Essenziale, crudo, stagionale: il pinzimonio, per anni relegato al ruolo di antipasto “di servizio”, sta vivendo una nuova stagione di gloria. In un’epoca in cui la cucina guarda con sempre maggiore attenzione alla qualità della materia prima, alla leggerezza e al rispetto della stagionalità, questo rito antico della tavola italiana torna protagonista, reinterpretato da chef, ristoratori e appassionati del mangiare consapevole.
Il pinzimonio non è una ricetta, ma un gesto: verdure freschissime, rigorosamente di stagione, immerse o appena sfiorate da un buon olio extravergine d’oliva, talvolta arricchito da sale, pepe, limone o erbe aromatiche. Un gesto che racconta territori, oli, orti e tempi lenti. Ed è proprio qui che si inserisce il suo valore contemporaneo: il pinzimonio diventa una lente attraverso cui leggere l’evoluzione del gusto e del territorio. Primavera ed estate sono le sue stagioni d’elezione. Carote novelle, finocchi croccanti, sedano, ravanelli, zucchine chiare, peperoni verdi, cetrioli, ma anche asparagi crudi, puntarelle e taccole. Ma attenzione: la stagionalità non è un limite, piuttosto un invito a variare: in autunno arrivano cardi, rape, cavolfiori crudi e sedano rapa, mentre l’inverno può sorprendere con indivia belga, finocchi tardivi e carote viola. Ogni stagione ha il suo pinzimonio, se si accetta la sfida dell’orto.
Il vero protagonista resta però l’olio extravergine d’oliva. Non un semplice condimento, ma un ingrediente centrale, scelto per varietà, intensità e provenienza. Il pinzimonio diventa così anche uno strumento di degustazione, un modo diretto e immediato per raccontare l’olio e la sua identità. Ed è per questo motivo che la “ricetta” da elaborare nelle tante feste che animeranno le piazze dei comuni monferrini protagonisti della XX edizione di Golosaria Monferrato 2026 - 16 e 17 maggio 2026 - è proprio quella del pinzimonio condito con l’olio Evo del Monferrato, dove l’olivicoltura è in forte crescita - oggi si contano circa 300.000 piante - dopo un lungo periodo di abbandono storico e oggi sta riemergendo con prodotti di alta qualità e forte identità locale.
Paesi come Olivola e Moncalvo si sono distinti per la produzione di olio extra vergine di oliva e sono stati riconosciuti come “Città dell’Olio” (le prime ad ottenere questo riconoscimento in Piemonte), simbolo dell’impegno locale nella cultura oleicola, e sono nate associazioni ed iniziative come marchi territoriali tipo “Ramolivo” o consorzi dedicati alla promozione dell’olio (Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione dell'Olio Extravergine di Oliva del Piemonte).