Ciak, si mangia! La Roma dei grandi film (e dei piatti da podio)

Da Testaccio al Ghetto, un viaggio tra i sapori della tradizione abbinati ai capolavori che hanno reso immortale la Capitale sul grande schermo

11.03.2026

Mentre il mondo intero conta i minuti che mancano al 15 marzo per stendere il tappeto rosso della Notte degli Oscar, a Roma sappiamo bene che la vera statuetta dorata non si tiene in mano, ma si arrotola sulla forchetta. Nella "Hollywood sul Tevere", dove Cinecittà ha costruito sogni e la carbonara ha sfamato dive e registi, ogni pasto è una sceneggiatura che merita una standing ovation.

Per celebrare il legame indissolubile tra grande schermo e grandi piatti, ecco la nostra personale Nomination delle migliori soste capitoline, dove ogni ristorante è un film da Oscar.

Sora Lella & "Roma città aperta"
Se dici Sora Lella dici famiglia, cinema e veracità. Non potevamo che abbinarla al capolavoro con suo fratello Aldo Fabrizi. Sull'Isola Tiberina, lo spirito di Elena Fabrizi vive ancora tra i tavoli gestiti dai nipoti: mentre sognate Anna Magnani, ordinate le leggendarie polpettine di Nonna Lella e la coda alla vaccinara, un classico che non stecca mai la scena.

Flavio al Velavevodetto & "I soliti ignoti"
Incassato nel Monte dei Cocci a Testaccio, questo locale ha l'anima scanzonata della banda di Gassman e Mastroianni. Qui si viene per fare il pieno di sostanza e simpatia: la loro amatriciana meriterebbe una menzione speciale della giuria, così come le polpette di bollito, perfette per chi cerca la "solita" (si fa per dire) qualità impeccabile.

un piatto di bucatini all'amatricianaFelice a Testaccio & "Un sacco bello"
Felice è un'istituzione intramontabile, proprio come l'esordio di Carlo Verdone. Verace e senza fronzoli, è il posto ideale per sentirsi "un sacco belli" davanti a un piatto di mezze maniche alla gricia. E se volete un classico eseguito a regola d'arte, i loro saltimbocca alla romana sono la risposta definitiva.

L’Osteria di Monteverde & "Caro Diario"
Monteverde è il quartiere di Nanni Moretti, e questa osteria ne rispecchia l'anima intellettuale ma concreta. Roberto e Fabio propongono piatti che sono un dialogo tra tradizione e contemporaneità: l'animella glassata è una poesia per il palato, mentre il loro baccalà con puttanesca e patata mantecata vi farà venir voglia di girare tutto il quartiere in Vespa.

Ditta Trinchetti & "Poveri ma belli" 
Trastevere è il set naturale per questa piccola trattoria che svetta per qualità. L'atmosfera ricorda la Roma spensierata del dopoguerra: sedetevi e godetevi un agnello alla cacciatora che profuma di casa, preceduto dalle croccanti polpette pane, cicoria e pecorino che vi faranno sentire bellissimi (e decisamente ricchi di gusto).

Osteria degli Amici & "Le fate ignoranti" 
Testaccio, una tavolata di amici e un'atmosfera vintage: Ferzan Özpetek avrebbe potuto girare qui. In questo ristorante che parla locale, la gricia con carciofi è il colpo di fulmine perfetto, seguita da una carbonara che mette d'accordo tutti, proprio come una grande famiglia allargata.
un piatto di carbonaraErcoli 1928 & "La Grande Bellezza" 
Polifunzionale ed elegante: Ercoli è la sosta ideale per chi cerca la "Grande Bellezza" negli ingredienti. Tra gli scaffali pieni di prelibatezze, lasciatevi tentare dai tonnarelli cacio e pepe con pecorino "Riserva del fondatore" o dalle mezze maniche alla carbonara preparate con le uova di Paolo Parisi. Un'esperienza da veri dandy della gola.

Bottega Tredici & "Il sorpasso" 
Siamo nel Ghetto, ma con un'originalità che ha il ritmo incalzante di Vittorio Gassman. Qui la tradizione fa "il sorpasso" con piatti come il maritozzo con coda alla vaccinara e sedano o il raffinato tortello di baccalà alla romana, ideali per chi cerca il brivido della scoperta.
un maritozzo alla pannaPiatto Romano & "Ben-Hur" 
Se la mitica corsa delle bighe fosse una gara di sapori, Andrea e Umberto taglierebbero il traguardo con diversi giri di vantaggio. In questa trattoria di Testaccio la ricerca sulle erbe selvatiche ha la stessa epica di un kolossal girato a Cinecittà. La loro coratella d’abbacchio con cipolla ha una potenza imperiale, capace di placare anche il più fiero dei centurioni, mentre i rigatoni alla gricia corrono veloci verso il podio del gusto, travolgendo ogni dubbio con la forza del guanciale croccante. Un trionfo da "undici Oscar" e da premio come Trattoria dell’anno a Golosaria 2025 con la corona rossa unica.

Bianca & "Vacanze Romane" 
Elegante, raccolta e vicina al Vaticano: Bianca è la sosta perfetta per una "vacanza romana" lontano dal caos. Luca Carucci propone una cucina radiosa: non perdetevi i bucatini all’amatriciana (firmati Cavalieri) e il coniglio alla cacciatora, un binomio che vince ogni premio della critica.

Piperno & "L'oro di Roma" 
Situato nel cuore del Ghetto dal 1860, Piperno è un tesoro storico. Le sue sale eleganti sono lo sfondo perfetto per gustare l'immancabile carciofo alla giudia, il vero oro gastronomico della città, seguito dai rigatoni con pajata di vitello, un piatto che richiede competenza e amore.
un piatto di carciofi alla giudiaJole & "Febbre da cavallo" 
Di fronte al Mattatoio, l'atmosfera è quella popolare di "Mandrake" e compagni. Jole vi accoglie in una fresca cantina con piatti che sono scommesse vincenti: i ravioli ripieni di coda alla vaccinara saltati nel loro sugo vi faranno urlare "Mandrakata!", mentre il bollito alla picchiapò è un traguardo da fotofinish.

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