Siamo alle 17^ degustazione dell’anno, quella dei campioni che arrivano sul nostro tavolo. E anche alla vigilia di Golosaria non abbiamo mancato l’appuntamento, con una serie di vini e di cantine che “saranno famose” o lo sono già. Le celebriamo qui, anche perché abbiamo ormai chiuso le nostre guide e ovviamente anche la lista dei Top Hundred 2025, scaturiti, in molti casi, da queste degustazioni.
Le Dinastie come suggerisce il suo nome al plurale è il frutto del lavoro e dell’intreccio di tre famiglie: Alberici, Novarini e Alessi. La famiglia Alberici gestisce 10 ettari di terreni (a Broni e Cigognola), vocati alla produzione di pinot nero, riesling e bonarda. Alessi conduce 32 ettari di vigneti (Broni) per pinot nero e rossi di qualità, oltre al moscato (Volpara). La cantina è collocata sul panoramico Poggio Alessi e può vantare una capacità produttiva importante.
Partiamo dagli spumanti: molto buono il Pinot Nero Charmat Sir Walt, un vino ampio, con naso di frutta matura e viola che in bocca si esprime in uno spumante di corpo, pieno, fragrante. E nonostante sia un metodo Martinotti colpisce la finezza delle bollicine.
Nel 2014 Luca Leggero ha fondato la sua cantina a Villareggia, nel Canavese, spinto dalla passione per il vino trasmessagli dal nonno. L'obiettivo è stato quello di valorizzare i vitigni tipici della zona, nebbiolo ed erbaluce, senza tralasciare un piccolo gioiello come il dolcetto. L'Erbaluce di Caluso “Rend Nen” della vendemmia 2021, affinato in anfora, si è meritato l’ingresso nella Top Hundred 2023 per la sua originale interpretazione del vitigno. Un giudizio confermato all’assaggio dell’Erbaluce di Caluso Rend Nen 2022: ha un colore che tende all'oro, naso complesso con note balsamiche, miele di lavanda, pera. È molto lungo, persistente, con l'acidità tipica dell'erbaluce. L'Erbaluce di Caluso Turciaura 2023 è paglierino chiaro, al naso è fine con albicocca, frutta bianca e pietra bagnata. In bocca è pieno, fresco, per un sorso morbido ed equilibrato. Il Langhe Dolcetto Retrò 2023 ha colore violaceo, naso intenso di viola. In bocca è tannico, leggermente acidulo, fresco, perfettamente aderente al suo nome in etichetta: (piacevolmente, aggiungiamo noi) retrò. Il Canavese Nebbiolo Maura Nen 2022 si presenta color mattone, naso di bella complessità con note balsamiche, rabarbaro, liquirizia. In bocca è sottile e tannico. Una gran bella sorpresa per un Nebbiolo che può gareggiare con i migliori campioni piemontesi.
Il fazzoletto di sette ettari su cui sorgono le vigne si colloca in grembo alle Colline Metallifere di Massa Marittima, di fronte allo splendido golfo di Follonica. Azienda fondata da Simone Maggioni, coltiva vitigni di caratura internazionale, con un fiore all’occhiello sul Cabernet Franc. È una società benefit, certificata biologica sia nel vigneto che in cantina.
Il Maremma Toscana Bianco “Prima Viola” 2024, da uve chardonnay e viognier, ha colore oro e note di polpa, frutta, senape; in bocca è pieno, ampio, filigranoso, scalare. Davvero ottima l’interpretazione di questo mariage. Il Maremma Toscana Rosso “Pittoresco” 2021 ha colore porpora, naso di mora, sottobosco, foglia bagnata, pepe. In bocca è tannico, galoppante, con un sorso pieno e invitante. E ci è piaciuto molto, frutto di uve cabernet sauvignon, cabernet franc, merlot e petite verdot. Il Maremma Toscana Cabernet Franc Silvano 2021 è color inchiostro, con nota vegetale evidente. In bocca è tannico, sugoso, leggermente amaricante. In conclusione, ci siamo trovati di fronte a una cantina che sa il fatto suo, che ci ripromettiamo di conoscere meglio, perché tutti i vini ci hanno dato piena soddisfazione.
