Alle Rane Rosse il risotto di Brera

A Settimo Milanese in un complesso sportivo

07.11.2023

La sera della nostra visita all’Osteria delle Rane Rosse abbiamo in qualche modo rivalutato il “faccino contento” che è il giudizio che ti fa pensare: “Lo dirò agli amici”. Questa Osteria è inserita nel complesso di un ampio centro sportivo, conosciuto per lo più per i corsi di nuoto. Ma per non trarvi in inganno, una grande insegna indica Osteria delle Rane Rosse perché all’arrivo si ha l’impressione di aver sbagliato indirizzo dato il flusso di gente e di auto che vi accoglie. Poi c’è la via: il nome esatto sarebbe Stradascia, ma il mio navigatore si rifiuta di prendere le parole dialettali e accetta “stradaccia” (ma questa cos’è “scemenza artificiale?”).

Si salgono i gradini e l’ingresso mostra una grande sala col banco bar e una porta che dà su un gradito dehors quando il tempo lo permette. Ancor più gradito perché in sala aleggia un’aria di fritto che poi si ritrova sui vestiti. Ma a parte questo, qui si è contenti perché la scelta dei vini è misurata e soddisfacente (tutti i vini di Podere San Pietro di San Colombano al Lambro, ma anche Cascina del Pozzo, nel Roero, nostro Top di quest’anno), i titolari sono simpatici, il servizio è veloce.

La proposta del menu è forse un po’ troppo ampia, per cui non si può pretendere il massimo se in quattro ordiniamo otto cose diverse (ma è lo scotto della nostra prova).
I mondeghili o meglio le polpette di zio Arturo (12 euro) ad esempio erano mollicci e modesti (surgelati?); il piatto denominato l’Uovo di Cracco (14 euro) dichiaratamente copiato è una parodia di nome e di fatto.
Gradevoli i Verzin (12 euro), un timballo di verza ripiena di provola e verdure croccanti al curry con crema di zucca;
curioso, ma della serie “voglio ma non posso”, il Porcino nascosto (13 euro) che è un tortino di pane carasau con porcini su vellutata di pomodorini gialli.
Detto questo, però coi primi si sale e fra le 10 proposte (fra cui la zuppa dell’Osteria) ho scelto La Fregene (18 euro) ovvero una carbonara con spada saltato e uova di lompo. Ben fatto! Buoni anche i risotti scelti in una proposta di 9 e senza il paletto della porzione per due (evviva!). Per cui ecco un corretto risotto coi porcini (18 euro)
e uno dedicato a Gianni Brera, con luganega, vino rosso e fagioli borlotti. Ed è qui che il faccino sorride, perché è una bella sfida quella di proporre alla carta una teoria di risotti come questa (lo dirò agli amici!).
Ai secondi altre dieci proposte fra le più variegate: dall’hamburgher con manzo e formaggio e cavolo cappuccio alla spigola in crosta di sale. Dal polpo arrosto al burger vegetale di ceci. Per noi la Cuteléta di vitello con l’osso alla milanese, cotta nel burro chiarificato con le patate al forno (30 euro). Che dire? Normale nella sua iconicità.
La prossima volta voglio lo “Scrigno siculo” che è un bauletto di salmone in crosta di pistacchio e mini carote al burro.
Tuttavia il nostro faccino regge perché i dolci (6/8 euro) ci sono proprio piaciuti: il soufflé di cioccolato che racchiude una morbida ganasce fondente (si chiama doppia libidine);
i cannoli siciliani mignon, la pera caramellata al vino rosso su crema pasticciera e poi la Cheesecake al forno davvero ottima.
Insomma un locale dove alla fine esci soddisfatto.

P.s. hanno anche una teoria di Pinse e nell’attesa ce ne siamo fatta portare una, la bufalina (13 euro). Prima della cena, poi, l’offerta di un amuse bouche.

Osteria delle Rane Rosse

Via Stradascia, 2
Settimo Milanese (MI)
Tel. 02 49462922

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