Ci avviciniamo a Vinitaly, ma anche alle finali di fine maggio del premio Top Hundred e si intensificano le nostre degustazioni, riassaggiando alcune delle etichette che più ci hanno colpito nelle Anteprime. Ecco perché in questo racconto cominciamo dai grandi rossi Toscani e in particolare dalla zona di Montalcino.
Nasce da un desiderio di Leopoldo Franceschi (produttore di quinta generazione) di unire l’antica tradizione a un modello agricolo più dinamico, lavorando in stretta collaborazione con i giovani figli Flavia e Federico. I terreni, in posizione ottimale sopra Sant’Angelo in Colle, sono gestiti con metodi biologici per preservare l'ecosistema.
Il Brunello di Montalcino 2021 regala un naso di terra bruciata e caffè, scivolando in una bocca tannica e di grande struttura. Il Brunello di Montalcino Riserva 2020 vanta un naso avvolgente ed equilibrato, per un sorso che al palato si fa pieno, intenso, avvolgente e orgogliosamente tannico.
L’azienda, acquistata nel 1957 e oggi condotta da Gualtiero Ghezzi, si avvale di 93 ettari vitati a un'altezza di 300-350 metri s.l.m., interamente a conduzione biologica dal 2017. Le vigne vengono scelte attraverso una minuziosa analisi dei terreni e le nuove tecniche di vinificazione nella cantina interrata ne esaltano ogni sfumatura.
Il Brunello di Montalcino 2021 ha un colore rubino con note aranciate, un naso disteso di pelliccia e in bocca risulta fine ed elegante, con un'acidità perfettamente integrata. Il Brunello di Montalcino “Paesaggio Inatteso” 2021 si impone come migliore assaggio della giornata: offre un naso di frutta, cuoio e pepe nero, rivelandosi pieno e di bella freschezza al palato. Il Brunello di Montalcino “Gualto” Riserva 2020 vira su un naso più balsamico incentrato sul cuoio; in bocca spicca l'imponente componente tannica.
Il progetto Rocca di Frassinello unisce la tradizione enologica francese a quella italiana, risultato della collaborazione tra il Barone Eric de Rothschild e Paolo Panerai. Un connubio che ha dato vita a vini di grande prestigio e profondità, capaci di esprimere le grandi potenzialità della Maremma (il loro omonimo Rosso è stato Top Hundred nel 2020).
Il Maremma Toscana Rosso “Ornello" 2023, da uve cabernet sauvignon, merlot e syrah, si distingue per un colore rubino impenetrabile, un naso intenso e fruttato con fondo balsamico e d'incenso; in bocca è invitante, sugoso e pieno. Il Maremma Toscana Rosso “Le Sughere di Frassinello” 2022 (sangiovese, merlot, cabernet sauvignon) mostra un colore rubino fitto, intriganti profumi di cioccolato e menta, offrendo al palato un sorso pieno, croccante e di perfetto equilibrio.
Donnafugata rappresenta un pilastro dell'enologia siciliana, frequentemente identificata con l'illustre Passito di Pantelleria “Ben Ryé”, punto di riferimento tra i vini dolci. Sebbene tale etichetta sia un emblema aziendale (inserita nei Top Hundred già dal 2002), la realtà produttiva abbraccia orizzonti più vasti. Il gruppo gestisce infatti quattro poderi in vari distretti dell'isola (Contessa Entellina, Pantelleria, Vittoria e l'Etna), curando 400 ettari vitati che danno origine a una selezione di vini ricchi di carattere.
Dai nuovi assaggi emerge il Sicilia Etna Bianco “Sul Vulcano” 2022, da uve carricante, che si presenta con un colore tendente all'oro, naso fine in cui è immediata la nota di pietra focaia su un tappeto di frutta; in bocca regala un sorso decisamente equilibrato.
Questa dinamica realtà calabrese, che ci è stata segnalata da un instancabile talent scout come Francesco Saliceti, nasce dal sogno dei fratelli Giovambattista e Domenico Macchione. I vigneti, ancora giovani sono distribuiti su 10 ettari, in cui si punta sulla valorizzazione di vitigni autoctoni come il magliocco dolce, il greco (bianco e nero) e la malvasia, affiancati a varietà internazionali.
