L’Italia del vino da vivere premiata a Golosaria

Le 15 migliori realtà enoturistiche

21.10.2026

C’è un’Italia del vino fatta di cantine, borghi, castelli, antichi casali e progetti di ospitalità che trasformano una degustazione in un’esperienza da ricordare. È anche questa una delle sfaccettature del nostro paese che ci piace raccontare su un libro, IlGolosario Wine Tour, e che sarà protagonista di Golosaria Milano 2026, in programma dal 31 ottobre al 2 novembre al Padiglione 8 di Fiera Milano Rho.

Tra gli appuntamenti da segnare in agenda c’è quello di domenica 1° novembre alle ore 12, quando saranno premiate 15 realtà enoturistiche italiane, selezionate per la capacità di valorizzare il vino attraverso l'accoglienza, la cultura, il paesaggio e le esperienze proposte ai visitatori. A sostenere il premio è AGN Energia, azienda italiana che dal 1958 opera nel settore energetico e che, partendo dal mondo del GPL, ha progressivamente ampliato la propria attività alla fornitura di luce e gas, al fotovoltaico, all'efficienza energetica e alle soluzioni per una mobilità più sostenibile.

Quello che presentiamo è dunque un percorso che mette al centro innovazione, attenzione all'ambiente e vicinanza alle comunità locali, valori che trovano un naturale punto d'incontro con l'enoturismo.
Così castelli medievali, antichi monasteri, dimore nobiliari, casali agricoli e tenute storiche, grazie all'intraprendenza di chi oggi li conduce, hanno trovato una nuova vitalità. Dalle Langhe alla Calabria, ecco le realtà protagoniste della premiazione:

1. Renato Ratti – La Morra (Cn)
Fondata nel 1965 da Renato Ratti a La Morra e oggi guidata dal figlio Pietro, l'azienda è un riferimento per la valorizzazione dei cru delle Langhe. Da visitare il Museo Ratti dei Vini d'Alba, ricavato negli ambienti dell'Abbazia dell'Annunziata, mentre a Costigliole d'Asti, Villa Pattono completa l'esperienza con camere, piscina, spa e degustazioni affacciate sui vigneti. Un esempio di come la memoria del vino possa diventare un patrimonio da condividere con le nuove generazioni.

