Seconda degustazione dell’anno, per stare al ritmo

Taccuino di degustazione: i vini che ci hanno convinto (e quelli che aspettiamo)

22.01.2026

Eccoci di nuovo al tavolo di degustazione, per una carrellata di vini che integrano quando già abbiamo conosciuto. Per esempio l’azienda Paolo Leo è stata destinataria del riconoscimento più importante dei nostri assaggi, ossia la menzione di vini TOP dei TOP dei vini Rossi. E ora ci ha mandato altre bottiglie, di cui vi rendiamo partecipi.
In questa degustazione appaiono poi molte singole bottiglie che ci hanno colpito (prossimamente chiederemo l’assaggio del resto della produzione). Teniamo conto che non tutti i vini che assaggiamo vengono recensiti: solo i migliori. Quindi segnatevi dove alzare il calice sulle nostre rotte di assaggio.

PAOLO LEO - San Donaci (Br)

Quando lo scorso anno assaggiamo la Malvasia Nera “Mora Mora”, fummo tutti concordi nel dire: questo è il Top dei Top Rossi. Freschezza, frutto, un vino da mordere più che da bere. Oggi torniamo ad assaggiare i vini di questa cantina che si conferma grande.
Piccolo ripasso: siamo nel cuore del Salento dove si sviluppa una storia familiare che attraversa cinque generazioni di viticoltori, culminata oggi nella guida di Paolo Leo affiancato dalla moglie Roberta e dai figli Nicola, Stefano, Francesco e Alessandro. Oltre settanta ettari di vigneti che ospitano i vitigni autoctoni della zona, tra cui primitivo, negroamaro e malvasia bianca e nera di Lecce.
Il Primitivo di Manduria “Passo del Cardinale” 2023 ha lo stesso stile del "Mora Mora". Un colore impenetrabile e un naso di marmellata, in bocca è pieno, sugoso, con un'acidità graffiante. Il Primitivo di Manduria “Giunonico” Riserva 2018 si presenta ancor più scuro; al naso si percepisce già l'alcol e in bocca senti la ciliegia che trovavi già all'olfatto. E’ morbido, equilibrato, piacente, da massimo dei voti, per capirci. L’assaggio migliore sarà però il Puglia Negroamaro “Taccorosso” 2018 che offre pepe, note speziate e cuoio; in bocca ha acidità, tannini ed è piacevolmente sugoso.

TONINI - Isera (Tn)

Quattro ettari tra i 200 e gli 800 metri di altitudine: è questa la realtà di Marco Tonini e della moglie Paola, che con i figli Filippo, Anna e Caterina operano nel rispetto di tradizioni e ambiente. Un impegno premiato con il Trento doc Metodo Classico Brut Nature, nostro Top Hundred 2016 che abbiamo riassaggiato quest’anno, confermando il giudizio. Siamo a casa di un grande vignaiolo che ritroviamo ora anche nel Trentodoc MC “Le Grile” Riserva 2018. Ha un colore oro brillante e un naso minerale con sentori di crema pasticcera di grande eleganza. In bocca è ricco ma la bolla resta molto fine accompagnato da una nota boisé e amaricante per un sorso lungo, acido e pieno. Perfetto, piacevole, comme il faut il Marzemino d’Isera Trentino Superiore 2022: ha colore intenso e profumo floreale con note di erbe officinali e ciliegia. In bocca è un vino equilibrato, corretto e tannico. Ti fa innamorare.

ZUANI - San Floriano del Collio (Go)

Questa cantina, che premiammo agli inizi è opera della titolare Patrizia Felluga che la conduce insieme ai figli Antonio e Caterina: un perfetto esempio delle potenzialità del Collio Goriziano. I vigneti si estendono su un terreno ricco di marna arenaria, conosciuto come “ponca”, con un microclima caratterizzato dalle brezze marine.
Tra i vini spicca il Collio Bianco “Vigne”, da uve friulano, chardonnay, pinot grigio e sauvignon, già nostro Top Hundred nel lontano 2004. Nell’annata 2024 ha colore paglierino che tende all'oro; naso floreale di pera e menta. In bocca ha corpo, bellissima sapidità e moderata acidità. Uno dei migliori bianchi assaggiati in questi mesi. E si riprende tutti i 5 asterischi della perfezione. La Ribolla Gialla “Sodevo” 2024 ha riflessi verdognoli e note di erbe officinali, frutta, pera e sambuco. In bocca ha una bella pienezza, quasi tannico, per un sorso capace di evocare la polpa di frutta. Grande anche questo!

