Al Vinitaly, tra le eccellenze calabresi, ha brillato la storia di Luigi Viola, ex insegnante di Saracena che ha trasformato la passione di famiglia in un presidio di rarità enologica.
Dopo aver salvato il Moscato di Saracena, Viola ha presentato ufficialmente il Raspato 2022, ribattezzato "Vino del Preside" in onore del fratello Aldo, che era preside di liceo.
Questo bianco secco, frutto di sette anni di sperimentazione, recupera una tecnica arcaica: il mosto di guarnaccia e malvasia, leggermente bollito, fermenta con raspi e acini interi di moscato e doraca.
Il risultato, dopo un affinamento di tre anni tra botte e vetro, è un vino dal colore oro antico e riflessi arancio. Al naso regala spezie bianche e dattero, mentre il sorso è elegante, sapido, con un'acidità vibrante e note di scorza d'arancia. Prodotto in sole 900 bottiglie e proposto a 90 euro, rappresenta una gemma preziosa della viticoltura calabrese contemporanea.