Sulla spiaggia di Riccione la sosta è al Sol Y Mar

Prezzi onesti, ambiente invitante e piatti di pesce crudo e cotto in ogni stagione dell’anno

29.01.2016

Mangiare pesce, togliersi la soddisfazione, tutto l’anno, anche in inverno, non è una cosa scontata a Riccione. Eppure noi a gennaio siamo rimasti contenti dalla sosta al Sol Y Mar (viale D'Annunzio, 190 – tel. 0541648528).

Il locale è un classico ristorante che guarda la spiaggia. Lo trovi alla fine di Riccione, quando il cartello dopo pochi metri ti dice che sei già a Rivazzurra. Svolti a destra, posteggi l’auto e ti accomodi nei due ambienti di questo raccolto ristorantino, con la cucina a vista che ha tavoli necessariamente un poco ravvicinati. Però il servizio è solerte e il pesce è lavorato davvero bene.

Noi abbiamo assaggiato un bel po’ di portate, con una scelta di vini da grande ristorante, con tutte le etichette giuste, di ogni parte d’Italia. In cucina Teo Pesaresi. Via dunque con le cruditè di pesce, con la tartare di mazzancolle su crumble di nocciole e foie gras con confettura di Tropea, la tartara di orata con zenzero e mela verde, lo spaghetto “Sushi” ovvero spaghetto artigianale condito a freddo con il pesce crudo come antipasto. Oppure con le tagliatelle di seppia cotto a bassa temperatura con maionese di ricci di mare e salsa alla scarola, il calamaro patate e bacon, il filetto di sogliola scaloppato su patate al vapore fonduta al pecorino dolce e tartufo. E potevano mancare le piadine fritte con sardoncini grigliati, cipolle di tropea e squacquerone. Per chi non mangia il pesce c’è la parmigiana di melanzane.

Di primo propongono il tagliolino al ragù di lumachine e guanciale su crema di finocchio al Varnelli; le linguine Mancini con crema di peperoni dolci, tonno affumicato e bottarga; il raviolo di patate ratte e squacquerone con guazzetto di vongole limone e bruschetta; gli strozzapreti con ragù di seitan, per chi predilige la cucina vegana.

Fra i secondi, il fritto è servito anche a mezza porzione, che rimane comunque abbondante. Quindi le mazzancolle in padella con spinaci, burro e salvia e agretto di lamponi; il filetto di rombo porchettato con patate, finocchietto e bacon; il tataky di ricciola grigliato con panzanella di frutta e verdura; la “nostra” catalana tiepida di astice e mazzancolle.

Si chiude coi dolci con Pina colada, “al contadino non far sapere”, crema catalana, parfait al croccantino e spuma di zabaione e tortino di cioccolato con cuore fondente e gelato al caramello salato. I prezzi sono onesti, l’ambiente invitante e si esce decisamente col sorriso. Una bella sosta! 

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