Siamo a due passi dal centro storico, già in vista del Castello. Appena imboccato un vicolo in terra battuta, ecco l'ingresso dell'Enoteca 325. Superiamo la soglia e l'impressione è quella di entrare in un altro mondo: attraversata la bella sala in legno con bottiglie storiche a fare da decorazione sugli scaffali alle pareti, sbuchiamo nel tranquillo dehors appartato in un cortiletto interno, dove veniamo subito fatti accomodare.
Sei tavoli rustici in legno con spartane sedie di ferro appoggiate sulla ghiaia sotto una topia di uva fragola con i grappoli in via di maturazione. Ci troviamo in una
piola in piena regola, ma di quelle autentiche, ormai quasi impossibili da trovare nei centri urbani. E come nelle piole il menu, anzi la "Piccola Cucina", come sta scritto in testa al foglio che ci viene proposto, ha soltanto tre voci: antipasti-pietanze-dessert. Oltre a una nota a fondo pagina che minaccia 5 euro di servizio per gli astemi contro i 2 previsti normalmente. E questo perché già dal nome - 325 erano le botti che la Marchesa di Barolo inviò in omaggio a re Carlo Alberto, una per ogni giorno dell'anno quaresima esclusa - è chiaro che qui
è il vino a farla da padrone. Una carta decisamente ampia e molto interessante, una vera finestra sul mondo del vino nazionale e internazionale, con particolare attenzione a champagne e bollicine.
Iniziamo con a
cciughe rosse di Spagna e burro di cascina: ottime acciughe molto piccanti e burro cremoso su crostini ai 5 cereali che per la verità avremmo preferito più morbidi.
Decisamente radiosa invece la
carne cruda con bagna freida, variante estiva del piatto tradizionale, dove la potenza dell'acciuga è appena temperata dall'aggiunta di qualche goccia di limone.
Molto buoni i classici agnolotti del
plin burro e salvia, serviti in dose generosa e accompagnati da grana grattugiato di fresco nella formaggera;
e davvero di nuovo radioso il
carpione misto: vitello, uovo e zucchine, dove l'aceto, dosato con mano sicura, valorizza in pieno i singoli ingredienti senza coprirli.
Come non chiudere infine con un piemontesissimo
bonet della nonna, dalla perfetta esecuzione, compresa l'aggiunta di cucchiaino di polvere di caffè per valorizzare il gusto della graniglia di nocciole?
Piatti in apparenza semplici ma coraggiosi nella resa dei sapori finalmente non omologati alla moda "per turisti". Certo, qui necessita un ritorno nella stagione autunnale, quando la cucina piemontese esprime il meglio della sua tradizione.
Ottimo il caffé servito dal "bricco" e corretto il conto finale. (visitato il 25/06/2025)
Enoteca 325
Vicolo S. Lorenzo, 1
Rivoli (To)
Tel. 011 9580943