Top Hundred 2022: il rush finale

Ultime degustazioni prima della finale di domenica, tra conferme e soprattutto nuove scoperte. Dove? In Umbria, Toscana, Calabria e Basilicata

08.06.2022

Mancano pochi giorni alla finale dei Top Hundred e la redazione del Golosario si è dedicata a una nuova sessione di degustazione concentrandosi sopratutto sulle nuove referenze arrivate all'indirizzo della sede centrale di Alessandria. Ecco le nostre impressioni.

Cantina Cenci di San Biagio della Valle (PG)

Immerso nel tipico paesaggio collinare umbro, San Biagio della Valle è un caratteristico borgo situato 15 km a sud di Perugia, dove sorge la cantina Cenci, la cui sede si trova in un antico podere del 1687 dei Monaci Olivetani esperti coltivatori di vite e olivo. In questo luogo la famiglia Cenci produce vino da 4 generazioni: dedica al vigneto 6 ettari dei 40 totali di proprietà, seguendo i principi dell'agricoltura biologica. Tutte le fasi di raccolta e vinificazione sono curate da Giovanni Cenci, giovane e appassionato amante di questa terra e dei suoi frutti, che nel tempo libero realizza statue saldando insieme parti di vecchi attrezzi agricoli, che poi diventano il soggetto per le etichette di alcuni dei suoi vini.
Tra questi spicca l'originale Vino Spumante Metodo Classico Pas Dosé Millesimato 2019, da uve pinot grigio in purezza, che ha un naso intrigante con profumi floreali e la classica crosta di pane che si apre in una secondo momento. In bocca ha un'acidità viva e mineralità. Una sorpresa per uno dei rari spumanti prodotti in questa regione. Il Trebbiano Giole 2021 spicca per un'intensità fruttata al naso che ritroviamo anche nel Grechetto Anticello 2020, dove convergono albicocca, nocciola e biancospino. Il Rosato Umbria Lastre Bianche 2021 punta sulla rosa al naso e su un'acidità che spicca all'assaggio. Ampia anche la linea dei rossi che contano: il Sangiovese Piantata 2019, il Rosso Sanbiagio 2019 e il Sangiovese Umbria Piantata 2018 che si caratterizzano tutti per una nota calda al naso.

Cantina de Biase di Roccanova (Pz)

Chi conosce il Grottino di Roccanova? Purtroppo ancora in pochi eppure questa zona - come buona parte della Basilicata - ha possibilità ancora inespresse. Lo dimostra anche il Grottino di Roccanova Bianco Nettare dell’Enotria 2021 di questa cantina che nasce dalla malvasia bianca di Basilicata, un vitigno autoctono che consegna un vino dal naso morbido, vellutato, con profumi di bacca di vaniglia e una nota salmastra incisiva. Interessante anche il Grottino di Roccanova Rosso Barrique L’Essenza 2020 che al naso ha profumi di viola e frutta sotto spirito e in bocca un tannino ancora acerbo.

Farneto del Principe di Altomonte (Cs)

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Lo scorso anno abbiamo inserito tra i Top Hundred il loro Calabrese Bio. Quest'anno abbiamo voluto riassaggiare la produzione per verificare l'andamento generale di una cantina che - possiamo dirlo con certezza - lavora bene. E lo fa puntando sui vitigni autoctoni regionali e su una produzione bio ricca di interpretazioni interessanti.
Il loro Vino Bianco Biologico 2021 ha naso intenso tra floreale e fruttato con una bella nota di lavanda. Il Vino Bianco Biologico Balbino 2019 è probabilmente l'assaggio più convincente della tornata: di colore oro, ha naso importante dove domina l'albicocca disidratata con una nota quasi ferruginosa che ritroviamo anche all'assaggio dove si trasforma in una piacevole sapidità. Il Rosato Biologico 2021 è un'interpretazione molto classica di questa tipologia di vino con un profumo netto di amarena che torna anche nel retrogusto. Ingresso morbido. Il Vino Rosso Bio Calabrese 2020 è ancora una volta molto convincente con un naso ricco di piccoli frutti, erbe officinali e polvere da sparo, mentre in bocca ha un tannino allappante.

