Le regioni del Centro Italia sono un mosaico di territori profondamente diversi, accomunati da una straordinaria ricchezza paesaggistica e da una tradizione vitivinicola che negli ultimi decenni ha conosciuto un'importante crescita qualitativa. È un'evoluzione che abbiamo seguito con particolare interesse, raccontando negli anni la maturazione di denominazioni che oggi rappresentano autentici punti di riferimento dell'enologia italiana. I vini che oggi identificano queste terre sono passati dai nostri assaggi e hanno regolarmente trovato posto tra i nostri Top Hundred, a testimonianza di un percorso costruito con coerenza, ricerca e forte identità territoriale.
Dalle colline affacciate sull'Adriatico ai rilievi umbri, fino ai suoli vulcanici dei Castelli Romani, il filo conduttore è un enoturismo sempre più maturo, capace di unire cultura, paesaggio, ospitalità e grandi vini.
Le Marche sono una regione sorprendente, dove in meno di un'ora si passa dalle spiagge dell'Adriatico alle cime dei Monti Sibillini. Colline morbide, borghi medievali, abbazie e città d'arte disegnano un paesaggio agricolo tra i meglio conservati d'Italia, nel quale vitigni autoctoni come pecorino, passerina, verdicchio e lacrima convivono con interpretazioni moderne e una crescente vocazione all'accoglienza.
In questo scenario, a Montegiorgio, nel Fermano, si inserisce Officina del Sole (www.officinadelsole.it), monumentale progetto nato dalla visione della famiglia Beleggia, che ha trasformato un antico podere in un raffinato wine resort immerso in 50 ettari di natura, dei quali 20 vitati.
Tra Jesi, Cupramontana e le colline dell'Anconetano si estende uno dei territori simbolo del vino bianco italiano. Qui il verdicchio trova condizioni ideali grazie ai suoli argilloso-calcarei, alle brezze provenienti dall'Adriatico e alle escursioni termiche che garantiscono vini di grande longevità. Borghi storici, castelli e abbazie raccontano una terra dove il vino accompagna la vita quotidiana da secoli.
Tra le aziende che meglio rappresentano questa identità c'è Santa Barbara (www.vinisantabarbara.it). Stefano Antonucci ha costruito a Barbara, in provinci di Ancona, una delle cantine più apprezzate delle Marche, ospitata all'interno di un antico monastero dove la temperatura costante favorisce il perfetto affinamento dei vini. I 45 ettari di vigneto si distribuiscono in sei comuni della provincia di Ancona e danno origine a una produzione che spazia dal Verdicchio al Pecorino fino ai grandi rossi marchigiani.
Nel cuore dell'Umbria, Montefalco domina dall'alto un paesaggio di vigneti, oliveti e borghi medievali che le hanno fatto guadagnare il soprannome di "Ringhiera dell'Umbria". Qui nasce il sagrantino, uno dei vitigni più identitari del panorama italiano, capace di coniugare struttura, longevità ed eleganza.
È proprio a Montefalco che la famiglia Cecchi ha scelto di investire con Tenuta Alzatura (www.tenuta-alzatura.it).
L'Umbria non è soltanto Montefalco e Orvieto. Attorno a Torgiano, tra Perugia e Assisi si sviluppa uno dei territori che hanno contribuito a definire la moderna enologia regionale. Colline dolci, oliveti, vigneti e piccoli borghi disegnano un paesaggio rurale ancora autentico, ricco di testimonianze storiche e artistiche.
Qui sorge Lungarotti, una delle aziende simbolo del vino italiano. I suoi 190 ettari di vigneto, distribuiti tra Torgiano e Montefalco, sono coltivati nel rispetto della biodiversità e della sostenibilità. Il vino che ha segnato la storia della cantina è il Torgiano Rosso Riserva Rubesco Riserva Vigna Monticchio (da uve sangiovese, canaiolo), che abbiamo premiato Top Hundred nel 2004 con la vendemmia 2000, accanto a etichette come Montefalco Sagrantino, il Torgiano Bianco "Torre di Giano 62" (grechetto e trebbiano), il Rosso di Torgiano "Rubesco 62" (sangiovese in purezza), l'Umbria Rosso "San Giorgio" (sangiovese, cabernet sauvignon) e l'Umbria Rosso Igt "L'Um" (sangiovese e merlot).
Le colline dei Castelli Romani rappresentano uno dei paesaggi più caratteristici del Lazio. Modellate dall'antica attività vulcanica dei Colli Albani, custodiscono terreni ricchi di minerali che da secoli favoriscono una viticoltura di qualità. Borghi storici, ville papali, laghi vulcanici e boschi rendono quest'area una delle destinazioni più affascinanti alle porte di Roma.
Questa è la cornice che ospita CantinAmena (www.cantinamena.com), azienda di Lanuvio appartenente alla famiglia Mingotti che ha costruito il proprio progetto sulla valorizzazione dei vitigni autoctoni e sulla sostenibilità ambientale. Malvasia puntinata, bellone e cesanese dialogano con alcune varietà internazionali in una produzione che interpreta con precisione il carattere dei suoli vulcanici.