Tra gli assaggi spicca il Sauvignon Blanc “Vigna Marina” 2024, che sfoggia un naso molto concentrato, risultando pieno e con una leggera nota tannica al palato. Il Calabria Bianco “Roverella” 2024 (da uve greco bianco e malvasia) ha un colore oro e un naso intenso di cedro e ginestra; la frutta si riverbera in bocca dove il sorso è ampio, pieno, fresco e rotondo. Il Calabria Rosso “Poderoso” 2024 (ottenuto da uve magliocco dolce) si svela con un colore rubino impenetrabile, un naso intenso e fresco di piccoli frutti; in bocca è fine, pieno, molto fresco e di buon equilibrio. Interessante.
Fondata nel 2001, Cascina Ronchetto è un’azienda vitivinicola a conduzione familiare situata nel cuore della provincia di Varese. Con dedizione, Fabio ha riportato in vita una tradizione vitivinicola secolare in questo territorio, coltivando 5,5 ettari di vigneti inerbiti e gestiti senza diserbanti chimici, puntando a vini che riscoprano l'autentica identità locale.
L'Extra Brut “Gibilée” 2018, metodo charmat da uve chardonnay, merlot e pinot nero, sfodera un naso speziato con note di frutta e foglia bagnata, ben bilanciato da un'acidità ficcante e viva.
Nei pressi del parco ducale di Agliè, non distante dalla casa di Guido Gozzano (e dal famoso “Meleto”) e dal castello dove venne girata la serie di “Elisa di Rivombrosa”, sorge l’Azienda vitivinicola Silva. I vigneti si distendono nella zona circostante per 12 ettari, all’interno del paesaggio delle morbide e verdi colline canavesane. La famiglia Silva produce vino da tre generazioni e dal 1994 è sul mercato con una certa soddisfazione per i riscontri ricevuti. Giovanni e Stefano, zio e nipote, lavorano le uve supportati da tecnologie moderne per garantire alti standard ma preservando la tradizione di una raccolta rigorosamente manuale.
Ricchissima la batteria degli assaggi: il Vino Spumante Extra Dry “La Ninfa” ha un colore paglierino scarico, un naso pulito, fine e floreale con note di frutta; in bocca è ricco, fresco e chiude con un bel finale amaricante. L'Erbaluce di Caluso “Dry Ice” 2025 mostra profumi di lime, mela verde ed erbe officinali, mentre in bocca ha una trama già setosa con un'acidità lunga (Grandioso). Il Piemonte Chardonnay “Donna Cinzia” 2025 ha un colore paglierino, note di polpa bianca fini e risulta piacevole e fresco.
Nelle Langhe del Barbaresco, la famiglia Toso è legata al territorio di Neive dal 1894. Nel 1991 viene rilevata la proprietà più importante, Cascina Le Doti, con il vigneto Bordini; dal 2017 Alessandra, esponente della nuova generazione, affianca il papà Carlo nella cura delle vigne e dell'accoglienza. Una cantina che ha saputo convincerci con la spumantistica (il Metodo Classico “Centoventi” è tra i migliori assaggi del 2025) ma che non delude affatto sui grandi rossi.
La Barbera d’Alba Superiore “Ardote” 2023 sfoggia un colore rubino brillante con unghia violacea, un naso di frutta e velluto profondo con note di terra; in bocca ha un sorso tannico con una piacevole acidità. Il Barbaresco “Bordini” 2022 offre un colore rubino, un naso di piacevole intensità con sbuffi di cioccolato bianco e anice stellato; in bocca è pieno, tannico, con un sorso setoso ed elegante dove la speziatura torna sul finale. Va diritto in finale per i top Hundred 2026, tanto ci è piaciuto. Il Langhe Pinot Nero 2021 ha un naso di piccoli frutti impreziosito da una nota di polvere da sparo; in bocca risulta tannico ed elegante.