Tenuta Ballasanti: la cultura del vino è qui

Un progetto vitivinicolo e culturale dove il rigore manageriale incontra la forza dell'Etna e la poesia della terra

30.07.2026

"Quando qui soffia il Grecale, ballano pure i santi, come diceva la mia bisnonna, donna Mara".

Scuote la testa bionda e sorride Manuela Seminara, Ceo di Tenute Ballasanti, l'azienda vitivinicola di famiglia sul versante orientale dell'Etna, dove oggi prende forma un nuovo inizio. Manager di una multinazionale e inserita da Forbes tra le 100 donne di successo che stanno cambiando l'Italia, Manuela ha scelto di rallentare la corsa. Di concedersi tempo, riprendere fiato e, soprattutto, ascoltare se stessa.

«Per una donna il cambiamento è una costante, fa parte della nostra natura – racconta –. Dobbiamo avere il coraggio di guardarci dentro e capire cosa desideriamo davvero, senza le etichette imposte dalla società. Arriva un momento in cui sentiamo il bisogno di essere autentiche».

Insieme al compagno di vita e di visioni, Fabio Gualandris astrofisico bergamasco con una grande passione per la botanica e top manager internazionale nell’ambito dei semiconduttori, ha restituito nuova luce al Ballasanti. Insieme hanno acquistato nuove terre dando vita all’azienda Tenute Ballasanti: un progetto che unisce memoria familiare e competenze manageriali con un obiettivo preciso: produrre vini essenziali, vibranti e identitari, nei quali ritrovare, sorso dopo sorso, l'energia del vulcano. L'Etna, "A Muntagna", non conosce mezze misure: o la si ama o la si odia. Manuela e Fabio la amano profondamente e, dal 2013, con pazienza, rispetto e determinazione, hanno dato forma a un progetto che oggi comprende dodici ettari di vigneti distribuiti tra il versante orientale e quello nord-orientale del vulcano.
Sull'Etna, tuttavia, la tecnica deve sempre confrontarsi con la forza della natura. La viticoltura è fatta di equilibrio, pazienza e capacità di interpretare un ambiente in continua evoluzione, dove la pietra lavica, le forti escursioni termiche e le diverse altitudini conferiscono ai vini un'identità inconfondibile. L'esperienza maturata da Manuela e Fabio nel mondo dell'industria si traduce in un rigoroso controllo della qualità, senza mai perdere il rispetto per un territorio tanto generoso quanto imprevedibile. Il territorio è il vero protagonista.

I vigneti di Tenute Ballasanti si trovano nei comuni di Sant'Alfio, Giarre, Mascali e Piedimonte Etneo, su suoli permeabili, ricchi di potassio e naturalmente poveri di azoto e fosforo. Un terroir unico al mondo, dove il clima mediterraneo incontra quello montano, dando vita a condizioni irripetibili.

La produzione si attesta intorno alle 35 mila bottiglie l'anno, frutto di una scelta che privilegia una crescita graduale e sostenibile piuttosto che l'espansione quantitativa. Anche le etichette raccontano la dimensione familiare del progetto. Ogni vino è dedicato ai figli Gaia, Lorenzo, Davide e Simone trasformando ogni bottiglia in una pagina di una storia ancora in divenire.
Il Nerello Mascalese raccolto nelle vigne del vigneto del Ballasanti è dedicato a Lorenzo e interpreta il carattere più solare e dinamico della famiglia; il Rosato, nato dalle vigne di Piedimonte Etneo e ispirato a Davide e Simone, esprime equilibrio e freschezza; l'Etna Bianco dedicato a Gaia restituisce invece tutta la verticalità e la mineralità del territorio vulcanico e racconta l’archetipo di una giovane donna.
Tra le etichette più rappresentative spicca Donna Manuela, Etna Bianco Doc che affina un anno in acciaio e due anni in bottiglia, sintesi di eleganza, complessità e longevità. Accanto a questo, Donna Mara rende omaggio alla bisnonna di Manuela e, simbolicamente, all'Etna stesso, immaginato come una donna capace di unire forza, accoglienza e continua rinascita.

L’enologo Luca Caramellino interpreta le uve coltivate da un team rispettoso che valorizza l'identità dei vitigni senza ricorrere a forzature interpretative. Ma il progetto Ballasanti va oltre il vino. Manuela e Fabio desiderano restituire bellezza e armonia al territorio, facendo del vino un ambasciatore di arte e cultura. Il 18 luglio hanno inaugurato il Parco d'Arte Ballasanti, nato da un'intuizione della figlia Gaia e sviluppato insieme alla critica d'arte Francesca Alfano Miglietti. Qui artisti contemporanei sono chiamati a dialogare con il paesaggio e con i materiali del territorio, creando opere che diventano parte integrante della tenuta e della sua narrazione. Le installazioni di Cesare Fullone, Alessandro Lupi, Laura Pugno, Claudia Losi e Antonio Marras accompagnano il visitatore all'interno del Bosco Ballasanti in un percorso di land art pensato come un organismo in continua crescita, dove il vino diventa espressione della cultura familiare, dell'identità dell'Etna e di una costante ricerca di autenticità. È un luogo in cui il rigore incontra la sensibilità e la pietra lavica si trasforma in racconto.
Questo è stato anche il tema del primo "Simposio Ballasanti tra vino e arte", svoltosi a Giarre in occasione dell'apertura del Parco e dedicato a "Quando la pietra si fa racconto". Il primo di una serie di appuntamenti culturali che, nei prossimi anni, si apriranno anche ai temi della medicina, della letteratura e della tecnologia.

«Il vino – conclude Manuela – diventa così un'occasione, un piacevole pretesto per creare relazioni e condividere momenti culturali di convivialità».

Lo sguardo di Manuela, dalla terrazza di Tenute Ballasanti, attraversa l'argento degli ulivi secolari, i profumi di zagara e gelsomino, il rosso delle arance e si spinge fino al mare, dove ogni mattina assiste allo spettacolo del sole che nasce. Il vento le accarezza i capelli e mescola i pensieri. Perché, come scriveva Pablo Neruda:

"Nascere non basta. È per rinascere che siamo nati. Ogni giorno."

Tenute Ballasanti

Via Coriolano, 12
Giarre (CT)
https://tenuteballasanti.it/

Foto di apertura e foto di famiglia da sito Tenute Ballasanti

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