Pietro Selva, vini veri di Valtellina

Da ieri a domani, a Piacenza, Sorgentedelvino Live, un evento per gli appassionati del vino naturale

12.03.2017

Nel segno del rispetto della natura, sostenibili, ma soprattutto buoni. In alcuni casi, buonissimi. Questi i vini naturali, che come sapete, noi amiamo, pur non condividendo chi vive l’opzione per questa tipologia di vini, in modo ideologico. Se un vino non è buono, se alla prova del bicchiere palato e naso lo rifiutano, quel vino, seppur naturale non va bene. Stop. Certo, alcuni vini naturali non c’è dubbio che sappiano trasmettere emozioni legate alla propria terra d’origine e alle proprie tradizioni. Certo è che se non c’è produttore che oggi dica che il vino nasce nella vigna, i vini naturali, in vigna, e non altrove, nascono davvero, e perdipiù in una vigna amata e rispettata, accudita da vignaioli autentici che hanno deciso di rifiutare l’uso di pesticidi, insetticidi, diserbanti e concimi chimici.

Ora per gli amanti del genere, da ieri al 13 marzo 2017 Piacenza Expo è palcoscenico della manifestazione Sorgentedelvino Live (www.sorgentedelvinolive.org), ispirata in origine alla proposta etica di Veronelli, e che in questi giorni vede in libera degustazione e vendita le etichette di oltre 150 vignaioli italiani presenti, con un focus sui terroir di Umbria e Sardegna.

Ieri sera l’omaggio commovente a Pino Ratto, indimenticato alfiere del Dolcetto di Ovada, i cui vini, introvabili, sono stati messi a disposizione dai formidabili Circella titolari della somma Brinca di Né. Tra i produttori presenti, uno per tutti. È Pietro Selva di Castione Andevenno (So), produttore da noi premiato tra i nostri Top Hundred lo scorso novembre a Golosaria (www.golosaria.it)  grazie alla degustazione fatta ai tavoli alla Lanterna Verde dei grandi Tonola di Villa di Chiavenna. È una cantina che simboleggia quello che troverete a Piacenza, autenticità, vino vero.

Per quanto riguarda il Valtellina Superiore Riserva 2012, il rosso da noi premiato al MiCo di Milano, ha colore rosso rubino scarico – come dev’essere, questo vino da uve Chiavennasca – al naso ha profumi elegantissimi di viola appassita, marasca, spezie, mentre in bocca è caldo ed armonico, vera seta e velluto, di lunghissima persistenza. Si abbina a piatti di cacciagione. Naturale? Sì. Ed emozionante! 

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