Mangiare a Rimini e dintorni

Mentre il Meeting volge al termine, c’è ancora tempo per provare alcune mete, come abbiamo fatto noi nei giorni scorsi

23.08.2022

Certo la nostra guida cita mete imperdibili come Guido (fraz. miramare - lungomare spadazzi, 12 – tel. 0541374612), Quartopiano (via g. chiabrera, 34/c – tel. 0541393238) e Il Piastrino di Pennabilli (via parco begni, 5 – tel. 0541928106) che hanno la nostra corona radiosa, ma anche il resto è cresciuto parecchio.
I locali creati da Giuliano Canzian per esempio sono una sicurezza e vicino al Ponte di Tiberio siamo stati rapiti da NudeCrud (viale Tiberio, 27/29 – tel. 054129009) – qui lo zampino di Sergio Gnassi - con la loro piada sfogliata (eccezionale) e l’elenco dei migliori produttori del Golosario (zona Rimini) che dicono dell’attenzione massima alla qualità (la carne di Marco Migani, l’olio di Roberta Frontali, i gelati di Marselli, la pasta di Mancini, i formaggi di San Patrignano). Siamo stati i primi a provare questi format e ora lo premiamo per la tenuta e per la crescita. Anche il personale è gentile e partecipa dell’avventura (l’unica mortificazione è stato leggere nel loro foglio alla voce “parlano di noi”, i nomi delle altre guide, ma non IlGolosario che li recensisce fin dagli esordi).
Di fianco c’è poi la Marianna (via Tiberio, 19 - tel. 054122530) dedicata alla cucina popolare di pesce. E anche qui i nostri collaboratori sono usciti soddisfatti.

Di seguito la recensione del nostro Roberto Formica, che invece è stato Dallo zio, della medesima proprietà. Un locale ricavato all’interno di una casa ottocentesca, dal 1965 quando Giovanni Santolini, soprannominato “lo zio”, e Saura Stianti, discendenti di generazioni di commercianti di pesce, cominciano ad attirare l’attenzione di una prima clientela riminese. Federico Fellini aveva il suo tavolo preferito - l’unico da cui si potesse scorgere l’Arco di Augusto - e altri grandi artisti erano soliti varcare la soglia di questa trattoria, che con gli anni si è abbellita, negli arredamenti e nella concezione delle sale.

Giuliano Canzian, uno dei più intraprendenti ristoratori riminesi del momento, nel 2003 si innamora di questo locale e ne comprende la portata, lo rimette a nuovo e da lì parte la sua avventura. Oggi il ristorante “Dallo zio” è uno scrigno di buon gusto, arredato con classe sopraffina all’interno, così come è ammaliante il dehors, allestito elegantemente nello spazio verde circostante l’Arco di Augusto.
Ma andiamo al sodo. Il menu presenta una scorpacciata di crudi con il “percorso crudità”, menu degustazione proposto a 70 euro, dove i protagonisti saranno ostriche, scampi e gazpacho, tre diverse tartare con frutta ed erbe stagionali, la tartare di gamberi rosa, di gamberi rossi e mazzancolle con yogurt aromatizzato alle erbe, la selezione di crudità del giorno.

I piatti alla carta già destano desiderio alla sola lettura. Qualche esempio? Triglia marinata con crudità di ravanelli, finocchio e crema di rafano; sardoncini spinati al testo con misticanza, scaglie di Parmigiano Reggiano biologico di Vacca Bianca Modenese del caseificio Santa Rita Bio, aceto balsamico ed accompagnati dalla piada della casa; salsiccia di mare con le sue verdure alla brace; passatelli della tradizione con filetti di sogliola, vongole poveracce e spinaci; cappelletti ripieni di moletti con burro aromatizzato al limone e carpaccio di seppia cruda e pane con il suo nero; l’arrostita del pescato del giorno alla brace; fritto di sardoncini spinati; Romagna cheese cake con fragole fresche e riduzione di Sangiovese dei colli di Rimini…

Chi scrive ha applaudito dentro di sé ad ogni singola portata ordinata. Dopo la delicata entrée di ombrina al vapore con crema di peperone e valeriana, ci siamo dedicati alle tre tartare di dentice, di ombrina e di tonno
prima di apprezzare i patacotc (tipici maltagliati della tradizione riminese, in particolare dei colli, la cui storia risale al dopoguerra) con calamari, vongole, poveracce sgusciate, fagiolini e pomodorini.
A seguire un soave fritto di calamaretti pennini con verdurine, perfetto nella sua semplicità,
e una eccezionale pesca melba, con pesca sciroppata della casa, gelato alla vaniglia del Madagascar, crumble di etruschi e frutti di bosco.
Ammirevole che la carta dei vini si apra con una saggia selezione di cantine del territorio, per passare poi all’Italia ed al resto del mondo. Bravi. Noi abbiamo chiuso con la piccola pasticceria e un rum selezionato dalla valida carta dei distillati. Ma anche con tanta voglia di tornarci… 
Due altre mete che sono imperdibili restano poi Zaghini a Sant’Arcangelo di Romagna (piazza Gramsci, 14 - tel.  con quelle fantastiche e perfette tagliatelle al ragù servite con una ciotola di piselli in umido che ci siamo goduti un mezzodì con i vini della cantina San Valentino (la Rebola “Scubi”)
e poi la Greppia di Coriano (via Marano, 75 - tel. 0541657210) che domenica sera ha cucinato un coniglio cotto nel forno a legna, decisamente grande.
Se siete ancora a Rimini, queste sono le vostre mete.

Dallo Zio

via santa chiara, 16
Rimini
Tel. 0541786747

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