Tenuta Chiccheri: bollicine e amarone del futuro

Su La Stampa di oggi Paolo Massobrio presenta i vini della cantina di Giancarlo Ruffo di Tregnago

01.09.2016

Il futuro delle bollicine italiane è veronese. E sta in una combinazione come quella di questa azienda, che fa un Amarone che è emerso nell’assaggio comparato dei campioni dell’annata 2011”. Lo scrive Paolo Massobrio su La Stampa di oggi per introdurre la storia della Tenuta Chiccheri di Tregnago (Verona), dove Giancarlo Ruffo dà applicazione a due intuizioni: portare avanti la tradizione dei grandi vini rossi e fare brut con gli uvaggi dello Champagne (chardonnay e pinot nero) grazie alle assonanze pedoclimatiche.

Con queste premesse nascono vini memorabili, dall’ Amarone Vigneto Campo delle Strie 2009 al Valpolicella Superiore al Ripasso, mentre tra i Metodo Classico si distinguono il Brut Monte Soejo, il Brut Millesimato Monte Belloca, il Brut Cuvée del Fondatore Montpré e il Brut Rosè Montpré. Tutti brut che ricordano la forza dei terreni vulcanici che danno i migliori Durello.

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