2. Tenuta Santa Caterina – Grazzano Badoglio (At)
A Grazzano Badoglio, nel Monferrato, l’avvocato Guido Carlo Alleva, ha restituito vita a una tenuta storica, dedicandosi al recupero dei vitigni autoctoni e in particolare del grignolino, anche nella versione Monferace. Oggi la proprietà accoglie gli ospiti in un elegante relais ricavato dall'antica casa dell'intendente e in una sala degustazione allestita nella vecchia cantina. Il riconoscimento valorizza un progetto capace di restituire vita a un luogo storico, facendo dialogare la cultura del vino con l'ospitalità.
3. Podere Gagliassi – Monforte D'Alba (Cn)
A Monforte d'Alba, Davide, Roberto e Pietro hanno costruito intorno a 23 ettari di vigneti biologici un progetto che unisce produzione e conoscenza del territorio. Le visite accompagnano gli ospiti tra filari panoramici, cantina e barricaia, con percorsi di degustazione che arrivano alle verticali di Barolo. Il vicino ristorante Lostu, con 21 camere e piscina, consente di prolungare il soggiorno. Una proposta premiata per la capacità di trasformare la viticoltura biologica e il paesaggio delle Langhe in un'esperienza di scoperta contemporanea.
4. Castello di Gabiano – Gabiano (Al)
Due territori e un'unica proprietà, quella della famiglia di Giacomo Cattaneo Adorno. In Liguria con Villa Cambiaso e nel Monferrato, con Castello di Gabiano, maniero di origine medievale del IX secolo. Risulta uno dei più antichi del Piemonte legato alle dinastie degli Aleramici e dei Paleologi benché le sue origini siano precedenti. E qui, oltre ad assaggiare i vini del Monferrato con documenti che parlano di commercio di uve già nell’anno mille, si assapora la storia soggiornando e pranzando nell’agriturismo 3 Orologi. Due interpretazioni di uno stesso progetto, premiato per aver saputo collegare territori diversi attraverso la valorizzazione delle radici familiari, dei luoghi e delle tradizioni vitivinicole.
5. Lunae Bosoni – Castelnuovo Magra (Sp)
Tra il fiume Magra e le Alpi Apuane, la famiglia Bosoni ha costruito un progetto che intreccia viticoltura, cultura e accoglienza. Cuore dell'esperienza è Ca' Lunae, antico casale che ospita enoteca, sale degustazione, orto, giardino degli aromi e un museo dedicato alla tradizione vitivinicola locale. Da scoprire anche l'opificio e l'Ostaia a Ca' Lunae, dove il vino prodotto con la riscoperta dei vitigni autoctoni, incontra la cucina, in questo luogo che ha dimostrato la capacità di trasformare un'antica realtà agricola in un centro di cultura del vino che ha recuperato antichi vitigni, dove produzione, memoria e gastronomia convivono.
6. Torre Pernice – Leca D'Albenga (Sv)
Nella Piana di Albenga, un'antica torre medievale domina i vigneti della famiglia Sartori, che coltiva pigato, vermentino e rossese di Campochiesa. La tenuta ha conservato il proprio carattere rurale, sviluppando un'accoglienza che comprende camere e appartamenti nell'antico casale e un wine bar-ristorante dedicato alla cucina ligure dell'entroterra. Una realtà premiata per aver mantenuto viva l'identità agricola di un luogo storico, aprendolo a un turismo del vino fatto di soggiorni, cucina territoriale e contatto diretto con la campagna.
7. Castello di Grumello – Grumello del Monte (Bg)
Sulle colline della Valcalepio, tra Bergamo e il lago d'Iseo, una dimora millenaria è diventata un luogo di incontro tra storia, vino e turismo attivo. Le visite conducono nelle antiche cantine sotterranee, nelle sale nobili e tra i vigneti, mentre le proposte Wine&Bike e Wine&Trekking permettono di scoprire il paesaggio in modo dinamico, con aperitivo finale nel giardino del castello. Il premio riconosce la capacità di rendere contemporanea l'esperienza di una dimora storica, proponendo nuovi modi di vivere il vino e il territorio.
8. Drusian – Valdobbiadene (Tv)
Sulle colline di Valdobbiadene, Francesco Drusian porta avanti dal 1988 un lavoro attento alla sostenibilità e alla valorizzazione delle diverse Rive, ma offre un’esperienza immersiva che tocca tutte le forme di versatilità del Prosecco. Alle visite e alle degustazioni in cantina si affianca l'ospitalità dell'Althea Agriturismo & Relais, gestito da Marika Drusian a Vittorio Veneto, tra camere affacciate sui vigneti, piscina e area wellness. Questo progetto familiare che ha saputo ampliare la vocazione vitivinicola, trasformando il paesaggio del Prosecco in una destinazione dove soggiornare e scoprire il territorio.
9. Terre del Lagorai – Castel Ivano (Tn)
