“La” Colazione migliore di Milano!

A due passi da Santa Maria delle Grazie e Sant’Ambrogio, all’Aimo e Nadia BistrRo, gusto e bellezza a ogni ora del giorno

23.05.2018

Il sogno è realizzato. A Milano abbiamo trovato dove fare "La" Colazione. Sì, "La", perché buona così non la si fa da nessuna parte. E con la C maiuscola, perché è di un tale livello qualitativo, che si distingue dalle migliaia di colazioni, doverosamente con la c minuscola, che si possono trovare nel capoluogo lombardo. "La" Colazione è servita all’Aimo e Nadia BistRo (via Matteo Bandello, 14 - tel. 0248026205). Avete letto bene. Nell'insegna, "le firme" di questo bistrot-capolavoro, ossia Aimo e Nadia, la coppia verso cui il mondo del gusto italiano ha debito di riconoscenza senza eguali, e Rossana Orlandi, una delle più influenti galleriste di design d'avanguardia. Il locale è lo specchio dell'anima creativa e dello stile di Rossana Orlandi, con le salette eleganti e raccolte, impreziosite da carta da parati, tessuti e imbottiti Etro Home, pezzi vintage e nuove produzioni, con un effetto finale, che ne fa sintesi felice di un bistrot francese, un club inglese e un caffè italiano.
La proposta è nel solco della filosofia dei coniugi Moroni, maestri di umanità e di cucina italiana, che hanno tirato grandi generazioni nel segno della conoscenza e della ricerca della qualità delle materie prime, del rispetto tra le persone e del gusto italiano, vedendo crescere alla loro scuola, più che allievi, una sorta di grande, felice e geniale dinastia, che oggi vive con orgoglio questo essere parte di una storia straordinaria, unica. A ideare questo luogo conviviale come spazio dove poter iniziare la giornata nel migliore dei modi, con "La" Colazione, appunto. Ma dove poi a ogni ora del giorno (perché questa è la seconda sorpresa da applausi) poter vivere un momento nel segno del buono e del bello, che sia un pranzo conviviale o di lavoro, una merenda, piuttosto che un signor aperitivo o una cena tête-à-tête o con gli amici, Stefania Moroni, Alessandro Negrini e Fabio Pisani, i titolari de Il luogo di Aimo e Nadia, che hanno affidato caffetteria, "shaker", cantina e fornelli a uno staff di valore, di "moroniani Doc".
Per capirsi. Immaginate il mio stupore, poi diventato gioia, quindi trasformatosi in vero e proprio incontenibile entusiasmo, quando, inaspettato, sono entrato di buon mattino, e, dopo aver preso posto a uno dei tavoli, ho chiesto e mi è arrivato l'uovo più buono del mondo, con guanciale, pane tostato e burro. Chi, l’autore di quel “buongiorno” da favola? Dei grandi cuochi, Nico Rizzi e Pantaleo Daddato. Vi rendete conto? Avete presente cosa significa trovare due big così, una vita in via Montecuccoli e con esperienze top con chef tra i più grandi del mondo, con i giovani che li affiancano, già operativi, a quell'ora, lì per voi, per prepararvi quelle che altro non sono che vere e proprie leccornie, per farvi iniziare in modo meraviglioso la giornata? E poi, come rinunciare a chiedere a Rosi ed Emanuele, che seguono sala e bar, brioche da favola, krapfen, croissant, o lo yogurt bio, o ancora, l'imperdibile caffè "numero uno", quello del sommo Gianni Frasi, che da solo farebbe già svoltare una giornata? Pranzo e cena? La vostra sosta potrà avere il gusto dell'Omaggio ad Aimo e Nadia pappa al pomodoro e baccalà o della zuppetta di funghi cardoncelli ceci semi di finocchietto e marasciuolo, o del Carnaroli capperi burrata limone e barbabietola o dei tortellini di vitella con primizie e salsa cacio e pepe, o ancora dei gamberi viola su crema di fagioli cannellini o della spigola patate all'olio bietole e salsa agli agrumi. Aperitivo? Cocktail d'autore, dedicati a grandi scrittori, come l'"Umberto Eco, il nome della rosa" con vermouth rosso benedectine punch alla salute e liquore alla rosa, o l'"Alda Merini, Sono folle di te amore" con Campari, passoa e prosecco. E selezione di Gin che "parlano italiano" da favola.
A due passi, Santa Maria delle Grazie, il Cenacolo Vinciano, l'Università Cattolica, San Maurizio e Sant'Ambrogio. Dall'Aimo e Nadia BistRo penserete, come è bella, ma anche com’è “buona”, Milano!

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