Ostuni, la rinascita della DOC nel segno degli autoctoni e del design

Su ilGusto.it Paolo Massobrio è in Valle d'Itria con un progetto che unisce agricoltura biologica, innovazione enologica e una cantina d'avanguardia

20.05.2025

Questa settimana Paolo Massobrio è nella "Città Bianca", Ostuni, dove un ambizioso progetto enologico celebra i suoi primi dieci anni ridefinendo la viticoltura contemporanea attraverso la valorizzazione dei vitigni autoctoni. L'obiettivo è quello di riportare alla luce il potenziale della DOC Ostuni, istituita nel 1972 ma col tempo trascurata. Ispirata alla figura di Amalberga di Temse, protettrice di agricoltori e marinai, l'iniziativa nasce dalla visione dell'imprenditore agricolo locale Dario De Pascale, affiancato dalla moglie enologa Gloria Battista e dall'imprenditore Roberto Fracassetti. Il team si è presto arricchito di figure chiave come l'enologo Valentino Ciarla e il socio Roberto Candia, oltre a collaboratori storici come la cantiniera Doriana La Porta e il responsabile commerciale Marco Saracino. Questo gruppo coeso opera in regime biologico con un forte accento sulla sostenibilità, gestendo undici ettari di proprietà su terre rosse a 300 metri di altitudine, cui si aggiungono dodici ettari di aziende conferitrici. Qui si coltivano perle locali come bianco d'Alessano, francavidda, impigno, minutolo, verdeca, ottavianello, oltre ai più noti primitivo, susumaniello, aleatico e negroamaro, con alcuni vigneti storici che superano i 60-70 anni d'età.

Fiore all'occhiello del progetto è l'innovativa cantina di design, ultimata lo scorso anno e sviluppata su due piani interrati. Non solo un luogo di vinificazione, ma un polo dedicato all'accoglienza, all'arte e alla cultura, completato da un parco con punto vendita in un antico trullo saraceno ristrutturato, un wine bar e un ristorante agricolo a Km 0.

Le degustazioni confermano l'eccellenza del percorso intrapreso. L'Ostuni Bianco "Stùne" 2024 (impigno e francavidda) colpisce per freschezza, eleganza e una piacevole sapidità. La sua versione rossa, l'Ostuni Rosso Ottavianello "Stùne" 2024, si distingue per equilibrio e tannini diretti, con note speziate nell'annata 2023. Straordinario il Salento Verdeca 2023, da vigne di oltre sessant'anni, definito da Massobrio "il miglior Verdeca mai assaggiato" per la sua pienezza e mineralità tagliente. Altrettanto entusiasmante il Puglia Francavilla 2024, un raro vitigno che regala un sorso elegante, diritto e sapido, promettendo un'evoluzione intrigante.
Completano la gamma un piacevole Salento Susumaniello, un notevole Salento Primitivo 2019, un corretto Salento Negroamaro Rosato 2024 e il curioso "Ciò Ciò", un vino da tavola aranciato che rievoca le vinificazioni rustiche di un tempo, rese contemporanee. Questa realtà vitivinicola, intercettata a Vinitaly, apre nuovi orizzonti per la Puglia enoica, fondendo anima autoctona e contadina con genialità enologica applicata.

Amalberga

SP 17, km 6
Ostuni (Br)
Tel. 0831334212

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