Marketing d'emergenza

Ecco le strategie da attuare in tempo di lockdown (e non solo)

05.04.2020


Esiste una cura da quarantena, per ripartire con più energie e con nuove idee. Però, no, stare seduti inermi di fronte allo schermo non aiuta. Quindi, tastiera alla mano, vediamo cosa fare. 

Ripensiamo la nostra comunicazione

In periodi di pace, il 99% del vostro tempo come imprenditori è dedicato al fare. Correre dietro a scadenze, risolvere qualche problema, preparare l’ultima consegna e così via. Oggi invece c’è il tempo di riflettere, di ponderare con più calma progetti che non si è mai riusciti a far decollare a pieno, dare seguito a qualche intuizione per inventare nuove soluzioni per la vostra attività.  Il tempo necessario a dare il giusto ordine alle cose, a riscoprire un ordine di priorità. Il tempo per prepararsi al meglio ed essere pronti a fare la differenza alla ripartenza.
Ad esempio possiamo riorganizzare il sito web, che è da un paio di anni che non aggiorniamo, ripartire con l’invio di una newsletter per farsi sentire vicini ai propri clienti, informandoli di quello che stiamo facendo in questo periodo o cosa attiveremo nei prossimi mesi, sistemare quel file Excel che non vede luce dall’ultima fiera, trasformandolo in un vero database strategico. Sono i giorni giusti per fare quelle cose utilissime per la nostra azienda, ma che abbiamo rimandato troppe volte “a domani”.

Possiamo dare continuità alla nostra attività

Ovviamente non si campa di sole idee, pertanto la priorità è salvaguardare la continuità aziendale anche in questo periodo d’incertezza. Il settore agroalimentare, pur con diverse limitazioni è preservato, quindi si può continuare a lavorare. Come? Fornendo direttamente il consumatore finale, senza però dimenticare i clienti aziendali. Bar e ristoranti ad esempio, oggi vivono una forte difficoltà e se sostenuti con azioni a sostegno (scontistiche per future ordinazioni, collaborazioni per delivery) la loro riconoscenza potrà essere la prima “benzina” per una forte ripartenza.

Per arrivare direttamente al consumatore finale, oggi unico vero target disponibile, va ricalibrata l’azione commerciale attraverso servizi di consegna a domicilio, sfruttando canali propri (social, e-commerce) o una delle tante piattaforme a disposizione o che stanno nascendo proprio a seguito di questa emergenza come www.iorestoacasa.delivery. Se pre-Covid19, la vendita on-line era un’occasione in più, oggi è la strada maestra. l'ecommerce da occasione in più diventato strada maestra Perché con un carrello virtuale tra le mani il cliente può riscoprire la gioia di fare acquisti, senza ansie, paure e lunghe attese. Può andare direttamente alla ricerca di prodotti insoliti da sperimentare o da cucinare. La delivery non è certo semplice da gestire, ma può essere organizzata in collaborazione con qualche vostro distributore, fornitore o con un locale a cui normalmente vendete, per unire le forze e garantire qualcosa di non banale, che sappia stupire o semplicemente strappare un sorriso. 
Una ricetta, una degustazione guidata, un video-sommelier che racconta il vino acquistato.

Piccoli esempi creativi che aiuteranno ad essere ricordati, trasformando un servizio in una forte azione pubblicitaria del proprio brand. Se non si ha a disposizione un proprio e-commerce o in generale non si ha dimestichezza con il web o semplicemente si riscontrano problemi con la gestione dei corrieri, il primo passo per gestire l’emergenza è quello di focalizzarsi sul proprio territorio. Insomma far da sé!  Un’azione più in piccolo certo, ma funzionale, perché non si dipende da terzi per ordini e consegne e può essere tarata sulle proprie risorse. 

Il primo passo per gestire l’emergenza è quello di focalizzarsi sul proprio territorio Umberto  Valvassore, Marketing & Communication Manager BGROW

Lavorare sul proprio territorio, garantirà sia un servizio utile alla propria comunità, sia il rafforzamento della reputazione aziendale e quindi della riconoscibilità, incentivando un fruttuoso passaparola. Non è raro infatti riscontrare, che gli stessi abitanti di una cittadina non siano a conoscenza di prodotti ed aziende artigianali presenti nel territorio in cui vivono.
Le consegne a domicilio sono fattibili quindi a tutti i livelli. Una volta sbrigate le faccende burocratiche (leggi qui) serviranno solo: 

  •  una confezione a marchio
  •  un numero di telefono sempre reperibile
  •  tanta pazienza
  •  un po' di organizzazione con i vostri familiari o collaboratori per gestire ed organizzare gli orari di consegna
  •  lavarsi spesso le mani (questo ormai ci vuole sempre)
  •  sana creatività per informare tutti i vostri potenziali clienti. 
  •  Non usate i social network e non avete un sito web adatto? Nell’attesa di organizzarsi, perché alla ripartenza questa lacuna andrà colmata, potrete semplicemente comunicare la vostra presenza e il vostro servizio di consegna in tutti gli esercizi commerciali ancora aperti e favorite collaborazioni con loro affinché valorizzino il passaparola 

Il giusto tempo per raccontare la qualità

Oggi la quarantena regala tempo e tutti siamo più recettivi ai messaggi informativi, più disponibili a leggere storie ed aneddoti. Una costante ricerca di intrattenimento che ci aiuti a rendere più costruttive le giornate tenendoci lontani dai freddi numeri dei telegiornali.
Questo offre un’opportunità irripetibile: la possibilità di comunicare la qualità che vi contraddistingue con il dovuto tempo. 

Iniziate a scrivere storie sul ciclo di vita delle vostre produzioni agricole, raccontate le attività che eseguite in questo periodo in cantina, fotografate la natura che si risveglia nei vostri campi o vigneti, descrivete la storia della vostra passione, del laboratorio o qualche aneddoto, offrite ricette e soluzioni per valorizzare in casa il frutto del vostro lavoro. Colmate la sete di novità e di intrattenimento del vostro ampio pubblico attraverso l’identità che caratterizza la vostra azienda. Raccontate perché il vostro prodotto è così buono. 
Portate l’esperienza legata ai vostri prodotti, direttamente a casa del consumatore, facendogli vivere il dietro alle quinte in maniera più completa. Un piccolo assaggio di quello che poi vorrà vivere di persona appena potrà di nuovo uscire.

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