Una Milano un po' segreta

Viaggio fra cascine in mezzo ai palazzi e gelaterie Wow!

16.06.2023

Può capitare di trovarsi un venerdì sera alle 21, davanti alla Certosa di Garegnano e scoprire che sarebbe ora di andare a cena. Sì, ma dove? Davanti alla Certosa (bellissima, se ancora non l’avete visitata. Completamente affrescata come la Cappella Sistina) c’è una pizzeria semplice, La Botte, ma quella sera ormai era sold out.

Null’altro intorno, se non l’idea di andare a sbirciare alla Merlata, quella cascina sulla strada che conduce a Molino Dorino che nell’estate del 2015 rappresentava l’ingresso all’Expo. Oggi, qui, posteggi comodamente l’auto entrando sulla via laterale alla cascina e a piedi raggiungi un ampio spazio verde su cui si affacciano tre locali, ognuno con svariati tavolini all’aperto. C’è un locale dedicato a sushi et similia, una gelateria e infine una pizzeria “Mare Culturale Urbano” che ha due forni: uno al piano di sotto che serve anche il dehors (o meglio la corte) e uno al piano di sopra, al chiuso, alquanto chiassoso. Il personale qui è ben organizzato e in poco tempo arriva una pizza niente male, una semplice Margherita in stile napoletano. Con una buona birra la cena è fatta: fuori un gruppo musicale intrattiene i fortunati che hanno cenato all’aperto davanti all’ampio prato. Da tener presente (tel. 02 21079162).
Il giorno dopo ecco una vera e propria scoperta, almeno per me, di una Milano agricola davvero inedita. Siamo dentro al Parco di Trenno dove non passa inosservata la Cascina Campi. Un’azienda agricola assai gettonata per le uova fresche (molto buone per la mia colazione del giorno dopo). Ma qui allevano anche mucche e altri animali da cortile e il saluto, appena arrivi, è di almeno sette lucentissimi pavoni. La Cascina nasce tra il 1825 e 1828 per iniziativa di un sacerdote, don Bravo, che adibì il fabbricato al ricovero di mutilati e invalidi mentali. L’attività agricola della famiglia Campi, invece, inizia da affittuaria nel 1928 e oggi vi è la quarta generazione alla guida. C’è una mini farm con pecore e caprette e anche asini oltre a manze e tori di carne. Questa realtà ha resistito nonostante il sorgere dei nuovi quartieri residenziali, che creò problemi al reperimento del foraggio. Ma oggi questa cascina è un’azienda agricola e agrituristica a tutto tondo, a indirizzo ippico (ci sono i cavalli e si può prendere lezione) zootecnico e cerealicolo e rappresenta un raro esempio di fattoria didattica metropolitana. Insomma, è un’oasi eroica. Nello spaccio si acquistano le uova, ma anche anatre, galline, oche, faraone, conigli, galli, tacchini e capponi, tutti allevati in maniera tradizionale. Offrono anche dei formaggi ottimi, come il gorgonzola che arriva da un’azienda agricola di Pandino (buonissimo) e una teoria di vasetti: confetture e passate di pomodoro. Merita una visita!
(via Fratelli Rizzardi, 15 - Trenno - tel. 02 48203061 - www.cascinacampi.it)
Da qui, un giro in auto per i dintorni di viale Certosa mi ha portato fino alla Cremeria Buonarroti, dove le brioche sono veramente buone (via Michelangelo Buonarroti, 9 - tel. 02 48007930) mentre in viale Cassiodoro, 20, il Gelato for Run è da conoscere. Nasce con l’idea di bilanciare qualità e salubrità al servizio, lo dice il nome stesso, degli sportivi. Ottimo il fior di latte, iconica la crema come non la fa più nessuno; perfetta la nocciola e ghiotto il pistacchio salato. Ma qui fanno anche cose pazzesche come il Gelato gourmet con baccalà e patate viola e crumble di lamponi. Quello gorgonzola e noci, quello vegano alla barbabietola e timo e persino ai porcini e crumble di cacao. Il gelatiere Giorgio Zenaboni è un creativo, basta guardare le delizie al limone o i coni con la copertura di cioccolato, pistacchio, nocciole. E ancora sorbetti, granite e frappé. Come si definiscono loro: è una gelateria “insolitamente” artigianale dedicata al mondo del Running.

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