Piccolo dizionario da lockdown

Sigle e termini da tenere in considerazione per leggere i giornali in questo periodo

06.04.2020

Ogni nuovo grande evento porta alla ribalta termini che erano rimasti in fondo al nostro dizionario e, contemporaneamente, apre la porta a neologismi o vocaboli stranieri che ancora non conoscevamo.
Ecco i magnifici sette che sentiremo ancora a lungo.

• Ateco: chi l’avrebbe mai detto che un virus potesse riportare in voga un desueto termine burocratese. Il codice Ateco è un codice alfanumerico utilizzato per classificare le imprese a fini fiscali e che viene assegnato all’apertura della P.Iva. Perché è tornato di moda? Per individuare le famose attività essenziali infatti sono stati resuscitati i vecchi codici Ateco. E ne risentiremo parlare anche nella famosa fase 2. 

• Bond: James Bond, Corona Bond o Euro Bond. Questo suffisso lo troviamo usato sempre più spesso e rappresenta un po’ il sancta sanctorum delle ricette economiche che ci vengono propinate quotidianamente. La spiegazione è più semplice del previsto: i bond sono le obbligazioni, in inglese. I corona o euro bond sarebbero quindi obbligazioni comuni tra i vari stati europei per finanziare grandi progetti, come il rilancio post Covid. Tutto bene, se non fosse che la garanzia dovrebbe provenire da tutti gli Stati congiuntamente. E nessuno vuol garantire per il proprio vicino.

Call: ci facciamo una call is the new aperitivo. In video, con gli amici, i parenti, la nonna o la fidanzata. Ogni momento è buono per fare una call. Con una avvertenza fondamentale: il Galateo del bravo smart worker (vedi sotto) vuole che le call siano sempre programmate. Magari attraverso un’altra call. E si entra in un circolo vizioso che non finisce mai. 

Delivery: esiste anche in questo caso un termine inglese omologo cioè consegna. Se ci mettiamo accanto home il gioco è fatto: consegna a casa. Se invece c’è food allora parliamo del ristorante che ci porta la cena a casa. da non confondere con e commerce, che include anche la parte prima, quella dello store (ehm, negozio) che smette di essere fisico e diventa on line. Ve lo spieghiamo (meglio) qui con le parole dell’avvocato Roberta Ricci. 
Dpcm: avevamo appena imparato la differenza tra Decreto Legge e Disegno di Legge che ti spunta una nuova siglia, Dpcm. Questo è l’acronimo di Decreto del presidente del consiglio dei ministri (Dpcm), un atto di carattere amministrativo, che non ha forza di legge, ma serve soprattutto per emanare regolamenti come sta accadendo in questi giorni. 

Lockdown: è un termine molto figo, diciamolo subito. Nasce dal linguaggio carcerario e identifica l’isolamento temporaneo dei detenuti per poi passare alle procedure di emergenza quando è necessario chiedere un lockdown per mettere in sicurezza, per esempio, una scuola o un edificio.  L’Oms ne ha sdoganato l’utilizzo per il confinamento tra le mura domestiche in caso di epidemia. In Italia le istituzioni continuano a preferire il più grigio “misure di contenimento”. 
Smart working: l’abbiamo sentito nominare così spesso, c’è anche stato qualche timido tentativo legislativo che lo ha posto sotto il nome di telelavoro. Poi è arrivato tra capo e collo, nel bene o nel male. Adesso ci siamo quasi abituati e, possiamo scommetterci, il legislatore interverrà in proposito nei prossimi mesi. Possiamo riassumerlo così: giacca e cravatta sopra, pantaloni del pigiama sotto.

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