È tempo di Langa e tartufo

Viaggio fra le cantine che offrono un’esperienza

14.10.2026

Prendete le colline più celebrate d’Italia, aggiungete l’aroma inconfondibile del Tuber magnatum Pico (detto comunemente tartufo bianco) e il richiamo magnetico delle grandi bottiglie: benvenuti in Langa d’autunno.

Dal 10 ottobre al 6 dicembre 2026 Alba accende i riflettori sulla 96ª Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, crocevia del gusto e punto di incontro per gourmet, cuochi e trifolao. Ma il vero spettacolo comincia appena lasciate il centro cittadino per addentrarvi tra crinali pettinati a vigneto, boschi immacolati e borghi. Il vino qui è parte integrante del paesaggio: il nebbiolo domina la scena tra Barolo e Barbaresco, spalleggiato da Dolcetto, Barbera, Arneis e Moscato.

Dalla collina al piatto, passando per la cerca del tartufo (patrimonio immateriale Unesco dal 2021), ecco una mappa dinamica tra calici premiati, ospitalità di charme ed esperienze fuori dai soliti schemi.

Dosio (La Morra)
A quasi 500 metri di quota, sulla collina di Serradenari, la vista spazia fino al Monviso. La cascina seicentesca, guidata da Chiara Lanci con l’enologo Andrea Autino, unisce un’accoglienza chic nell’Antica Dimora (7 suite, piscina e area relax) a calici di vino. Come il Barolo “Fossati” 2021 nostro Top Hundred 2026, affiancato dalle versioni “Serradenari” e del Comune di La Morra. Tra picnic tra i filari e verticali d'annata, il tempo qui rallenta davvero.

Broccardo (Monforte d’Alba)
Energia giovane e radici salde. I fratelli Filippo, Laura e Federica coltivano 13 ettari tra Monforte, Barolo e Novello, sfornando circa 80 mila bottiglie annue. Da non perdere il Barolo “San Giovanni” 2020 (Top Hundred nel 2024) e il “Bricco San Pietro”, affiancati da Barbera d’Alba e Arneis. Visite agili, passeggiate in vigna e pairing gourmet con i prodotti del territorio.
Amalia Cascina in Langa (Monforte d’Alba)
Design contemporaneo, vigne storiche e una pinacoteca interna: il progetto della famiglia Boffa fonde vino e arte. Nel calice brillano i cru di Bussia e Le Coste, con il Barolo “Bussia Vigna Fantini” 2018 (nostro Top Hundred 2022) a fare da punta di diamante, insieme a una chicca rara come il Langhe Rossese Bianco. Ci si ferma nel b&b di charme: 7 camere, idromassaggio riscaldato all’aperto e bici per esplorare i dintorni.
Giovanni Rosso (Serralunga d’Alba)
Vignarionda, Cerretta, Serra: i mostri sacri del Barolo abitano qui. Davide Rosso firma vini dal carattere ferreo e identitario; il Barolo “Cerretta” (Top Hundred Storico nel 2025 con il millesimo 2021) è un capolavoro minerale e speziato. L'esperienza di visita è pura adrenalina su misura: degustazioni di Barolo direttamente dalla botte, caccia al tartufo, cooking class o voli panoramici in elicottero e mongolfiera.
Aimasso (Diano d’Alba)
Terra di Sorì, le colline baciate dal sole dove il dolcetto raggiunge vette sorprendenti. Luca Aimasso spinge sull'identità con il Diano d’Alba Superiore “Pietro” 2022 vibrante e tannico, tra i nostri Top Hundred 2026 di quest’anno, dopo il debutto a Grandi Langhe. Degustazione a 30 euro e sosta obbligata per un selfie sulla panoramica Big Bench numero 65.
Cascina Le Doti (Neive)
Carlo Toso, veterano con più di 50 vendemmie sulle spalle, e la figlia Alessandra firmano etichette di rara eleganza sulla collina dei Bordini. Il loro Barbaresco “Bordini” 2022 regala profumi di spezie e cioccolato bianco , e si è guadagnato un posto nella nostra Top Hundred di quest’anno. La vera chicca? Dormire nella loro Starsbox, la mini-suite in legno dal tetto apribile per addormentarsi guardando le costellazioni sopra i filari. Magari con un calice del loro Brut. 
Giacosa Fratelli (Neive)
Un pilastro storico dal 1895. Una realtà da 50 ettari che sa conservare il calore familiare e una continuità qualitativa invidiabile. I capisaldi della nostra memoria enoica passano da qui: dal Barolo “Scarrone Vigna Mandorlo” 2000 (Top Hundred già nel 2006) al Barbaresco “Basarin Vigna Gianmatè” 2019 (Top Hundred Storico 2024).
Taverna Roberto (Neive)
La grinta ha il volto di “Nonna Vina” (Ludovina Versio), pioniera che già negli anni Cinquanta scelse di vinificare per singoli cru. Oggi Roberto Taverna ne porta avanti la visione: a Grandi Langhe 2026 ci ha stregato il Barbaresco “Senteùndes” 2022, profondo e balsamico. Con 4 camere accoglienti e degustazioni smart (10-15 euro), è l’approdo perfetto per un weekend senza pensieri.
Ca’ d’Gal (Valdivilla e Mango)
Il gran finale profuma di fiori bianchi ed erbe aromatiche. Il progetto unisce due anime: Tenuta Valdivilla, tempio del moscato bianco (dal leggendario Moscato d’Asti “Vite Vecchia” al Canelli Moscato “Sant'Ilario” 2023, nostro Top Storico l’anno scorso) con la sua Country House di 5 camere; e Tenuta La Cova, oasi verde di 25 ettari tra noccioli e querce secolari dove nascono le Barbera d'Asti “Fabè” e “Mavi”. La chiusura ideale per ricordarsi che la Langa non è solo grandi rossi, ma un mosaico di profumi e paesaggi senza paragoni.

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