuniscono sotto i portici per contendersi i capi migliori.
Questa carne è un vanto di molte macellerie che la propongono in diverse varianti. A Moncalvo sorge l’agrimacelleria Micco, dove Lauro Micco alleva e cresce i capi di razza Piemontese, per poi venderne i pregiati tagli che fanno onore a questa città famosa per la sua carne.


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