Arrighi di Porto Azzurro (Li)

Tutto iniziò con un albergo sull'isola d'Elba, uno dei primi fondato dal nonno dell'attuale proprietario, che utilizzava una piccola vigna per la produzione di vino necessaria all'attività turistica. A sviluppare la cantina fu invece il nipote Antonio che all'inizio degli anni Novanta si appassionò alla viticoltura iniziando le sperimentazioni con il Centro di Ricerca per la Viticoltura di Arezzo. Una tendenza all'innovazione che è continuata a partire dagli anni Dieci del Duemila con l'utilizzo delle anfore e dal 2020 con le nasse.
L'Elba Vermentino “Arembapampane” 2021 rappresenta un'espressione didascalica di questo vino, con naso di media intensità, belle nte floreali, una freschezza in bocca che invita alla beva. Sfiora i cinque asterischi il Toscana Viognier “VIP” 2021 con un naso complesso, quasi aromatico, che esprime la piacevolezza dei fiori di zagara che ritornano anche in bocca in un sorso equilibrato e delicato. La versione in anfora di questo vino, l'“Hermia” 2021, smorza la complessità al naso che acquista al contrario note speziate, di vaniglia. Interessante anche il Toscana Ansonica “Valerius” 2021 contrassegnato dalla polpa della mela che si sente anche a lungo nel retrogusto. in bocca ha acidità, tannino. Il Toscana “Tresse” 2019 dà il meglio di sé dal punto di vista olfattivo, con una frutta rossa polposa, ricca, invitante. Impossibile da giudicare il Vino Bianco “Nesos”, un vino estremo, che ricorda gli orange, con un naso che richiama la frutta fermentata.

Il tris di moscato secco

Quanto è difficile fare il moscato secco – al punto che per anni non se ne sono visti – e quanto però può esprimere questo vitigno se interpretato bene. Il progetto EsCamoTage che ha nel cuore una delle colline simbolo del moscato di Canelli (Camo per l'appunto) che abbiamo conosciuto a Golosaria si dimostra ancora una volta vincente.

Tra i nostri ultimi assaggi la redazione si è equamente divisa tra il campione di Teresa Soria di Castiglione Tinella (Cn), il Piemonte Moscato Secco Insolito 2020 che al naso è mediterraneo nelle sue erbe più caratteristiche, con la lavanda e il rosmarino che sanno marcare anche il sorso e il vino bianco Finalmente che ha note di frutta secca, burro di karitè, zafferano ma è capace ancora di evolvere lasciando uscire l'arancia candita, il dattero, il miele.

Più nella corrente classica il Vino Bianco Nicchia 2019 di Simone Cerruti di Castiglione Tinella (Cn), che al naso sottolinea il glicine e in bocca ha le tipiche note amaricanti.
Tra gli altri assaggi segnaliamo anche il Colli di Rimini Rebola Secco SettantaSette 2021 di Ca' Perdicchi dei fratelli Gessaroli di Rimini che ha naso di talco e albicocca e una acidità ancora da smussare.
L'Abruzzo Pecorino Octava Dies 2018 di Valori di Sant'Omero (Te) che sa distinguersi per la bella intensità al naso con profumi di albicocca, miele e frutta secca.
Quindi la Cantina Di Ruscio di Campofilone (Fm) con il suo Rosso Piceno Fontana Fullon 2020 contraddistinto dal pepe nero che ritroviamo al naso quanto in bocca
e, per chiudere, il maestoso Primitivo di Manduria 76 Monete 2019 di Tenute Salentine di Carosino (Ta) che ha naso di buona complessità, con profumi di prugna e cacao e in bocca è caldo, tannico, lungo.

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