Dai Colli Bolognesi alle colline di Romagna: un viaggio tra vini sorpresa e ospitalità

Tre cantine sorprendenti, che hanno puntato sui vitigni autoctoni (ma non solo), dall'accoglienza enoturistica strutturata

12.08.2026

Dalla pianura attraversata dalla Via Emilia alle prime dorsali dell'Appennino, il paesaggio si trasforma in un susseguirsi di colline, calanchi, boschi e vigneti che disegnano alcuni dei panorami più caratteristici dell'Italia settentrionale. Terra di castelli, abbazie, borghi medievali e città d'arte come Bologna, Modena, Ravenna e Rimini, offre un patrimonio culturale che si intreccia naturalmente con quello enologico, dando vita a un enoturismo sempre più ricco e articolato.

I Colli Bolognesi, tra calanchi, pievi e il regno del Pignoletto

A sud di Bologna le dolci colline modellate dai calanchi e attraversate da piccoli borghi storici costituiscono uno dei paesaggi più suggestivi dell'Emilia. Qui l'altitudine moderata, i terreni argillosi e calcarei e il clima mitigato dall'Appennino creano condizioni particolarmente favorevoli per il Pignoletto, vitigno identitario della denominazione Colli Bolognesi, protagonista di una produzione sempre più orientata alla qualità.

In questo contesto si inserisce Tenuta La Riva, azienda acquisita nel 2013 da Alberto Zini, che ha trasformato i suoi 12 ettari di vigneto in un laboratorio dedicato alla valorizzazione del territorio. Accanto a trebbiano modenese, cabernet sauvignon, merlot e barbera, il protagonista assoluto è il pignoletto, interpretato soprattutto nella versione Metodo Classico. Ne è la migliore testimonianza il Colli Bolognesi Pignoletto Metodo Classico "Pinus Laetus", Top Hundred 2021, uno degli spumanti che meglio raccontano le potenzialità di questo vitigno. Ma fate attenzione alla sua Barbera (detto da un piemontese  barberista come Paolo Massobrio).
L'accoglienza è pensata per coinvolgere il visitatore attraverso visite guidate dedicate alle diverse fasi della produzione. La cantina dispone di una sala degustazione e di un ampio spazio capace di ospitare fino a 50 persone, dove vengono organizzati corsi sul vino, eventi e iniziative legate ai momenti più significativi della vita della cantina. Prenotate anche a gruppi. Sorpresa n. 1.

La Romagna, tra la Via Emilia, i borghi medievali e il regno del Sangiovese

Procedendo verso est, il paesaggio romagnolo si apre in un susseguirsi di colline che accompagnano la storica Via Emilia fino all'Adriatico. Qui il sangiovese ha trovato una delle sue interpretazioni più originali, affiancato dall'albana, primo vino bianco italiano a ottenere la Docg, e dalla rebola, antico vitigno oggi protagonista di una significativa riscoperta, parente stretto del grechetto gentile. Borghi come Bertinoro, Brisighella, Dozza e Coriano raccontano una storia fatta di castelli, pievi e tradizioni contadine, mentre la vicinanza al mare rende questo territorio particolarmente attrattivo anche dal punto di vista turistico.

Tra le realtà che hanno maggiormente contribuito alla valorizzazione della Romagna figura Umberto Cesari, fondata nei primi anni Sessanta da Umberto Cesari e dalla moglie Giuliana. L'intuizione di puntare con decisione sui vitigni autoctoni – sangiovese, albana, pignoletto e trebbiano – ha contribuito a ridefinire l'immagine del vino romagnolo. Oggi l'azienda comprende 12 tenute e 250 ettari di vigneto, con un'offerta enoturistica tra le più complete della regione.
Le visite, prenotabili anche in inglese, francese e spagnolo, si sviluppano tra il wine shop, dove è possibile acquistare anche vecchie annate e formati speciali, la tasting room, riservata a degustazioni private e meeting fino a 50 persone, e la bottaia, cuore pulsante dell'azienda, dove vengono organizzati anche suggestivi barrel tasting. Durante la bella stagione la terrazza panoramica, affacciata sui vigneti, ospita eventi fino a 90 persone.

Tra le etichette simbolo figurano il Sangiovese Riserva “Laurento”, i 2 Cabernet Sauvignon “Liano” e “Moma Rosso”, il Rubicone Sangiovese "Tauleto", premiato Top Hundred 2003 con il campione del millesimo 1999, e il Romagna Albana Secco "Colle del Re" 2022, Top Hundred Storico 2023.
L'itinerario si conclude sulle colline di Coriano, battezzata da Massobrio la “Montalcino della Romagna”, con Tenuta Santini, azienda nata negli anni Sessanta grazie ai fratelli Giuseppe e Primo Santini e oggi guidata dalla nuova generazione della famiglia, con Sandro. Su una proprietà di 28 ettari, dei quali 7 vitati, prende forma una produzione fortemente legata al sangiovese, vitigno che qui esprime eleganza e profondità che un grande enologo come Lorenzo Landi riesce a far esprimere.
Il vino simbolo è il Rimini Sangiovese Superiore "Beato Enrico" che, con la vendemmia 2003 premiammo Top Hundred nel 2005, affiancato dal Romagna Sangiovese Coriano “Orione” e dal Cornelianum; quindi dal Cabernet Sauvignon "Battarreo” dal blend di sangiovese, cabernet sauvignon e petit verdot, dal Colli di Rimini Ariminum e dalla Rebola "Isotta Santini", dedicata al grande bianco autoctono del territorio. Ma ce n’è per tutti i gustI. Dalle denominazioni Rubicone, con altri sangiovese e bianchi, alle bollicine.

L'accoglienza rappresenta uno degli elementi distintivi dell'azienda: la casa colonica e gli edifici rurali sono stati trasformati in un agriturismo con appartamenti immersi nella quiete della campagna. Gli ospiti possono percorrere un suggestivo itinerario di trekking che attraversa i vigneti aziendali e rilassarsi nelle piscine panoramiche affacciate sulle colline, vivendo un'esperienza che unisce natura, ospitalità e cultura del vino. La simpatia di Sandro farà tutto il resto. Andateci e salutatecelo!

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