La Romagna riscopre l'Albana con Tenuta S.Lucia

Su La Stampa di oggi Paolo Massobrio racconta la storia di Paride Benedetti, l’agronomo 54enne che nella Valle del Savio ha riabilitato uve (quasi) scomparse

28.01.2016

Vitigni autoctoni che abbracciano i sistemi biologico e biodinamico. Questo il binomio su cui l'agronomo Paride Benedetti ha deciso di impostare l’azienda agricola di famiglia, sfruttando i 16 ettari vitati di proprietà estesi lungo le alte colline della Valle del Savio, nel cuore più profondo della Romagna. A raccontare la sua storia è Paolo Massobrio, che su La Stampa cita alcuni dei vini che più lo hanno impressionato: tra questi il Romagna Albana “Albarara Cru Artigianale” 2010, ma anche il Romagna Albana “Albarara”. Quindi il Romagna Sangiovese Superiore “Taibo” 2013 e il Rubicone Igt “Famous”, un bianco semi-aromatico ottenuto con un’uva quasi scomparsa, recuperata da Paride grazie a preziosi studi realizzati in collaborazione con alcune Università.

Una bella storia!

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