LA PRENDINA - Monzambano (Mn)

Nata nel 1958, La Prendina entra nel mondo del vino grazie a Gualtiero Marchesi che le commissiona un vino. Dal 1990 fa parte della galassia Cavalchina ed è oggi una realtà prestigiosa dell'enologia mantovana, anche grazie all’adozione degli standard di agricoltura biologica. Ora, preparatevi, perché quello che assaggerete non lo immaginerete: sarà molto di più. Orgoglio della cantina è il Garda Spumante Brut Metodo Classico Cuvée Maison, da noi premiato fra i Top Hundred nel 2022. Oggi però una sorpresa l’assaggio dei rossi di carattere (e caratura) internazionale. Il Garda Cabernet Sauvignon “Falcone” 2023 ha colore rubino fitto e naso intenso di peperone, noce e cuoio. In bocca è caldo, potente con un tannino amaricante ruvido. Il Garda Merlot “Faial” 2022, rubino carico, offre note di polpa di frutta esotica (Dragon Fruit); in bocca è potente, caldo, intenso e molto fine. Applausi anche per il rosso della casa madre, La Cavalchina. Il Bardolino Superiore “Santa Lucia” 2023 (corvina, rondinella, marzemino) fa scuola: ha un rubino scarico e profuma di piccoli frutti, amarena e inchiostro. In bocca è finissimo, con tannino leggermente amaricante, filigranoso e molto lungo. Attenzione, tutti questi rossi hanno raggiunto il massimo dei voti: il 10, che corrisponde ai nostri 5 ***** (e forse la lode verrebbe da consegnarla al Bardolino).

LIBRANDI - Cirò Marina (Kr)

La famiglia Librandi prosegue dal 1953 un'attività focalizzata sulla narrazione enologica della Calabria, gestendo un patrimonio agricolo che integra colture storiche e biodiversità, con la consulenza dell'enologo Donato Lanati.
Tra i vini di punta si segnalano il Gravello (Top Hundred nella prima edizione del 2002) e il Calabria “Megonio” (nostro Top Hundred 2008) e infine il Brut Rosato “Rosaneti” (Top Hundred Storico 2023). L’ultimo assaggio li conferma, anche per quanto ci riguarda, ai vertici della viticoltura calabrese. Il Calabria “Megonio” 2023 da uve magliocco in purezza ha colore rubino con unghia violacea; naso profumato, molto fine e vegetale. In bocca c’è grande armonia ed equilibrio. Il Calabria Rosso “Gravello” 2023, da gaglioppo e cabernet sauvignon, ha un naso molto elegante perfettamente coerente con l'assaggio: c'è la finezza dei fiori e un accenno di cacao che poi si sente in bocca, dov'è vellutato e filigranoso. Un grandissimo Rosso, che ci conferma l’intuizione degli inizi.

GLI ALTRI ASSAGGI

CAMOI – Susegana (Tv)
Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Brut 2025, di colore paglierino, ha una bella bollicine espressiva. Al naso è particolarmente interessante con profumi erbacei e speziati, accompagnati da una nota gessosa. In bocca è diretto, con una spiccata acidità e un bel finale secco.

