Il mito del Sangue di Drago

A Mezzocorona la cantina Marco Donati dal 1863 produce grandi vini trentini. Su tutti, il Teroldego Sangue di Drago

17.02.2016

Narra una leggenda che i primi ceppi di Teroldego siano germogliati da alcune gocce di sangue di un drago malvagio, sconfitto da un giovane conte. E si finisce per credergli, quando nel bicchiere si versa il Sangue di Drago, il Teroldego più nobile prodotto da Marco Donati, storica cantina trentina, fondata nel 1863. Merito di quel porpora impenetrabile, quel nettare denso, e profumi che s'aggrappano alla profondità della terra.

L'eccellenza per noi è tradizione di famiglia” è il motto di questa cantina di Mezzocorona (via Cesare Battisti, 41 – tel. 0461 604141), giunta alla sesta generazione, con Elisabetta Donati, in azienda con i genitori, Marco ed Emanuela, che coltiva direttamente dieci diversi appezzamenti, sparpagliati tra la piana alluvionale della Rotaliana, le colline di Trento, la Valle dei Laghi e la Vallegarina.

La produzione è variegata, tra bianchi e rossi. L'impronta di famiglia è certamente più forte nella tessitura del Teroldego, il vitigno autoctono che sa declinarsi in grandi vini, quando territorio e cantina vanno di pari passo.
Grande coerenza nei bianchi assaggiati, tutti annata 2014, dal sorso di gradevole grassezza: il Muller thurgau Albeggio, sapido e fresco, con le sue noti di gelsomino e salvia; la Nosiola Sole Alto, che vira più sul frutto (mela selvatica, agrumi), e il Kerner Spicchio di Luna, il più minerale dei tre, venato di albicocca.
Piacevolissima la Vendemmia Tardiva di Gewürztraminer, segnata dall'albicocca secca: dolce, ma non stucchevole, e persistente.

Tra i rossi, è importante il Cabernet Sauvignon 2013: il naso, etereo, sprigiona erbe, liquirizia, frutta rossa (amarene, mirtilli sotto spirito). Avvolgente nel sorso, dai tannini setosi, di buona acidità e persistenza.
E poi, i Teroldego. Se il Teroldego Rotaliano 2015 è franco nella sua frutta immediata (mora, soprattutto) e nella beva generosa, più impegnativo è il Teroldego Rotaliano Bagolari 2014, affinato in botti di rovere: il naso si fa più scuro (mora, ciliegia, cacao, salamoia), ma in bocca è un poco scomposto, come se mancasse qualcosa, tra l'acidità (marcata) e le note del legno.

Si conferma grande il Sangue di Drago - annata 2013 - già premiato come Vino Top Hundred nel 2004. È prodotto da vigne vecchie di 90 anni, e affinato in botti di rovere per almeno 18 mesi. Suggestivo fin dal colore impenetrabile. Al centro dei profumi, c'è tutta la potenza fruttata tipica del Teroldego, ma attorno c'è molto di più: una speziatura fine, cacao, tabacco, frutta secca. In bocca è largo, vibrante per freschezza e acidità, morbido nei tannini. Elegante, senz'altro. E da bersi, nonostante la sua gioventù.

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