Dalla Val Borbera a Londra: medaglia d'argento per l'Amaro Sant'Agostino

In una frazione di Mongiardino Ligure nasce questo amaro prodotto da Pietro Ravazzano con erbe coltivate e spontanee

22.05.2026

L'alta Val Borbera ha trovato una nuova eccellenza, e porta al collo una medaglia d'argento. L'Amaro Sant'Agostino, punta di diamante dell'azienda agricola Borbè'a, ha infatti ricevuto questo prestigioso riconoscimento ai World Liqueur Awards 2026, uno dei premi internazionali più importanti in questo settore. Una consacrazione a cui ha fatto seguito il forte riscontro registrato durante la recente edizione di Golosaria Monferrato, dove lo stand ha catturato l'attenzione dei tanti visitatori.

Radici sulle "ripe"

Il motore di questa micro-distilleria è Pietro Ravazzano. L'innesco risale al 2021, a Rovello, frazione di Mongiardino Ligure. «Qui ha origine la mia famiglia, qui ho acquistato una cascina per poter continuare a far vivere questi paesi e non perdere le culture e il territorio – racconta Ravazzano –. Siamo una realtà agricola nata con l'idea proprio di ricettare tutto il nostro territorio attraverso i liquori, per farlo conoscere tramite i gusti e i profumi, utilizzando erbe tutte locali».

L'Amaro Sant'Agostino (25% vol.) è una sintesi di oltre venti botaniche, dove la matrice territoriale detta legge. «Utilizziamo il timo, la menta e la salvia per la nota balsamica al naso. Per la nota amara al palato, invece, radice di tarassaco, artemisia e una piccola percentuale di rabarbaro, per dargli bella persistenza e freschezza in bocca». Una ricetta che vive del connubio tra coltivazione e il foraging: «Raccogliamo erbe sia spontanee che coltivate. Il timo è molto diffuso nelle nostre zone, soprattutto sulle ripe, che sono queste rocce scoscese che contraddistinguono in modo unico la nostra area». Il risultato è un amaro armonico, dal forte sentore balsamico, con una chiusa amara profonda ed equilibrata. «Il nome? Un omaggio al nonno “Gusto” e al santo patrono del paese».

Gin, Vermouth e limoni

L'indagine botanica di Borbè'a non si esaurisce con l'amaro. Il Gin Borbè'a, l'etichetta d'esordio, è un distillato secco e verticale dove il ginepro selvatico si fonde con lavanda, fiore di sambuco e l'immancabile timo, firma inconfondibile della casa. Diretto, intenso, è un gin che si esprime bene nel classico gin tonic, ma che si rivela azzeccato anche in un Negroni o in un Americano.

Il legame con l'eccellenza enologica locale si concretizza invece in un Vermouth Bianco che sfrutta l'intensità di un vino nobile come il Timorasso, a cui si aggiunge un bouquet di ingredienti che comprende assenzio, timo, genziana, rosa canina e bacche di ginepro. Un vermouth particolare, spinto sulle note vinose del Timorasso, ricco di sfumature erbacee più che speziate.

Chiude il cerchio un affascinante trait d'union con la Riviera Ligure di Levante: un liquore nato dall'infusione delle bucce dei limoni coltivati sopra Rapallo. «Per legarlo al territorio utilizziamo il timo selvatico, che imprime la sua nota balsamica, perfetta in abbinamento con la forza dei limoni».

Sono 5.000 le bottiglie complessive prodotte annualmente, per una distribuzione destinata alla ristorazione d'autore e alle enoteche. Cercatele: ci troverete l'anima della Val Borbera.

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