A Milano il panificio del futuro diventa realtà

07.04.2015

La mia infanzia, intesa come weed end e vacanza con la famiglia si può dire che sia passata da un forno all'altro. A Masio, il paese di dove i miei genitori erano originari, lo zia Vigino faceva il panettiere e passava le notti su una sdraio nel forno ad attendere la lievitazione del pane, in grandi formati (erano le grissie del Monferrato). Suo fratello, era invece un sommo pasticciere in città, ad Alessandria e molti ancora oggi ricordano la pasticceria Pittatore, in corso Roma. Ma io abitavo ad Abazia, frazione di Masio e di fianco alla casa delle vacanze c'era invece il forno turnario del cugino Carlo. Turnario perché faceva il pane una volta la settimana, il venerdì, sempre in quei forni refrattari alimentati a legna. Faceva il pane come mio zio, per il negozio degli alimentari, ma dava anche la possibilità alle donne del paese di venire a cuocere le proprie pagnotte e anche qualche sfiziosita' (i peperoni, le torte, le pere). Che festa! A me l'odore del pane ha sempre ricordato quella civiltà contadina che ho visto cambiare, nel tempo. Per questo quando nel 2011 a Vighizzolo d'Este, Chiara Quaglia e Piero Gabrieli del molino Quaglia, mi hanno mostrato Mamapetra, una bakeryhouse di nuova concezione con l’obiettivo di far riscoprire ai giovani il mestiere di panificatore, mi sono commosso. Non più le notti insonni dello zio Vigino, ma neanche quel pane senza anima che man mano aveva preso il posto di quel sapore della mia infanzia. E poi, in quella panetteria avveniristica, anche l'idea rivoluzionaria di vendere il pane a ore, con uno sconto durante gli acquisti nell'arco di due giorni. E fra me pensavo che fosse sciocco chi pensava che il pane di fine giornata non fosse buono. Quello del Carlo e dello zio Vigino era buonissimo, superbo e vellutato nel latte alla sera. Mamapetra dunque sbarca a Milano e l'ambientazione sarà quella degli ex-magazzini ferroviari di Porta Genova che nei sei mesi dell’Expo diventeranno un grande mercato metropolitano, che parte dalla frutta e verdura e spazia sui prodotti alimentari di vario genere. Mamapetra sarà anzitutto un laboratorio dove sarà possibile lavorare solo di giorno sfornando pani di grandi pezzature da condividere nel grande tavolo e da acquistare interi o in porzioni. Le operazioni di produzione e cottura saranno eseguite completamente a vista, l’allestimento proporrà un’ambientazione funzionale e economica perfettamente adatta a una start up. Un altro valore aggiunto sarà la connettività totale con la rete internet per dare comunicazione “live” a quanto accade nel panificio: dalla produzione alla vendita, con un software progettato e costruito per dare la possibilità ad ognuno di acquistare anche da casa o in mobilità, con le stesse modalità del panificio fisico. Questo modello di moderna panetteria, presentato alla vigilia di Golosaria nel 2011 è poi stato continuamente messo a punto fino ad arrivare alla formula attuale che coniuga sostenibilità economica, qualità dei prodotti e organizzazione del personale. Una bella occasione, per tornare a fare il mestiere del Carlo e dello zio Vigino.

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