SOS da un agriturismo senza elettricità a Cerrione nel Biellese

Costretti a chiudere senza un motivo, se non l’assenza di risposte

09.10.2026

Riceviamo e comunichiamo una segnalazione di disservizi che nel 2026, in un Paese come l’Italia, stabilmente inserita tra le nazioni più sviluppate al mondo, e ancor di più in una provincia, quella di Biella, noto distretto industriale che negli ultimi anni sta anche evolvendo positivamente in termini di qualità dell’offerta enogastronomica e di accoglienza enoturistica, non deve accadere. E se tali problematiche, inoltre, perdurano nel tempo e costringono un’attività ristorativa e di accoglienza a chiudere, allora una riflessione attenta e seria deve essere posta al centro. Anche a luce dei sacrifici quotidiani compiuti in un’epoca nella quale il contesto mondiale non aiuta.

Eccoci dunque nel cuore della natura biellese, nel bell'agriturismo di Laura Formagnana e Federico Zegna: una cucina stagionale e prevalentemente vegetariana, attenta alla biodiversità e al territorio. Gli spazi interni ed esterni accolgono gli ospiti con calore. In carta, birre e vini locali. Il menu segue la disponibilità dell’orto e include anche ingredienti di origine animale da filiere sostenibili…. ma “temporaneamente” chiude. E scopriamo il perché.
Facendo presente che la “questione irrisolvibile" riguarda… l’energia elettrica. Ripetiamo: l’energia elettrica. L’essenziale, la base, per una società civile. Non certo la possibilità di volare su Marte o di viaggiare nel tempo.

Sono gli stessi titolari, Laura e Federico a dircelo:
"Fa male dover scrivere la parola “chiuso” dopo tanti sacrifici, tanto impegno e tutte le energie investite in questa attività. Purtroppo ci sono situazioni che non dipendono da noi e che, nonostante tutti i nostri tentativi, non siamo riusciti a risolvere. Abbiamo fatto tutto il possibile per continuare a lavorare, cercando soluzioni anche provvisorie a una situazione che, francamente, ha dell’assurdo. Nel 2026, non avere la corrente elettrica necessaria per poter lavorare è paradossale. Abbiamo presentato la richiesta per un contatore all’inizio del 2025 e, a oggi, ne siamo ancora sprovvisti. Nel frattempo abbiamo cercato di arrangiarci collegandoci al contatore di casa, tentando di riuscire a lavorare almeno un giorno alla settimana, staccando tutto il resto e rinunciando a utilizzare parte delle attrezzature necessarie. Il tutto con la costante preoccupazione che, da un momento all’altro, potesse saltare la corrente. Ci è stata inoltre negata la possibilità di aumentare la potenza attualmente disponibile. Questa estate è stato poi riscontrato un importante problema di tensione sulla linea, una situazione che ci ha costretti a sospendere sia l’attività agrituristica sia quella di gastronomia agricola. Ci troviamo da mesi alle prese con una situazione che sembra non avere una soluzione, tra tempi burocratici e autorizzazioni di cui non ci è stata data, almeno fino a oggi, una spiegazione chiara. Parliamo, tra l’altro, di un contatore trifase da 6 kW, non certo di un impianto straordinario, che abbiamo già pagato nel 2025. Non chiediamo privilegi. Chiediamo solo di poter lavorare. Chiediamo che qualcuno ci dia delle risposte, che ci spieghi quali siano i problemi e soprattutto quali siano i tempi necessari per poter finalmente tornare a lavorare. Ci sono persone, lavoro, sacrifici e un’attività che rischia di fermarsi".

Ci chiediamo: chi dovrebbe dare queste risposte riceve uno stipendio? E se sì, non crede che si debba vergognare?

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