Sono stato felice di questa serata in solitaria, che attendevo di fare da tempo perché i vari collaboratori della nostra guida manifestavano entusiasmo per una tavola in evoluzione, mai sempre uguale, dove si sperimenta con sicurezza e gioia.
E allora sono arrivato un sabato sera, posteggiando sulla piazza davanti alla stazione, per entrare dalla porticina che ti immette nella doppia sala che guarda il dehor. Un luogo immediatamente rilassante, prima di essere elegante (e lo è). Lo sottolineo perché talvolta i locali che puntano in alto guardano più all’eleganza… senza accorgersi che poi diventano freddi. Qui invece c’è un aspetto che colpisce veramente, ed è l’armonia, che fa parte anche della serenità con cui la brigata di cucina lavora (qui non sentirete mai le urla del genere Si Chef!). E anche il personale in sala è così: sorridente, attento, ma mai invadente. Giovanni Grasso (che copre la figura di managing director) è solitamente qui e quella sera si divideva fra la sala e la cucina, mentre il cellulare lo informava di come andavano le altre imprese del gruppo: il RistOrto CasaFormat e la pizzeria contemporanea SP143 a Tetti Valfrè di Orbassano; quindi l’enoteca la Credenza in corso De Gasperi a Torino, oltre ai i richiestissimi catering, che erano in corso anche quel sabato sera. Tutto questo, in altre parole, è il frutto di un welfare in atto o di quella che passa sotto la parola sostenibilità; ma il fatto è che nella Credenza Group c’è un personale fedele che lavora con Giovanni da diversi lustri per una compagina di ben 45 elementi. Poi ci sono delle teste di ponte, che hanno i nomi di Igor Macchia, il quale ha assunto la funzione di corporate chef accanto a Chiara Parravicini e Ivan Onorato, altri due chef fondamentali.
Detto questo l’approccio di una serata può essere con i Menù Degustazione: “6 portate per conoscere la nostra cucina” a 130€ oppure il Menù Gastronomico “per approfondire la nostra cucina” a 145€. Entrambi hanno una proposta doppia di vini in abbinamento, seguito da un ottimo sommelier.
Per me, quella sera, una serie di piatti alla carta, dopo una gradevole offerta di amuse bouche - pane e oliva e tappo di Vermouth con fermentato di pompelmo - che hanno la funzione di dettare la linea della cucina: ossia la purezza dei sapori, la loro vivida riconoscibilità, senza barocchismi di sorta.
Ai secondi si vira su un geniale guazzetto di polpo, con ragù di pomodoro, fragole, pecorino (euro 44)
via Cavour, 22
San Maurizio Canavese (TO)
tel 011 927 8014
(provato il 4 luglio 2026)