Sant’Agostino, una nuova tavola di grande cucina italiana che vale il viaggio!

A Piacenza, Mauro Brina ha creato un luogo di gusto dove il servizio è impeccabile e i piatti un racconto personale ed entusiasmante di profumi e sapori del nostro Paese

08.01.2026

È il ristorante da sogno che mancava. È una recente apertura che dopo qualche mese di attività sta dimostrando che quando ci sono grande professionalità e intelligenza il rischio di avviare un nuovo locale, certo, non è eliminato, ma arrivando da subito riscontri positivi, il cammino è spedito. E per noi, è l’emozione di condividere con voi una scoperta di un indirizzo che, già a inizio 2026, si conquista meritatamente un ruolo di primo piano nella nostra guida IlGolosarioRistoranti, e che, siamo certi, sarà famoso.

Stiamo parlando del ristorante Sant’Agostino di Piacenza, creatura di Mauro Brina, classe 1990, un percorso che potrebbe essere d’ispirazione per tutti i giovani che vogliano lavorare nella ristorazione, visto che consapevole che per arrivare al successo occorre fatica, prima ha fatto lunga gavetta ai fornelli (nel suo curriculum La Piazzetta di Brescia, Da Nadia in Franciacorta e Da Vittorio a Brusaporto), poi ha guidato per due anni la cucina di Or Cucina d’Arte ad Agazzano (Pc) e, successivamente, per quattro anni quella di Sensi a Rivergaro (Pc), ottenendo prestigiosi riconoscimenti in entrambi i locali, e infine, negli scorsi mesi, ha fatto il salto, aprendo la sua attività.
Il ristorante, come dice l’insegna, è all’interno del complesso monumentale di Sant’Agostino, e in particolare nello spazio che un tempo ospitava la falegnameria del Monastero, con l’ambiente che, grazie a sapiente ristrutturazione, vi accoglie con una sala di eleganza moderna, ampia, caratterizzata da arredamento di design dove si alternano i colori grigio e verde acqua, con pochi tavoli alla giusta distanza che fanno intuire come qui la cura del cliente sia sartoriale, e con la grande “luna” sospesa davanti all’ingresso, che indica la volontà di fare sognare.
Sul menu campeggia la scritta “Sant’Agostino, luogo del gusto”, e diciamo subito che definizione più azzeccata non potrebbe esserci, perché se il personale di sala assicura un servizio professionale e impeccabile, a rendere la sosta qui un’esperienza da ricordare, è la cucina, geniale, golosa, che sfugge alle consuete definizioni (territoriale, tradizionale, classica, creativa) perché in modo personale, “sagace”, ne è felice sintesi, raccontando, sì, territorio e tradizione, ma con la classicità francese, che attraverso fondi e salse, ispira una creatività ragionata, con il risultato che i piatti conquistano per l’armonia di colori, profumi e sapori, formidabile.

Mentre gustate l’aperitivo, decidete se seguire uno dei due percorsi di degustazione (“Piacenza a modo mio” o “Oltre i confini ma non troppo”) o se spaziare liberamente tra i piatti della carta, e affidatevi all’ottimo Nicolò Rusca, sommelier, per scegliere cosa bere in abbinamento, valutando se orientarvi su proposte al calice o su bottiglie della interessante cantina, in cui sono presenti sia vini di produttori celebri sia di piccoli vignaioli poco noti.
Dopo l’arrivo in tavola di pane fatto in casa, stragoloso pane sfogliato e assaggio di un buonissimo olio extravergine di oliva di un produttore del piacentino.
Via con colazione salata: scampi, spuma di patate, crumble all’olio evo, tartufo, croissant o con lumache piacentine, funghi di stagione, spuma di polenta taragna.
Poi, imperdibile un mare di pisarei: cruditè di crostacei, lime, fagiolana di Cerignale, geniale versione “marinara” del piatto della tradizione che è orgoglio del piacentino, o anolini di canapa, Wagyu lodigiano, brodo di terza allo zenzero.
Di secondo, un piatto che vale il viaggio, la zuppa di pesci nostrani e crostacei del mar Ligure, per quanto ci riguarda, una delle migliori interpretazioni mai gustate.
Quindi, un colpo magistrale che vi sorprenderà, La tagliatella che non ti aspetti, “primo” piatto che vi verrà proposto a questo punto, perché le tagliatelle, preparate con farina di semi di lino dell’azienda Landini di Fiorenzuola d’Arda, avranno come sugo quello che è rimasto nel tegame della zuppa di pesce, una leccornia pensata nel segno della sostenibilità, ma soprattutto per prolungare l’emozione del vostro secondo.
Di dessert torta di rose con zabaione freddo
o Monte Penice (mousse di castagne, crema di marroni, frutti rossi, frolla al cacao), prima che caffè e coccole finali concludano una sosta, che anche per lo straordinario rapporto qualità prezzo, visto la ragionevolezza del conto, non vedrete l’ora di ripetere!
Mauro Brina e il suo Sant’Agostino saranno famosi! (provato il 03 gennaio 2026)

Ristorante Sant’Agostino

Via Pietro Giordani, 14
Piacenza
Tel. 0523604703 - cell. 3332003603

 

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