All'Antica Trattoria dell'Orco di Rivarolo Canavese

Per conoscere l'eccellenza della cucina canavese e piemontese

12.07.2020

Visitare ristoranti dopo le riaperture post Covid crea un brivido di curiosità come si andasse alla prima di un locale nuovo. La mascherina, il menu da ripescare chissà dove, la familiarità da riprendere con chef già noti ma in qualche modo nuovi pare creare un’attesa inedita e l'interrogazione se i criteri di valutazione di una buona cucina possano rimanere quelli di prima sorge spontanea. Con questi pensieri in testa, tra i primi approcci fuori casa, ci siamo avventurati alla Locanda dell'Orco, nostra corona radiosa e locale riconosciuto all'unanimità come eccellenza della trattoria moderna canavesana e piemontese più in generale.

Abbiamo scelto, con amici fidati, un martedì, e l'ampia sala verandata esterna, pur se ridotta del 20-30% rispetto alla sua capienza originale, appariva sempre ricca di coperti, un po' meno festosa ma sempre accogliente con qualche tavolo non occupato. La signora in sala, il sommellier nonché lo chef e patron Giuseppe Randisi, ci hanno confermato che la ripresa non si era completata ma lentamente i clienti abituali stavano ritrovando la strada; quindi il loro entusiasmo nel riprendere il lavoro interrotto stava superando ogni difficoltà. Volontà ed entusiasmo che li aveva portati, appena le disposizioni di legge l'avevano permesso, a iniziare rapidamente il servizio di consegna a domicilio del loro menu più tradizionale. Questo servizio peraltro intendono mantenerlo e farne un'altra attrattiva accattivante per la clientela dei paesi più vicini del Canavese.

L'accoglienza, la gentilezza, la disponibilità proverbiali di questo locale sono rimasti invariati, anzi sono, se possibile, ancora migliorati visto che il minor numero di commensali permettono loro una più serena attenzione ai presenti.
La cucina? Lo stile è anch'esso immutato: grandi classici del Canavese e del Piemonte interpretati e cucinati in modo eccellente. Il menu si è fatto un pochino più stringato ed essenziale, ma qualche innovativo piatto, sia di terra che di mare e di lago, compare a variare la consuetudine di tradizione. Pur in questo periodo di difficile ripresa lo chef rimette in campo tutta la sua qualità, le sbavature sono poche e impercettibili, la sontuosa carta dei vini locali e nazionali e internazionali, con corretti ricarichi, offre un richiamo ulteriore a godere delle gioie di questo locale. La volontà anche nostra di essere vicini a questa categoria così duramente toccata dall'emergenza coronavirus, la consapevolezza delle difficoltà che ancora oggi i ristoratori incontrano a riprendere il cammino bruscamente interrotto devono sicuramente portarci  a criteri di giudizio più ampi e complessi per sostenere chi si rimbocca così tenacemente le maniche per mantenere in vita la tradizione della grande cucina italiana.

Per la cronaca io e i miei due amici abbiamo scelto dalla carta (bella l'idea di realizzarla monouso a perdere) il grande antipasto classico a base di vitello tonnato-carne cruda-tomino al verde e peperoni con bagna cauda;
la millefoglie di sgombro con patate, peperoni, maionese di ricci di mare e
i fiori di zucchine dorate con verdurine seirass e crema di piselli.
Tra i primi piatti abbiamo provato gli agnolotti della locanda alla piemontesina
e il risotto Carnaroli zucchine e fiori con trota affumicata a freddo.
Tra i secondi, tutti assai interessanti, ci siamo fatti tentare dal petto d'anatra, purè di melanzane e polvere di caffè e dal margret d'agnello alle erbe aromatiche con patate canavesane.
Tutto eccellente, con una menzione particolare per lo sgombro e gli agnolotti. Il margret d'agnello, forse un po' tenace al morso, meno indimenticabile.
Dalla carta dei vini abbiamo pescato una piccola chicca, bonus perché non facile da ritrovare in altri locali piemontesi, un Albarossa di Chiarlo piacevolissima, piena, complessa in cui la forza e l'acidità della Barbera e l'eleganza del Nebbiolo si sposano in modo magistrale. Il tutto per 50 euro a testa.

Normalmente un menu completo medio si aggira sui 50 euro escluse bevande. Esiste un menu Antico Piemonte a 40 euro e una cena Canavesana che prevede il fritto misto canavesano a 32 euro. Un'idea per la prossima occasione. La Locanda dell'Orco ha ripreso a volare. Tanti auguri!
 

Antica Locanda dell'Orco

via Ivrea, 109
Rivarolo Canavese (TO)
Tel. 0124425101
www.locanda-dellorco.it

 

X

Cookie Policy

This page uses third-party cookies to offer personalized content