LA BUSE DAL LOF – Prepotto (Ud)
Molto interessante il Friuli Colli Orientali Malvasia 2022: di colore che tende all'oro, naso di gesso e ananas. In bocca ha l'acidità che resta a lungo e prolunga il sorso. Aspettiamo di assaggiare l’intera gamma.
DE MARTIN – Sospirolo (Bl)
Nonostante lo stile non sia proprio nelle nostre corde, resta comunque interessante l’assaggio del Vino Frizzante Bianco “Natìo” 2018. Di colore oro leggermente velato, spiccano le note di lieviti, la frutta sotto spirito e la parte sapida che emerge già al naso a ricordare i bei tempi del burro e acciuga. In bocca è sapido con un'acidità che va a mille, com’è proprio dei vini che guardano alla produzione cosiddetta naturale.
PIO CESARE – Alba (Cn)
Il Langhe Chardonnay “L’Altro” 2024 è figlio di questa grande cantina e si sente. Perché è un primo della classe. Di colore paglierino brillante, al naso ha note di foglia di alloro, pera e minerale. Elegante, in bocca è placido, con una bella acidità.
TENUTA CARRETTA – Piobesi d'Alba (Cn)
Ci piace il Riesling nelle Langhe che dimostrano di avere un terreno particolarmente adatto a queste uve. Lo dimostra anche questo Langhe Riesling “Campofranco” 2022: colore paglierino, al naso ci sono le note fini di idrocarburi e uva fragola. In bocca è dritto, intenso, di corpo con un finale amaricante.
FONZONE – Paternopoli (Av)
Anche in questo caso un campione su cui scommettere. L’ Irpinia Falanghina “Le Mattine” 2023 ha colore oro, naso intenso e ricco di prugna gialla con sfumature floreali. Elegante e diretto, come ci si aspetta da una grande cantina.
LA MALIOSA – Manciano (Gr)
La Maliosa è una cantina della nostra predilezione, che abbiamo scoperto fin dagli inizi della sua avventura e di cui ci siamo innamorati, tanto che il suo Bianco, nel 2013 fu Top dei Top del Golosario. E anche questa versione Orange, riesce a stupirci in positivo. Si tratta del Toscana Bianco “Uni” 2024: da uve procanico, con un naso che confonde, prima metallico ma poi caldo che dà spazio ai lieviti. In bocca eccelle: tannico, asciutto, ha corpo e un finale molto pulito.
AZ. AGR. GIORGIA GRANDE – Cornice (Sp)
Cantina piccola anzi quasi microscopica in un lembo di terra, a Sesta Godano, sopra La Spezia, dove ogni metro di terra coltivato deve essere strappato alla collina e al mare. lI Vino Bianco “Nàn”, dalle uve tipiche della zona come bosco, vermentino, albarola, ha colore oro velato e un naso di frutta matura. In bocca è corretto, fine, con un’acidità composta. Un naturale ben fatto, piacevole, di grande freschezza.
IL ROCCOLO DI MEZZOMERICO – Mezzomerico (No)
Lo avevamo notato inizialmente a Taste Alto Piemonte e abbiamo voluto riassaggiarlo. Il Colline Novaresi Nebbiolo “Anfora” 2019 infatti è un vino che merita tempo, come tutti i grandi Nebbiolo. Qui come dice il nome c’è l’utilizzo dell’anfora e il risultato è notevole. Di color rubino con unghia leggermente aranciata, ha naso complesso, di confettura di fragola, speziato, che alla seconda olfazione lascia emergere la viola nella sua suadenza. In bocca è tannico, elegante con un finale molto lungo.
PETROGNANO – Montelupo Fiorentino (Fi)
Speriamo di trovarne tanti di Chianti così alle prossime Anteprime di febbraio. Perchè questo Chianti Superiore “Meme” 2024 può sicuramente dire la sua. Di colore rubino trasparente, al naso mixa mammola e incenso. In bocca è fine, elegante con una bella acidità, molto equilibrato.
LUNGAROTTI – Torgiano (Pg)
Il Torgiano Rosso “Rubesco Vigna Monticchio” (fu Top nel 2004, anche se non ancora “Vigna Monticchio”), da un uvaggio di sangiovese e colorino, è un’istituzione del vino italiano. Il 2020 naturalmente non esce dal seminato: ha colore fitto, concentrato, un naso di piccoli frutti accompagnato da una leggera nota boisé. Al naso spinge alcol e acidità, in bocca trovi grande equilibrio. Un perfettino che può sedere alla tavola dei Grandi nel mondo.
ROCCOLO DEL LAGO – Lazise (Vr)
C’era aspettativa per questo vino che si presenta - fin dalla bottiglia decisamente importante - come un rosso di pregio. Non tradisce (ma nemmeno stupisce) questa Corvina Veronese 2021: di colore rubino con unghia sul viola, naso fine, vegetale che lascia poi spazio alla mora. In bocca ha equilibrio, ritorna la nota floreale.

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