Continuano gli assaggi dopo le principali Anteprime che ci hanno permesso, ad esempio, di approfondire la conoscenza di realtà di rilievo come la Cantina Taverna che, dopo averci colpito con il Barbaresco, si conferma anche attraverso la spumantistica. Ma in questa tornata belle sorprese arrivano anche dalla Romagna e dal Sud, dove ancora vivono vini legati a una storia ancestrale come il Marsala e il Greco di Bianco.
A Neive, la storia di questa cantina è profondamente intrecciata a quella di Ludovina Versio ("Nonna Vina"), vera pioniera che negli anni Cinquanta, rimasta vedova a soli trent'anni, ha saputo valorizzare i cru di famiglia e avviare l'imbottigliamento in proprio. Dopo il genero Piero, oggi è il nipote Roberto a guidare l'azienda che, dal 2016 e con l'ingresso dell'enologo Bisso, ha assunto un respiro sempre più internazionale, rispettando la grande vocazione per la vinificazione dei cru.
Un'accoglienza calorosa attende chi prenota una visita in cantina per scoprire i loro vini, come l'interessante Barbaresco "Senteùndes" 2022 (scoperto a Grandi Langhe), che si impone per concentrazione e un naso originale di cola e spezie. In degustazione al nostro tavolo il Piemonte Chardonnay Spumante Extra Brut Blanc de Blancs 2021 che colpisce con un colore oro e un naso di cedro unito a una speziatura intensa; in bocca è pieno, equilibrato e piacevolmente cremoso.
Sulla pittoresca costa ionica reggina, a Bianco – zona che custodisce tracce della colonizzazione greca e antichi palmenti ellenici scavati nella roccia – l'Azienda Agricola Lucà porta avanti una tradizione giunta ormai alla terza generazione. Santino Lucà, dopo aver venduto per anni uva e vino sfuso, ha deciso nel 1991 di chiudere la filiera iniziando a imbottigliare. L'azienda, che opera seguendo i metodi dell'agricoltura biologica, è un vero e proprio ecosistema che affianca alla vite anche la produzione di olio, agrumi, cereali e un allevamento allo stato brado.
In degustazione ha destato curiosità lo Spumante Bianco “Mantonico” 2023: si fa notare per un particolare colore aranciato e un naso originale che richiama la liquirizia e l'arancia candita; in bocca rivela una bolla esplosiva e una freschezza assai vivace ed esuberante.
Nelle alte Terre Maceratesi, a 400 metri di altitudine nel territorio della denominazione Verdicchio di Matelica, sorge questa tenuta fondata e guidata da Francesco Lebboroni. Nata nel 2016 con l'intento di valorizzare i vitigni autoctoni come il Verdicchio e la Malvasia, l'azienda beneficia di forti escursioni termiche tra il giorno e la notte, un fattore che regala alle uve un'attività biologica eccellente e profili aromatici di grande carattere. Interessante l'assaggio del Verdicchio di Matelica Spumante Brut “Cavalier Vincenzo” 2020, che nel calice si presenta con un bel paglierino chiaro; al naso regala profumi fini ed eleganti, mentre al palato mostra un'impostazione decisa e ben strutturata. Ottima impressione, poi, per il Verdicchio di Matelica “Brondoleto” Riserva 2022: di colore paglierino chiaro, regala un naso ampio ed elegante con sentori morbidi di prugna gialla. In bocca risulta pieno e setoso, evidenziando una bellissima mineralità.
Nata a metà degli anni '70 per mano di Graziano Santucci, Rio Maggio è oggi un solido punto di riferimento nel panorama marchigiano grazie al lavoro e alla visione del figlio Simone e della moglie Tiziana. A Montegranaro, circondati da colline e a pochi chilometri dal mare, hanno valorizzato con grande intuito vitigni autoctoni e internazionali. La storica Contrada Vallone ospita impianti di 35 anni da cui nascono referenze di fascia alta. Per gli amanti dell'enoturismo, la tenuta offre inoltre un'accogliente casa vacanze circondata dai vigneti per soggiorni all'insegna del relax.
In degustazione si è distinto il Falerio Pecorino “Colle Monteverde” 2024: di colore tendente all'oro, ha naso intenso, terroso e minerale dove emerge un leggero idrocarburo. In bocca ha carattere: è tannico, amaricante. Si fa apprezzare anche il Rosso Piceno “Vallone” 2021: dal colore impenetrabile, sfoggia un naso sugoso, fruttato, con richiami di grafite e ruspanti note animali; in bocca è pieno, di buon equilibrio e ravvivato da un'acidità che spicca piacevolmente. Anzi, possiamo dirlo? Ma quanto è buono il Rosso Piceno? Di questa e di altre cantine, per un territorio che merita attenzione.
Nel cuore dell'Appennino Romagnolo, Angelo e Francesco Costa portano avanti il sogno avviato più di vent'anni fa dal padre Maurizio. Innamoratosi di questi luoghi, Maurizio scoprì, celato dai rovi, un antico vigneto ad alberello di sangiovese piantato nel 1922, un'autentica rarità per la Romagna e per l'Italia. Oggi l'azienda si estende su 113 ettari tra boschi e prati disposti ad anfiteatro, contando 14 ettari vitati e oggi nella produzione vitivinicola è accompagnata dall'enologo Donato Lanati.
Tra gli assaggi, il Rubicone Rosso “MoDi” 2023, mix ben riuscito di merlot, cabernet sauvignon e sangiovese, colpisce con un naso pieno e intenso che richiama il cioccolato; al palato è altrettanto intenso e pieno, con un tannino invitante e sugoso. Il Romagna Sangiovese di Modigliana “Cento” 2022 si presenta invece con un naso avvolgente e terroso, concentrato, arricchito da intriganti note di caffè; in bocca il tannino si fa sentire con forte carattere.
Dalla fine dell'Ottocento la famiglia Frazzitta è sinonimo di eccellenza nel Trapanese per la produzione di mosti e vini. Fu Agostino, nel 1938, a dare una decisa impronta industriale all'attività, poi proseguita dal figlio Giacomo e oggi dai nipoti Alessandro e Agostino. Questa cantina storica esporta oggi con grande successo offrendo una gamma che spazia dai celebri Marsala ai vini liquorosi fino ai grandi classici da tavola siciliani.
Il Marsala Vergine Oro Secco 2004 si veste di un'elegante ambra e dona un naso fine di frutta secca, uva passa e caffè; in bocca ritorna questa seducente nota torrefatta, accompagnata da un'acidità ancora ben presente. Pare fargli da contraltare la versione dolce, il Marsala Superiore Ambra dolce che nonostante la spiccata avvolgenza delle note di dattero e frutta secca, mantiene una bella acidità.
RIDOLFI - Montalcino (Si)
Il Brunello di Montalcino 2021 esibisce un colore porpora e un naso fine ed elegante, dove la viola e la ciliegia si accompagnano a una sfumatura animale; in bocca è pieno, lungo e decisamente elegante. Un Brunello davvero notevole, ben conosciuto ai visitatori di Golosaria!