A Trento l'ode al panino

Possiamo mettere IlGolosario in un panino? Il Posto di Stè lo ha fatto

10.06.2016

A volte non sappiamo se sia più difficile scrivere o ideare dei panini da urlo. Bisognerebbe chiederlo a Stefano Bertoni che nella sua “seconda parte” di vita ha scelto di dedicarsi ai panini, dopo oltre due decenni da giornalista professionista. Il Posto di Stè (Largo Carducci 55 • tel. 0461 238093) è stato aperto in pieno centro a Trento, a pochi passi dal Duomo.

Non è il classico locale fighetto, ma - basta leggere la lista dei fornitori per capirlo - c’è tanta competenza. Quella vera. La lista degli ingredienti sembra interminabile: c’è il salame di Varzi di Thogan Porri, mortadella di Prato e lardo di Marini (grandiosa questa scelta), mortadella e salame rosa di Bidinelli. Tra i formaggi il Castelmagno d’Alpeggio di La Meiro, la fontina d’alpeggio, la ricotta Agricansiglio accanto a perle d’oltremanica come il Cheddar Westcombe.

La fantasia nel combinare invece è propria di Stefano. c’è il panino Proletario (mortadella Bidinelli, formaggio Abruzzino affumicato, carciofi alla crudaiola “I contadini”, rucola) e il Giornalista (prosciutto crudo di Parma DOP "S. Ilario" oltre 30 mesi, ricotta Agricansiglio, olio tartufato, rucola), il Leggiadro (mozzarella di bufala Azalea, alici del mar Cantabrico, spinacini) ma anche il Cafone Reloaded (sbriciolona Macelleria Marini, paté di peperoni "I contadini", pecorino romano DOP). Il tutto accompagnato dalla torinese Molecola, una fornita lista di birre (inglesi, americane, danesi e la griffata Birrino di Ste), una carta dei vini corta e ragionata, dove tutto si può ordinare anche a bicchiere (e ci sono gli Champagne).

In questa stagione ci sono anche i tavoli all’aperto dove godersi una sosta, per pranzo, cena o per i cicchetti, la formula veneziana che meglio rappresenta la risposta italiana alla tapa spagnola. Se qualche prodotto vi fa impazzire si può acquistare da portare a casa propria. Una idea dinamica, moderna, raccontata bene dai suoi social aggiornati in tempo reali. L’imprinting del giornalista non si dimentica.
P.s. di Paolo Massobrio: ma perché il panino del giornalista ha la rucola e l’olio tartufato? (sarà un giornalista generalista spero, oppure è un deprezzamento della nostra categoria?)

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