In terra di grandi vini possono nascere grande aceti come ha sempre affermato Cesare Giaccone, che fin dagli anni Settanta ha avviato una produzione dedicata ora portata avanti dal figlio Oscar. Il metodo di produzione è quello tradizionale langarolo, che prevede il travaso del vino, scelto sempre di ottima qualità, in botti di gelso, rovere e ciliegio dove si trova la “madre”, per la trasformazione in aceto.
Nascono così l’aceto monovitigno di Barolo, adatto per cucinare i volatili da cortile, i rognoni e le cipolle, ma anche l’aceto di Arneis, per i carpioni e le verdure. Quindi l’aceto di Barbera e vino rosso, indicato con le carni bianche e le insalate, fino ad arrivare al delicato aceto di Moscato, per insalate di frutta e sorbetti. Li confeziona in bottiglie da 25 o 50 centilitri sigillate con la ceralacca e impreziosite dalle etichette dell’albese Gianni Gallo che ha firmato anche quelle degli Oli di Cesare. Oscar, con gli stessi aceti coniugati al sale, ha creato una linea di sali capaci di impreziosire molti piatti, per esempio quello macinato con erbe aromatiche del Cuneese a cui viene aggiunto l’aceto di Barolo o Moscato, perfetto per le carni.