Il recupero della viticoltura in Valsugana incontra la storia di Castel Ivano, imponente struttura del XII secolo che fa da cornice a un progetto nato dalla collaborazione tra imprenditori agricoli e Carlo Staudacher, proprietario del castello. Le visite prevedono passeggiate nei vigneti, degustazioni dei vini aziendali e la possibilità di pernottare all'interno delle antiche mura. Una realtà premiata per aver unito il rilancio di un territorio vitivinicolo alla valorizzazione di un patrimonio storico, creando nuove opportunità di visita e soggiorno.
10. Weger – Cornaiano di Appiano (Bz)
La famiglia Weger produce vino dalla prima metà dell'Ottocento e oggi, con Josef e il figlio Johannes, continua una tradizione che ha saputo evolversi anche nell'ospitalità. Già dalla fine degli anni Settanta, infatti, il vecchio maso del XII secolo è stato trasformato in una struttura con 18 appartamenti, piscina, museo storico e ristorante con stube vinicola. Le degustazioni trovano spazio nell'antica cantina. Weger ha saputo creare il domani facendo convivere l'architettura rurale altoatesina, la memoria familiare e un'offerta turistica sviluppata nel tempo.
11. Ridolfi – Montalcino (Si)
A Montalcino, Gianni Maccari, manager ed enologo della cantina Ridolfi, affianca al lavoro sul Brunello, un progetto di accoglienza che coinvolge tutta la famiglia. A soli 700 metri dal borgo, l'antico casale di Podere Belsogno è stato recuperato e trasformato in un B&B con agriristoro, dove la cucina propone ricette della tradizione toscana reinterpretate in chiave contemporanea. La struttura, immersa nella campagna ilcinese, ospita anche cerimonie ed eventi. Un riconoscimento che premia la capacità di dare nuova vita a un borgo storico, creando un luogo dove vino, cucina e ospitalità raccontano il territorio.
12. Fattoria di Poggiopiano – Fiesole (Fi)
Sulle colline di Fiesole, a pochi chilometri da Firenze, la famiglia Galardi coltiva vigneti e oliveti seguendo i principi del biologico dal 1995. Accanto ai vini, tra cui il Chianti Superiore “Voce alla Terra”, l'azienda propone con partecipazione visite guidate, picnic tra i filari, aperitivi e merende in campagna. L'agriturismo, curato da Elisabetta Galardi, offre camere e appartamenti nelle antiche case coloniche, oltre a una piscina panoramica affacciata sulla Valle dell'Arno. Un esempio di come un patrimonio agricolo possa diventare una proposta di turismo sostenibile, capace di mettere in relazione natura, prodotti e qualità del soggiorno.
13. Officina del Sole – Montegiorgio (Fm)
Nel Fermano, la famiglia Beleggia ha trasformato un podere abbandonato in un articolato Wine Resort immerso in 50 ettari di natura, con un panorama che spazia dall'Adriatico ai Sibillini. La produzione comprende vini da vitigni autoctoni e internazionali, e l'offerta enoturistica va dalle degustazioni ai picnic in vigna, fino alla clamorosa ospitalità con 47 camere, oltre a ristorante, spa di oltre mille metri quadrati, piscine, padel e percorsi nella natura. In questo luogo si “crea domani” rigenerando un sito rurale attraverso un progetto di ospitalità contemporanea, dove il vino dialoga con benessere, sport e gastronomia.
14. Amalberga – Ostuni (Br)
Alle porte della Valle d'Itria, Dario De Pascale e i suoi collaboratori hanno dato vita a un progetto giovane, nato per recuperare la tradizione vitivinicola della denominazione Ostuni e alcuni vitigni quasi dimenticati, come francavidda e ottavianello. La cantina propone degustazioni abbinate a prodotti locali, mentre il ristorante AMA kilometro zero completa il percorso gastronomico. Un riconoscimento a chi ha scelto di creare il domani recuperando varietà antiche, restituendo loro una nuova identità e rendendole protagoniste di un'esperienza enoturistica attuale.
15. Serragiumenta – Altomonte (Cs)
Non è un sogno, ma un bellissimo castello cinquecentesco tra vigneti e uliveti, nel cuore della campagna calabrese, ad Altomonte, il centro di un progetto che unisce vino, ospitalità, agricoltura e allevamento. Rita Bilotti e il marito Paolo Canonaco hanno sviluppato un'offerta che comprende 15 suite nel castello, otto camere nell'agriturismo, glamping tra le vigne, attività didattiche e passeggiate a cavallo. All'interno del maniero si trova anche il ristorante La Voliera, dove gli ottimi vini si abbinano ai piatti della tradizione per un’esperienza decisamente completa. Un progetto premiato per aver restituito vitalità a un patrimonio storico e agricolo, intrecciando accoglienza, ristorazione e attività a contatto con la natura.
Quindici realtà e altrettanti modi di interpretare il tema di Golosaria, "il gusto di creare il domani", attraverso esperienze contemporanee, vissute e promosse dai nostri lettori. Quindici realtà che hanno trasformato luoghi che provengono da una storia antica grazie al turismo del vino. È questa l'Italia dell'enoturismo che Golosaria, insieme ad AGN Energia, porterà sul palco domenica 1° novembre.

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