Tutta la contemporaneità del Putagè

Sei ristoranti alla prova alla cantina Cuvage di Acqui Terme

10.06.2026

Nella splendida cornice della cantina Cuvage di Acqui Terme (Al), il Rotary Club Acqui Terme Distretto 2032 ha organizzato una serata dal titolo “La Cucina del Putagè - Saperi del fare e patrimoni di umanità fra Langhe, Roero, Monferrato e Tortonese”.

L’occasione è stata un dialogo tra il giornalista Paolo Massobrio e l’autore del libro omonimo Luciano Bertello, storico e ricercatore, instancabile promotore delle Langhe e del Roero ma anche del Monferrato, che ha saputo trasmettere le emozioni dell'iconica cucina economica a legna della memoria sulla cui piastra di ghisa si cuocevano le ricette tramandate da generazioni, lentamente, mentre le braci si consumano; un patrimonio di umanità, di valori, di riti, di gesti, del saper fare che appartiene in particolare alle genti e alle famiglie di queste zone del Piemonte. E l’accento è stato posto anche su quello che l’autore stesso ha definito “più del 50% del valore del volume”, ovvero le preziose fotografie di Sergio Ardissone, fotografo astigiano e giornalista collaboratore del quotidiano “La Stampa”, che ha “impresso” con i suoi scatti d’autore le storie umane e professionali di 11 osti e ostesse, e donne e uomini ai fornelli di locande, osterie, trattorie e ristoranti del luoghi sopra citati, nei quali ancora si pratica quotidianamente la cucina del putagè.
E proprio 5 di loro (+1) erano presenti alla serata con i loro piatti iconici cucinati in loco, abbinati ai vini di Cuvage e del gruppo Argea Wine scelti dal padrone di casa e brand ambassador, Stefano Ricagno.
Si è partiti con l’assaggio delle Lele di Castellino Tanaro preparate dalla cuoca Vilma Forneris de La Vecchia Osteria Castellino Tanaro (Cn) corona radiosa de Il Golosario Ristoranti - si tratta del tipico pane povero contadino non lievitato cotto sulla piastra del putagè e che era alimento indispensabile durante i periodi di carestia -
da gustare insieme al salame nobile del Giarolo della Foresteria La Merlina di Dernice, faccino radioso de Il Golosario Ristoranti.
A seguire, emozionante l’assaggio della Panissa della Val Curone, vallata appenninica piemontese al confine con la Lombardia, cucinata nel paiolo da Elena Tosi de La Baita di Fabbrica Curone. Si tratta di una variante della celebre panissa vercellese, portata in questi territori di confine dai lavoratori indigeni impegnati durante l’anno nel lavoro nelle risaie vercellesi.
In abbinamento, il Nebbiolo d’Alba Brut Rosé Millesimato Metodo Classico, bollicina decisamente straordinaria.
Emozioni che si sono ripetute nell’assaggio delle Raviole del plin servite sul panno di lino, cucinate da Piera Cirio del mitico ristorante Madonna della Neve di Cessole (At), oltre 70 anni di saperi e di sapori tramandati in famiglia, e titolari del Radioso della nostra guida. Denominati anche “plin della curdunà”, rivelano sotto un velo di pasta i sapori nitidi dei tre arrosti di cui sono composti.
Ottimo, anche l’abbinamento con il Gavi 2025 della cantina Ricossa.
E’ stata poi la volta della cuoca Federica Rossini e del marito Massimo Milano della coronata trattoria di lusso I Cacciatori di Cartosio (Al), la cui famiglia (Milano) porta avanti questa sosta imperdibile del gusto fin dal 1818: il loro carpione è stato un autentico inno alla gioia del palato senza rivali!
Perfetto anche il sodalizio con il calice dell’Acqui Docg “Sei Anime” 2023 da uve brachetto della cantina Ricossa.
Superlativa anche la chiusura della cena con la dolce proposta della Sbriciolata di nocciole del Piemonte e farina di meliga con crema di Cristiana Rolandi Tosi de La Genzianella di Fabbrica Curone (Al), trattoria eroica con camere immersa nel verde della Val Curone.
Eccellente l’abbinamento con l’Asti Docg “Acquesi”, spumante che la cantina Cuvage ha dedicato alla città di Acqui Terme come omaggio alle radici dell'azienda.

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