Allarme uova contaminate, sagre in via di estinzione e boom dei ristoranti con vista

La rassegna stampa del 9 agosto 2017

09.08.2017

• In Europa scoppia il caso delle uova contaminate. Dopo Olanda, Belgio, Germania, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna, l’allarme sulle partite di uova contenenti fipronil, un insetticida dannoso per l’uomo e vietato sugli animali destinati alla catena alimentare, è arrivato anche in Francia. La crisi è scoppiata la scorsa settimana in Olanda, dove sono stati chiusi 180 allevamenti, mentre il governo dell’Aia ha già promesso un piano di aiuti per il settore. Intanto la Commissione Europea ha aperto un’inchiesta per verificare che da Bruxelles non sia partito troppo tardi l’allarme. (Repubblica)

• Ma un altro s.o.s arriva anche dal mondo delle api. Il clima pazzo degli ultimi mesi ha compromesso la produzione di miele, crollata dell’80% rispetto alla media annuale. Un fenomeno che non solo ha messo in ginocchio il settore, ma che lancia anche un allarme ambientale. “Le api sono un eccezionale termometro della salute dell’ambiente - spiega il presidente di Unaapi Giuseppe Cefalo - Con il loro disagio segnalano che l’ambiente vive uno stress gravissimo per fenomeni estremi e ormai sistematici”. Andrea Cuomo sul Giornale.

• Tra le vittime del terrorismo finiscono anche le sagre. Le tradizionali feste di paese attraversano una crisi profonda e in tutta Italia si moltiplicano gli appuntamenti annullati per via delle troppe disposizioni contro gli attentati e dei costi di gestione elevati. Un esempio su tutti: barriere anti camion e sistemi di sorveglianza costano fino a 20mila euro. Lo spiega Daniela Uva su ilGiornale.

• Nuovo capitolo nella diatriba tra Veneto e Friuli sull’origine tiramisù. Dopo il riconoscimento ministeriale del dolce fra i Pat (Prodotti agroalimentari tipici) del Friuli, il governatore del Veneto Luca Zaia ha rilanciato con la richiesta del marchio protetto. “Non chiederò mai l’iscrizione del tiramisù veneto in una lista di prodotti minori - ha fatto sapere - stiamo andando avanti da anni con il dossier per ottenere l’Igp o la Dop”. Una dichiarazione che la senatrice trevigiana del Pd Laura Puppato (che già aveva battibeccato con Zaia lunedì n.d.r) ha commentato così: “I Pat non sono etichette paragonabili a Dop o Igp, ma non per questo il Veneto doveva snobbarli così”. (Il Mattino di Padova) @ E sul tema interviene anche Paolo Massobrio, che su Avvenire commenta la piega politica presa dal dibattito, divenuto “Una prova di forza fra destra e sinistra”, e lamenta la mancanza di una regia nel sistema delle denominazioni. ”Le Denominazioni Comunali - scrive - sarebbero il paciere ideale per queste diatribe. Nel caso vincerebbe il Tiramisù, riconosciuto sia a Tolmezzo sia a Treviso, con ricette differenti, secondo un principio che le identità esistono, così come ciascuno di noi ha un nome e un cognome”.

Roma premia i ristoranti con vista. Da Heinz Beck a Francesco Apreda, passando per Fulvio Pierangelini, Nazareno Menghini e Antonello Colonna; nella Capitale sono più di 50 gli chef, e quindi i ristoranti, che offrono ai clienti un’esperienza gastronomica “ai piani alti”. Un successo nato negli anni 60 con il Fungo dell’Eur che oggi coinvolge anche alberghi e musei, che sempre più spesso scelgono di collocare in cima agli edifici le aree gastronomiche. Gianfranco Ferroni su Italia Oggi @ E a proposito di tendenze, dal Giappone arriva la moda dei bar dedicati agli amanti dei gatti. Prima città a cogliere il trend è stata Milano, dove dal 2015 è attivo il “Crazy Cat Cafè” (via Napo Torriani) e che da qualche mese ospita anche il “Catmint Cat Cafè” (via Poggi). Locali dove si può sorseggiare un caffè, pranzare o consumare un aperitivo in compagnia dei felini. Ma a qualche condizione: non allungare cibo agli animali, rispettare il loro sonno, non prenderli in braccio e togliere i flash dalle fotocamere. (QN)

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