Ristrot Guviol: un nome, un'identità

Gusto, vista e olfatto: a Torino, un viaggio sensoriale che rinnova i grandi classici con eleganza

27.05.2026

Ristrot Guviol vuol essere, fin dal nome, una vera e propria dichiarazione d'intenti. Perché se “Guviol” è un chiaro acronimo gastronomico di gusto, vista e olfatto, Ristrot è un nemmeno tanto velato gioco di parole. Il Bistrot francese, ormai sempre più spesso elegante sinonimo della piemontesissima piola, è qui infatti, appena corretto dal Ris iniziale, che finalmente rinvia a quello che il locale davvero è: un ristorante a tutti gli effetti. Come d' altronde rivela, fin dall'ingresso, l’ambiente: tre sale, di cui una più riservata all'interno, in un contesto semplice ma studiato, dove i muri a calce, i pavimenti in legno e i mattoni a vista dei soffitti, insieme con l'essenzialità degli arredi - niente tovaglie, ma tovaglioli in stoffa e sedie comode - creano un'atmosfera conviviale e mai ingessata, con quel tocco di charme che invita a una sosta rilassante.

Cuore pulsante del tutto è la cucina, costruita su ingredienti selezionati con attenzione alla filiera e alla sostenibilità, e lavorati senza eccessi, cercando sempre l'equilibrio del risultato finale.

Si inizia dall'appetizer offerto: C’era una volta il tomino, piacevole crema di tomino con un tocco di ottimo gel di cipolla rossa, accompagnato da salsina verde e crostino (vedi foto sopra); e si prosegue con l'antipasto scelto da noi, Sei nell’animella, che gioca su contrasti più contemporanei con un pizzico di esotico — tzatziki, lampone e giardiniera — mantenendo però un piacevole e pienamente convincente equilibrio.
Ed ecco uno dei piatti, a nostro giudizio, più riusciti della serata, un convinto radioso: il tajarin al Guviol, ottimo amalgama tra componenti inusuali per uno dei must della cucina tipica piemontese. Perfetti i tajarin per consistenza e punto di cottura con bisque di crostacei, lime e nori, dove il mare è presente senza essere invasivo.
Tra i secondi, radioso anche L’ho trovata tra i grissini: una grissinopoli di triglia di scoglio la cui croccante panatura lascia emergere il sapore pieno del pesce, valorizzato da un interessante accostamento con la punta piccante dell'alga.
Ottima presentazione per Che cavolo di piccione: una costruzione articolata nel piatto per petto, coscetta, fegato, cavolfiore e uva fragola, dove emerge sicuro il gusto finalmente non omologato del fegato.
Qualche attesa di troppo tra primo e secondo, unico appunto al ritmo di una serata per altro decisamente piacevole.

Chiudiamo, incuriositi dalla presentazione, con Al Guviol con la panna diventa un dolce, divertente rilettura della carbonara in chiave dessert: un'idea originale, portata avanti con leggerezza, e realizzata con cura dei dettagli per un piacevole risultato.
Carta dei vini ampia e ragionata, con una buona scelta di etichette italiane e una selezione di bollicine che spazia tra grandi nomi e produttori meno scontati. Servizio attento e cordiale, come è proprio degli autentici professionisti, con l’obiettivo, sempre centrato, di far sentire l’ospite a proprio agio, anche con un conto finale corretto e adeguato alla qualità della serata. (provato il 17 marzo 2026)

Ristrot Guviol

via San Francesco da Paola, 27
TORINO
tel. 0118127318

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