Roberto Giacobbo è uno che di misteri se ne intende. E ha fatto della sua passione per l’esplorazione un lavoro. Del suo debole per la vite e il vino, invece, non fa sicuramente mistero e anzi, alla luce di questo assaggio, dimostra che il progetto di famiglia - le prime vigne infatti sono state piantate già nel 1976 - è già a un buon punto di maturità: Terre di Maria con la linea Neolitico per i vini bio e Torreclava per la valorizzazione del Primitivo in purezza.
Il Neolitico Bianco Puglia Bio 2024 (da uve verdeca e chardonnay) ha colore paglierino con riflessi dorati. Al naso pesca bianca e note mentolate. In bocca ritorna la frutta che resta a lungo, con una nota vanigliata; è equilibrato e sapido. Il Neolitico Rosato Susumaniello Puglia Bio 2024 ha colore corallo, naso intenso e fine di violetta, rosa, speziatura. In bocca torna la viola, con una piacevolissima acidità, ficcante. In tutta sincerità è stata un’inaspettata sorpresa. Il Puglia Primitivo Bio Torreclava 2023 ha colore porpora con riflessi violacei, sentori di piccoli frutti già maturi, mallo di noce, inchiostro. Naso fresco e complesso; in bocca è pieno, fresco con un bel tannino. Un grandissimo Primitivo, che ci ha colpito parecchio.
Azienda agricola biologica e biodinamica nata nel 2014 a Villamiroglio, nel cuore del Basso Monferrato, guidata da Deirdre O'Brien (il cui nome tradisce le origini irlandesi) e Maurizio Caffer. La tenuta si concentra sulla valorizzazione di vitigni autoctoni quasi scomparsi come la slarina e il baratuciat, oltre a classici come grignolino e nebbiolo, seguendo un approccio rigorosamente naturale con minimi interventi in cantina, fermentazioni spontanee e nessun utilizzo di filtrazioni o chiarifiche. Ora, questo produttore lo abbiamo conosciuto perché ci ha colpito, al ristorante Casa Cassano di Rosignano Monferrato, il suo rosso “Anarkoide” 2023 (grignolino). Abbiamo quindi incontrato Maurizio, e ci siamo procurati i campioni anche degli altri vini (tranne il baratuciat che non trovava più ed è quasi un mese che aspetto che possa sporgermi la bottiglia…). Ora il Rosso anarchico ha un colore rubino trasparente con riflessi aranciati con evidenti note di riduzione, sensazioni ematiche è vinoso. In bocca è ricco, equilibrato anche nella sua espressione tannica ruvida. Un vino contadino al 100%. Grande! Il Vino Rosso “Nebula” 2022 (nebbiolo) mostra un colore rubino molto trasparente e aranciato; al naso note minerali e di arancia candita, grafite. Piacevole per l’equilibrio e la stoffa. Il Monferrato Rosso “la Musa” 2021 (nebbiolo) ha un colore rubino più intenso, naso ematico e fruttato, con sentori di pepe e terra (mineralità). Bella intensità e finezza; in bocca ha lo stesso equilibrio del precedente, ma con una spada diritta. Il Monferrato Rosso “Cenerina” 2021 (da slarina) si presenta con un colore porpora lucente; al naso c’è la freschezza del frutto rosso, note di cuoio e grafite. Bell’equilibrio, ma soprattutto, piacevole acidità per un rosso pressoché introvabile.
Che dire? Un produttore bravissimo, che ci ha convinto su tutti i vini. Ma come comunica la sua bravura, semmai gli interessi? (Riuscirà a farmi avere la bottiglia di baratuciat? Se avessi tempo andrei a Villamiroglio, ma sotto Golosaria, dove lo invito a venire, non riesco proprio).