Quando il vino si fa con il tempo

I metodo classico e l'Amarone di Villa Rinaldi, maison de negoce di Soave

27.05.2016

Il vino diventa buono se rimane in cantina” è il mantra di Rinaldo Rinaldi, la mente di questa maison de nègoce italiana che concede ai suoi vini un potente alleato: il tempo. Così, in commercio oggi, si trovano uno spumante millesimo 1998 e un amarone 2000. Ma andiamo con ordine.

Villa Rinaldi (SOAVE - via San Lorenzo, 74 - tel. 0457613228 – www.villarinaldi.it) nasce già a fine '800, con il fondatore Marcello Rinaldi. Ma è Rinaldo Rinaldi, negli anni '60, a dare nuovo impulso all'azienda. Oggi con lui, lavorano i tre figli Alberto, Teresa e Cinzia. Nessuna vigna di proprietà, ma 25 conferitori selezionati, dispiegati soprattutto in Alto Adige (per chardonnay e pinot nero) e nelle zone elette della Valpolicella. Due le linee principali: quella dei metodo classico – di grande opulenza e personalità – e quella dell'Amarone.

Il tempo come alleato, per “tirare fuori un diamante dalla massa”. Ma anche scelte personali e distintive, come l'uso delle barriques di rovere francese, e la prerogativa di proporre metodo classico che si impongono come perfetti abbinamento per il fine pasto.

È certamente il caso del Recioto della Valpolicella metodo classico 1998 (prezzo in cantina, 85 euro). Non è un errore, il millesimo è proprio il 1998, ed è ottenuto da uve appassite di corvina (70%), rondinella (25%) e molinara (5%), unico Recioto della Valpolicella spumantizzato a metodo classico. Rosso rubino impenetrabile, al naso è un dolce incontro di ciliegie sotto spirito, fichi secchi, tabacco dolce, caffè e cacao. Una rotondità d'insieme che si rispecchia in bocca, dove la dolcezza si fa persistenza e opulenza. In matrimonio con il cioccolato fondente, trova la sua luce.

Anche il Dolce di Cremé Metodo Classico 2005 (prezzo in cantina, 54 euro) mira al fine pasto. Ma è tutto un altro ventaglio espressivo, per questo vino ottenuto da chardonnay (40%), pinot nero (30%) e garganega in appassimento (30%). A dominare, quel pompelmo rosa e agrume candito che si staglia elegante e nitido nei profumi, arrotondato da una nota di miele e crema pasticcera. All'assaggio, è ampio e dolce: c'è la vaniglia, una leggera nota tostata di caffé, il miele, e ancora gli agrumi. Da abbinare a dolci cremosi e al cucchiaio.

Il Cremé metodo Classico 2005 (prezzo in cantina, 47 euro), è un demi sec frutto di chardonnay e pinot nero in parti uguali, dalle note burrose di croissant e mandorle tostate al naso, per un sorso sempre rotondo, lievemente ammandorlato, di discreta acidità. Può stare con le cruditè, così come con una pasticceria secca.

C'è poi l'Amarone della Valpolicella Corpus 2000 (prezzo in cantina, 103 euro). Corvina (70%), rondinella (25%) e molinara (5%) nel corpo. Sedici gradi di volume, che si trasformano in una spinta alcolica sensibile ma non aggressiva. È un grande amarone, frutto di uve portate ad un appassimento estremo. Al naso, elegante e austero: ciliegie sotto spirito, amarene, tabacco dolce, cacao, spezie dolci. Ma è col sorso quasi secco, potente e vibrante, che fa centro. Lungo e persistente, con sensazioni balsamiche di anice stellato, e una freschezza invidiabile che non rivela senz'altro 16 anni di età. Vino lussuoso.

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